RECENSIONE

Miliardi Di Tappeti Di Capelli di Andreas Eschbach

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17 Gennaio 2014

Scritto da Andreas Eschbach, esponente della “Nuova Fantascienza Tedesca”, questo piccolo libro di fantascienza è una maestosa Space Opera in piena regola.

Sorprendente quanto (almeno per il sottoscritto) complesso da recuperare, ha rapidamente scalato le mie personalissime classifiche con una trama innovativa e affascinante, una scrittura incalzante e ricercata e un’originalità assoluta.

L’autore sin dalle prime pagine inizia a tratteggiare l’ambiente che si capirà poco dopo essere solo una minima porzione di un impero vastissimo.

Miliardi Di Tappeti Di Capelli di Andreas EschbachL’autore sin dalle prime pagine inizia a tratteggiare l’ambiente che si capirà poco dopo essere solo una minima porzione di un impero vastissimo, controllato da un “Imperatore – Dio” che non solo governa sugli uomini ma addirittura “possiede le stelle”, considerato come un’entità immortale ed eterna sul pianeta su cui il libro, almeno inizialmente, si sviluppa.

Sul pianeta dipinto nelle prime pagine, ci viene presentata questa società arcaica e suddivisa in caste tra cui si distingue quella dei tessitori di tappeti, che impiegano la loro intera vita per tessere un singolo tappeto con i capelli di mogli, figlie e concubine per poi venderlo ai mercanti di tappeti che lo caricheranno su un’astronave e lo spediranno al palazzo dell’imperatore.

Da tempo immemorabile, in un mondo lontano, gli uomini intessono tappeti annodando i lunghi capelli delle loro figlie e delle loro mogli

[…]

Quegli oggetti preziosi sono creati per l’imperatore divino, che si trova su un altro pianeta, affinché vi adorni il suo palazzo.

Ma qualcosa sta cambiando: dei ribelli hanno osato sfidare l’imperatore, e si diffonde la voce che nei tappeti si celi un segreto inimmaginabile. Il dubbio si insinua così in una società arcaica e immobile, e una realtà nuova si appresta a lacerare costumi e tradizioni immutabili.

Già dalle prime pagine iniziano ad emergere le prime incongruenze e i primi eventi che mettono in dubbio l’immutabilità di questa situazione apparentemente eterna e che permettono alla storia di slegarsi dal pianeta iniziale e procedere attraverso i meandri del vastissimo impero.

Vengono presentati i primi personaggi appartenenti alla cosiddetta “ribellione”, che portano di pianeta in pianeta notizie di sovversione e un pensiero nuovo che mette in discussone il fondamento stesso dell’impero.

La narrazione procede molto rapidamente, ed è articolata in brevi capitoli, ognuno narrato dal punto di vista di un singolo personaggio.

Seppur inizialmente possa spaesare, questa impostazione narrativa permette all’autore di descrivere e raccontare attraverso gli occhi ed elaborato dai pensieri di personaggi diametralmente opposti, per posizione sociale, partito o fede religiosa.

Inizialmente i personaggi sono vicini sia fisicamente che dal punto di vista narrativo, poi lo scenario si apre, passando dalla città al pianeta, dal pianeta alla galassia e dalla galassia all’intero impero.

Il lettore, come in ogni Space Opera che si rispetti, viene immediatamente proiettato all’interno di questa ambientazione e, sin dalle prime pagine, l’autore con maestria instilla nel lettore le due domande che lo accompagneranno fino all’ultima sudata pagina, che arriverà molto prima che ce lo si aspetti lasciando con un’espressione attonita, che darà un taglio e una visione nuovo all’intera vicenda.

Dove sono i tappeti? E soprattutto, perché diamine vengono tessuti?

 

Un libro piccolo e, per quel che ho potuto vedere, un po’ snobbato dal pubblico italiano, che si legge d’un fiato, che appassiona e che stupisce, che non posso fare a meno di consigliare a chiunque abbia la malaugurata idea di pronunciare la parola “fantascienza” in mia presenza.

 

In Italia è edito da Fanucci ma non è più disponibile tramite il loro sito ufficiale, si trova su ebay nuovo a pochi (meno di 5) euro, e a mio avviso sarà difficile pentirsi di questa spesa.

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venerdì 17 Gennaio 2014 - 14:27
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