Voyager Golden Record: una bottiglia nell'oceano cosmico
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Voyager Golden Record: una bottiglia nell’oceano cosmico

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We cast this message into the cosmos […] Of the 200 billion stars in the Milky Way galaxy, some — perhaps many — may have inhabited planets and space faring civilizations. If one such civilization intercepts Voyager and can understand these recorded contents, here is our message: We are trying to survive our time so we may live into yours.

Questo è il messaggio che Jimmy Carter, allora presidente degli Stati Uniti d’America, allegò al Voyager Golden Record, un disco per grammofono in rame placcato d’oro inserito nelle due sonde spaziali del Programma Voyager, lanciate nel 1977. I dischi sono alloggiati in un contenitore protettivo di alluminio, insieme a testina e puntina per il giradischi. Le istruzioni (che trovate nell’approfondimento qui sotto) spiegano, in linguaggio simbolico, l’origine della navetta e come il disco deve essere utilizzato.

Il messaggio continua così:

We hope some day, having solved the problems we face, to join a community of Galactic Civilizations. This record represents our hope and our determination and our goodwill in a vast and awesome universe.

Impero Galattico FTW.

Da Wikipedia: “[Il disco] È concepito per qualunque forma di vita extraterrestre o per la specie umana del futuro che lo possa trovare. La sonda Voyager impiegherà 40.000 anni per arrivare nelle vicinanze di un’altra stella. Le probabilità che venga trovato da qualcuno sono estremamente remote in rapporto alla vastità dello spazio interstellare. Un suo possibile ritrovamento ad opera di una forma di vita aliena potrà avvenire soltanto in un futuro molto lontano. Il suo lancio è infatti visto più che altro come qualcosa di simbolico che non un tentativo reale di comunicare con forme di vita extraterrestri.”

Le sonde Voyager, giunte nel 1990 oltre l’orbita di Plutone, sono due dei quatto artefatti umani usciti dal Sistema Solare: gli altri due sono le sonde Pioneer 10 e Pioneer 11 del Programma Pioneer, lanciate rispettivamente nel 1972 e nel 1973. Anch’esse recano una piccola placca (vedi approfondimento) che mostra le immagini di un uomo ed una donna nudi attorno ai quali si trovano vari simboli che hanno il fine di fornire informazioni sull’origine delle sonde.

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Dopo le critiche ricevute dalla NASA sull’inserimento delle immagini dei corpi nudi sulle sonde Pioneer, l’agenzia spaziale scelse di includere nel Voyager Golden Record soltanto le silhouette della coppia.

Il contenuto

Il contenuto del disco fu selezionato per la NASA da una commissione presieduta da Carl Sagan (astronomo presso la Cornell University, divulgatore scientifico e autore di fantascienza statunitense). Le immagini sono codificate in analogico, mentre il resto del disco (le tracce audio) va eseguito a 16 e 2/3 rpm.

Il Voyager Golden Record contiene:
– 116 immagini: una è per la calibrazione, le altre indicano la posizione della Terra, definizioni matematiche e chimiche, unità fisiche, la struttura del DNA, varie tavole anatomiche, la struttura della Terra, fotografie dei pianeti del Sistema Solare, animali, un supermercato, un astronauta, un violino, e così via;
– una selezione di suoni naturali tra cui le onde, il vento, il tuono, suoni di animali come uccelli e balene; tra questi è possibile ascoltare la frase latina “Per aspera ad astra” (trad. dal latino: Attraverso le asperità alle stelle) in codice Morse;
– brani musicali di differenti culture ed epoche: dai Concerti Brandeburghesi di Bach a Johnny B. Goode di Chuck Berry, dal Flauto Magico di Mozart alla Sagra della Primavera di Stravinsky, dal primo movimento della Quinta di Beethoven ai canti dei Navajo e numerosi altri canti popolari;
– registrazioni di saluti in 55 lingue, tra cui l’italiano “Tanti auguri e saluti”; il messaggio del presidente USA sopra citato e quello del segretario generale delle Nazioni Unite Kurt Waldheim sono invece stampati;
– una registrazione della durata di un’ora delle onde cerebrali di Ann Druyan (moglie di Carl Sagan, è un’autrice americana, specializzata in produzioni riguardanti la cosmologia e la divulgazione scientifica; sua è la selezione dei brani musicali del disco).

Per concludere, riporto ciò che disse Carl Sagan a proposito del disco:

The spacecraft will be encountered and the record played only if there are advanced spacefaring civilizations in interstellar space. But the launching of this bottle into the cosmic ocean says something very hopeful about life on this planet.

Se volete scoprire l’intero contenuto del disco, le immagini e i file audio originali, andate sul sito ufficiale. Potete trovare altre informazioni su Wikipedia italiana e su Wikipedia inglese qui e qui. Riguardo alle placche sulle sonde Pioneer date un occhio qui.

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martedì 27 dicembre 2011 - 10:30
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