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Il caso Karolewski, storia d’amor proibito

11 anni fa

4 minuti

Il caso Karolewski, storia d'amor proibito

Un amore sofferto

Patrick Stübing nasce a Lipsia nel 1976 da una famiglia che non potrà tenerlo con sé: verrà portato in un orfanotrofio all’età di tre anni e ci rimarrà fino a quella di sette, quando i signori Stübing lo prenderanno amorevolmente e lo cresceranno nella propria casa.

All’età di 18 anni, Stübing si fa coraggio e decide di ritrovare la vera madre, ricerca che lo impegnerà nei 4 anni seguenti arrivando infine a conoscere Ana Marie, la sua vera madre, che inizia a raccontargli la storia della famiglia che Patrick non ha avuto.

Patrick ha avuto altri sei fratelli e sorelle, che non potrà mai conoscere, morti tutti molto giovani per problemi di salute. Però conosce Susan, sua sorella minore di sette anni, e sarà la stessa Ana Marie, permettendo a Patrick di restare per la notte dormendo in camera di Susan, a muovere le pietre del futuro dei due.

I due passano la notte a parlare di speranze, di sogni, di uno e dell’altra…

Sei mesi dopo, Ana marie avrà un attacco di cuore e Patrick si prenderà cura di Susan, scoprendo di amare quella sorella che non aveva mai visto prima.

I due scopriranno di avere un intesa unica e che l’amore per il fratello/sorella cresceva sempre di più, mutando presto in qualcosa di più grande.

Nel 2001 nascerà Eric, ma la felicità del nuovo arrivo sarà stroncata dalla notizia dell’accusa di incesto da parte della procura distrettuale di Lipsia nel 2002.
Partirà un processo, che non avrà praticamente conseguenze per l’incensurato Karolewski, ma negli anni seguenti la coppia darà alla luce altri figli, fino al 2005, ma qui la corte si presenta molto meno indulgente, tanto da creare un caso di rilievo nazionale e mondiale.

Stübing verrà incarcerato per due anni e mezzo per l’incesto e Susan dichiarerà alla stampa che forse stava veramente commettendo un errore. In questo perio rimarrà incintà di un quinto figlio da un altro uomo e Patrick confesserà di trattenersi dal suicidio.

Ma giunto il momento della scarcerazione in due si ricongiungeranno felicemente:

I’m so happy Patrick is here and that I have him again. I need him.

I am doing well. I will always be there for Susan and the children

Ma la felicità è ancora interrotta: nonostante Patrick si sia sottoposto a vasectomia, l’unione della famiglia è compromessa dall’affido dei figli, dalle accuse della gente e dalla riapertura del fascicolo nel 2008 che lo porterà ancora una volta in carcere per scontare ancora 30 mesi.

Dopo essersi ricongiunti ancora una volta, con il caso ancora in corso, hanno iniziato a denunciare la legge presente in Germania sull’incesto per evitare ancora una volta una divisione dalla famiglia.

Dopo aver presentato ricorso, il 12 aprile 2012 giunge una risposta negativa dalla Corte Europea, che stabilisce che

il divieto all’incesto nella legge tedesca non costituisce nessuna violazione della convenzione europea sui diritti umani e per tanto non deve essere rivisto

Considerazioni sul caso

I nodi della vicenda sono principalmente due: il fatto che la coppia, conscia dell’incesto, dia occasione di pubblico scandalo dando alla luce dei figli, e la strumentalizzazione della salute dei suddetti come strumento di accusa.

Il primo nodo, per quanto assurdo, vale anche in Italia in una certa forma: se l’incesto non crea un pubblico scandalo, lo stato non interviene per evitare a sua volta pubblico scandalo e preservare la dignità familiare. Ma se dal rapporto incestuoso nasce un figlio, la faccenda prende tutt’altra piega.

Le accuse infatti focalizzano molto sullo stato di salute dei figli ( due su quattro sono disabili) e sul fatto, ancora oggi discusso e non dimostrato, dell’alto tasso di ereditarietà di malattie genetiche derivanti dall’unione con un consanguineo.

Per la difesa è una motivazione pretestuosa e ottusa, in quanto molti fratelli deceduti di Patrick e Susan erano disabili, senza nessun incesto alla base; le controaccuse mirano alla base del diritto Tedesco, sostenendo che impedire a consanguinei diretti di avere una discendenza per scopi medici è semplicemente assurdo, in quanto non esiste nessuna restrizione per il rapporto tra disabili o tra disabili e portatori sani. Le accuse di Eugenetica non sono state rare nella storia di questo caso che ora va ben oltre il processo, e divide ancora oggi il pensiero tedesco ed europeo.

Tra i paragoni più inquetanti e per certi versi più riusciti, ci sono quelli all’eugenetica e al Nazismo: è possibile che il tabù dell’incesto oggi tenti ancora di avere basi scientifiche tentando di dimostrare come queste unioni siano oggi generazioni degenerate?
A voi!

Fonti:
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