Anche De Falco era tra i dispersi (del Trofeo Fantozzi) #LegaNerd

Sentendoci quasi come novelli Vespa, in prima serata sul palcoscenico della Lega, diamo anche noi spazio alle testimonianze relative ai fatti che in questi giorni occupano le pagine e gli schermi dei rotocalchi. Piuttosto che riproporvi cose trite e ritrite, vi proponiamo non l’ennesimo plastico della nave, non un Francesco Bruno a caso che ci dice che l’assassino è stato il maggiordomo capitano e l’arma del delitto è stato uno scoglio (captain obvious mode on), no!
Noi vi raccontiamo un fatto che costituisce un prodromo (dizionario per le capre [Sgarbi cit.]) di quella che diverrà nota come l’inflessibilità del Capitano della Guardia Costiera, il Capitano De Falco.
Ecco a voi la testimonianza di uno che quel giorno c’era.

Correva l’anno 2005, e un limitato manipolo di ardimentosi (arditi?) organizzava la parte logistica del Trofeo Fantozzi Rapallo – Santa Margherita Ligure.
Per mantenere viva la tradizione del cimento di alcuni partecipanti fantozziani, si era ipotizzato e previsto il tuffo in mare, direttamente dalla banchina del porto turistico di Santa Margherita (anche al fine di ottenere un’inquadratura, televisivamente parlando, degna di nota…).

Durante uno dei vari “pellegrinaggi” e visita alle varie Autorità locali, siamo andati in “udienza” dall’allora in carica comandante della Capitaneria di porto, facendoci “scappare” la malsana idea di chiedere l’autorizzazione sia per il transito all’interno dell’area portuale dell’intera carovana (con, ovviamente parecchie centinaia di partecipanti… [non mi ricordo di preciso, ma alla fine ci sono state diverse vagonate di persone, più di 600 sicuro, NdR]), sia per poter effettuare il “tuffo” dalla banchina principale, davanti alla Capitaneria, per poi eseguire il ripescaggio sia dell’”atleta” che del suo improbabile veicolo, a cura di un gommone/ramazza….

Beh, non avevamo fatto i conti che già l’allora comandante in carica era…ehm… un certo Comandante oggi alla massima ribalta delle cronache (!!!), che ci ha prontamente e categoricamente diffidato a far compiere a qualcuno, tale sconsiderato gesto… di fatto facendoci un culo di epocale memoria….
Infine, se non ricordo male, la carovana non è nemmeno passata in ambito portuale, no?!?! Per fortuna, almeno con noi, non ha urlato come col comandante Schettino…

Infine, l’ufficio “Bustrelle e Ricatti”, del COTF, al fine di metterci una toppa l’ha poi successivamente insignito del diploma di partecipazione, sebbene non si fosse nemmeno schierato alla linea di partenza… ma la sua presenza aleggiava tra i partecipanti..


Testimonianza di R.G.

Diploma che vedete prontamente recuperato dagli archivi dall’Illuminatissimo Presidenterrimo del Trofeo che Ci concede l’onore e l’onere dell’articolo, aggiungendosi anch’esso alla testimonianza.

Allora….mumble…mumble…storici documenti custoditi in archivio certificherebbero che il pettorale n° 476 venne assegnato a tale Gregorio De Falco che poi risultò ufficialmente “disperso”. Come per tutti i ritirati venne poi stampato il relativo diploma e gli fu consegnato personalmente qualche giorno dopo. A parte il cazziatone, giustificato anche da un documento ufficiale datato 4.5.2005 che validava le condizioni imposte dal Comandante De Falco impedendo l’accesso in area portuale della comitiva fantozziana, andò tutto bene… Mi sa che questo storico documento fantozziano tornerà alla luce…

Per chi non ha idea di che belin cazoz stiamo parlando, qui un articolo a riguardo.

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giovedì 19 gennaio 2012 - 21:16
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