Penny Dreadful

7 anni fa

4 minuti

Penny Dreadful

Le vie dell’horror sono infinite. Questa frase oggigiorno si adatta quantomai a quanto accade sul piccolo schermo. Non c’è dubbio che la diffusione dei canali a pagamento abbia gettato benzina su un fuoco che non si è mai spento né mai si spegnerà, quello che arde per la passione del mistero, del terrore, della morbosità e del fascino per il male.

La selezione naturale dell’audience, la scelta consapevole dei contenuti, ha abbattuto negli ultimi anni quella che è sempre stata la più grande limitazione al genere horror in termini televisivi: l’esibizione della violenza, del sangue, del dramma e dei temi più scomodi e disturbanti.

Tra vampiri effeminati, giovani licantropi e zombie,

spunta dalla massa delle nuove produzioni una serie televisiva della Showtime che punta tutto sulla qualità, l’intensità della recitazione e una trama audace nella sua ambiziosità.

Penny Dreadful, letteralmente “romanzaccio da quattro soldi” recupera temi e personaggi dell’horror più classico, più nobile, quello della grande letteratura di genere. Il contenitore della storia è una Londra vittoriana decadente e cupa, la Londra di Jack lo Squartatore e dei suoi vicoli malfamati, ancora in bilico tra la scienza e la superstizione, una città in cui le grandi scoperte della modernità convivono con la religione e l’ignoranza più popolana, in cui le malattie mietono vittime per le strade mentre l’alta società sprofonda nei piaceri più smodati.

 

 

In questo contesto così pieno di eccessi e contrasti si intrecciano le storie dei grandi personaggi della letteratura gotica, nomi che abbiamo già visto compromessi e ridicolizzati in molti modi, dal Dr. Victor Frankenstein a Van Helsing, da Dorian Gray a Dracula (?) che qui vengono trattati invece con il dovuto rispetto, miscelando abilmente le loro storie e tracciando linee di incrocio ben precise tra le personalità e i drammi umani dei protagonisti, non una baracconata alla “La leggenda degli uomini straordinari”, per capirci, ma un audace e rischioso tentativo di fondere in un’unico canovaccio le storie delle figure cardine di tutto il genere.

 

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L’orribile effetto “All Star Exhibition” viene schivato soprattutto in forza di una storia intrigante e drammatica, che lascia però spazio ai singoli, straordinariamente caratterizzati da un cast di altissimo livello.

Eva Green, che con il suo personaggio di Miss Ives porta quel tocco di misticismo e possessione che lega tutte le storie già note al pubblico, offre un’interpretazione de-va-stan-te: a tratti algida e sexy, intrigante e misteriosa, spazia poi in una recitazione fisica, spaccaossa, tirata, intensa, sofferente, deformante.

Una versatilità ed una capacità di comunicare sofferenza e drammaticità viste molto raramente in televisione. Non sono da meno gli altri attori, Timothy Dalton è regale, carisma puro, Harry Treadaway e Reeve Carney rappresentano alla perfezione il tormento e l’estasi, Frankenstein e Dorian Gray, e perfino il belloccio Josh Hartnett non sfigura nei panni del pistolero yankee.

 

Penny Dreadful TV Series Wallpaper

 

Lo stile complessivo ricorda molto da vicino le ultime serie di maggior successo, da Spartacus a The Walking Dead: abbondano il nudo, il sangue, la violenza… ci si spinge abbastanza in là, diciamo, ma nella somma degli elementi Penny Dreadful risulta confezionato in maniera elegante, a tratti poetica, con quella attenzione ai dettagli, agli ambienti e alla fotografia che sempre di più sta trasformando il fenomeno serie televisive nel nuovo vero punto di riferimento per l’entertainment.

Se si tratterà di capolavoro, lo scopriremo come sempre col tempo

ma certamente la seconda stagione, di prossima produzione, avrà la pesante responsabilità di non vanificare il delicato equilibrio creato in questi primi otto episodi, che con temerarietà sono riusciti a far convivere Bram Stoker e Mary Shelley, Wilde e l’horror gotico senza mai perdere il filo o esagerare con le licenze.

Curiosità: Il nome della serie deriva da una serie di racconti di orrore inglesi pubblicati a fine ottocento sotto forma di piccoli libretti venduti, appunto, ad un penny: Penny Dreadful.

 

Insomma… Halloween si avvicina, fatevi due conti, non credo ci sia altro da aggiungere.

 

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