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Il vero segreto di Monkey Island?

9 anni fa

6 minuti

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I’d wanted to do a pirate game for a long time. You see, one of my favorite rides in Disneyland is Pirates of the Caribbean. You get on a little boat and it takes you through a pirate adventure, climaxing in a cannon fight between two big pirate ships.

Your boat keeps you moving through the adventure, but I’ve always wished I could get off and wander around, learn more about the characters, and find a way onto those pirate ships.

Ron Gilbert

Un piccolo riassunto

Se c’è qualche pazzo smemorato che non ha idea di cosa si stia parlando, ecco qui un breve recap:

Con il nome generico di Monkey Island (“isola della scimmia”) ci si riferisce alla nota serie di avventure grafiche prodotta dalla LucasFilm, in seguito rinominata LucasArts e ideata da Ron Gilbert con l’apporto rilevante di Michael Land nelle musiche e Steve Purcell nella grafica. I giochi seguono le disavventure del protagonista Guybrush Threepwood, un giovane pirata dalle belle speranze, il quale raggiunge la notorietà fra i pirati che infestano i Caraibi, sconvolgendo i piani del pirata non morto LeChuck e conquistando il cuore della governatrice Elaine Marley. Il filo conduttore della saga è certamente l’umorismo, abbondante e spesso demenziale. Nella documentazione dei giochi la LucasArts rassicura sempre il giocatore sul fatto che nessuna scimmia è stata maltrattata durante la creazione di questo gioco.

La serie comprende cinque videogiochi:

 

Goodbye Ron!

Nel 1992 Gilbert abbandonò la LucasArts per fondare la Humongous Entertainment.

Nel 1992 Gilbert abbandonò la LucasArts per fondare la Humongous Entertainment, etichetta specializzata in giochi per bambini: per conto di essa Gilbert realizzerà diverse avventure grafiche, mai distribuite in Italia. Nel 1997 fondò anche un’altra software house, la Cavedog Entertainment, con l’obiettivo di tornare ad interessarsi a un target più maturo.

A causa della sua uscita di scena, la cara vecchia LucasArts proseguì la saga senza l’apporto del suo creatore. Chiunque abbia giocato alla saga completa avrà senz’altro notato l’enorme confusione creatasi nonché alcuni “colpi di scena” quantomeno particolari.

Primo fra tutti: Herman Toothrot è in realtà Horacio Torquemada Marley

Quindi? Beh, questo significa che il “segreto” parzialmente spiegato in The Curse of Monkey Island non è necessariamente quello che Gilbert aveva in mente…

 

 

 

 

Il Segreto

Nel finale di Monkey Island 2 vediamo chiaramente i piccoli Guybrush e Chuckie/LeChuck in un parco a tema con i loro genitori e, come avete potuto leggere nella citazione ad inizio articolo, il buon Ron si è ispirato proprio all’attrazione Pirates of The Caribbean dei parchi a tema Disney per la creazione del suo capolavoro videoludico.

Un gruppo di appassionati si è posto la seguente domanda: “..e se fosse tutto il parto mentale di un bambino?”. Può essere che il piccolo Guybrush, eccitato dall’attrazione a tema piratesco si sia creato tutto questo mondo? Ricalcherebbe l’esperienza di Ron Gilbert e spiegherebbe molti dei punti interrogativi generati dalla saga e spesso troppo frettolosamente etichettati come “umorismo”.

Andiamo per ordine:

Guybrush, suo fratello Chuckie e i suoi genitori vanno ad un parco divertimenti chiamato Big Whoop in un bel giorno d’estate. Il nostro eroe non sta nella pelle, lui sa che sarà una giornata meravigliosa e, appena entrati, scappa via e, senza rendersene conte, si è completamente perso. Ma non gli importa, lui adora girare da solo in questo posto.
A quel punto, lascia che la sua immaginazione lo porti in luoghi meravigliosi, scatenando una reazione a catena di situazioni irreali.

Impossibile? Eppure i primi due giochi sono disseminati di segnali a supporto di questa teoria.

In The Secret of Monkey Island:

  • troviamo un distributore automatico di bibite moderno alla rivendita di navi usate di Stan
  • quando sconfiggiamo il Maestro di Spada su Melee Island riceviamo come “premio” una T-Shirt di cotone che attesta la vittoria (proprio come accade nei moderni Luna Park)
  • dopo la lunga ricerca del tesoro nella foresta, sempre su Melee Island, troviamo dentro al forziere un’altra t-shirt

In Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge all’interno dello scrigno che dovrebbe contenere il favoloso tesoro di Big Whoop, non troviamo nient’altro che un biglietto con una E disegnata sopra. Ciò che hanno fatto tutti (me compreso ai tempi), vista l’oggettiva inutilità ai fini del completamento del gioco, è stato considerarlo come uno “scherzo” della LucasArts. Dopo tutta la fatica fatta per arrivare fin qui, mi date solo un misero biglietto inutile con una E? State dimenticando che siamo nel parto mentale di un bambino!! Ed è proprio questo il Segreto!

 

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L’E-Ticket (perlomeno ai tempi in cui Ron Gilbert ebbe la sua epifania) permette ai suoi possessori di entrare all’interno di un parco divertimenti anche dopo l’orario di chiusura, e quale più grande tesoro può esserci per un bambino? Proseguire i propri divertimenti oltre il consentito? Chiunque a quell’età l’avrebbe desiderato..

 

 

Concludendo..

Quanto c’è di vero in tutto ciò? Beh, Ron Gilbert non si è mai ufficialmente espresso in merito, ma a specifiche domande poste da un gruppo di appassionati circa la loro intuizione ha risposto:

One is closer than the others–but not much.

Si stava riferendo ovviamente a chi gli aveva posto la questione di cui abbiamo trattato. Nessuno si aspettava un’ammissione ufficiale, è il suo segreto, ed è giusto che rimanga tale, ma è una mezza ammissione. Teniamo anche conto che nella sua testa sarebbe dovuto esserci un altro gioco a conclusione della saga, e probabilmente non sapremo mai come sarebbe dovuta andare a finire.

 

Articolo originale (in inglese) di Jorrin Quest su Scumm Bar:

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