Un raro caso di teatro fantascientifico e la sua caccia durata 15 anni.

Una serata nell’ormai lontano 199X, torno a casa alticcio quanto basta da dirmi: “è meglio che non vai subito a letto, lasciatela passare guardando la puttanesca misteriosa tv notturna”, ne consegue l’accensione del televisore per cercare qualcosa che mi distragga dai resti della serata.

 

Arnoldo Foà nei panni di Borst

Borst e il ministro degli esteri terrestre

 

Zap Zap Zap Boom

Rai 3, classico sceneggiato Rai in bianco e nero, tema fantascientifico, nessuno effetto speciale, praticamente teatro; i bravissimi attori, l’ottima sceneggiatura e due invenzioni tecniche di chi sta riprendendo mi catturano subito, me lo guardo tutto d’un fiato, senza mai un momento di distrazione pubblicitaria, un’ora e 13 minuti di film; vado a dormire appagato.

 

 

Inizia la caccia

Il giorno dopo ripenso al film e non mi ricordo il titolo, non riesco a farmene una ragione e saltuariamente negli anni successivi cercherò di ritrovarlo; arriva Google, ma non mi è d’aiuto, ne parlo con amici e pazzoidi della mia risma, ma non ottengo ciò che voglio, fino a lunedì scorso, illuminazione: uno degli attori era Arnoldo Foà, vado su IMDB e cerco la sua filmografia: 164 film, prolifero il nostro Arnoldo Foà.

 

Arnoldo Foà

Arnoldo Foà

 

Inizio a scorrere la lista partendo dal basso per ovvi motivi cronologici, escludo a priori film come ‘O sole mio’ e ‘Lucrezia Borgia’, mi faccio ingannare da ‘La mano dello straniero’, su ‘il grido della terra’ ho un fremito ma non è lui, arrivo al settantesimo film e penso che forse gli ovvi motivi erano sbagliati o ancora peggio: lui in quel film non ha recitato, quando leggo il settantasettesimo titolo:

Operazione Vega

Santa robotica! Trovato, cerco su youtube e il primo risultato è un screener tremendo, ma come già allora… il secondo invece è a una qualità dignitosa:

 

 

Me lo sono riguardato tutto, di nuovo senza una pausa, forse per la gioia di averlo ritrovato, forse per la nostalgia del 199X, ma mi è piaciuto ancora tanto e ve ne consiglio la visione, se riuscite a resiste al lento ritmo iniziale e a non ridere per la partenza dell’astronave godrete nel vedere un rarissimo esempio di teatro fantascientifico.

 

 

Due considerazione finali

Ritengo la sceneggiatura di questo film superiore a moltissime sceneggiature fantascientifiche contemporanee, a dimostrare che le CGI non possono sostituire la fantasia e l’intelligenza di un buon autore; la seconda considerazione è che le teche Rai sono un tesoro immenso che sarebbe il caso di condividere totalmente e liberamente il più presto possibile.