Patrick De Gayardon: No Limits #LegaNerd

Premessa:
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Da piccolino mi giravo tutti i negozi Sector della città per trovare l’ultimo numero di No Limits World (che credo vendessero anche in edicola, ma gratis è gratis) che veniva portata nei concessionari in allegato al catalogo orologi Sector. Ogni tanto ci riuscivo a beccarla e ho ancora in un ripiano della libreria cinque uscite. Una rivista mensile di viaggi ed imprese estreme a cui collaborava anche Ambrogio Fogar nata nel 1992 in seno alla nota marca di orologi (che ho scoperto essere nata a Napoli) adesso proprietà della Morellato.
Gli articoli principali riguardavano le imprese estreme effettuate dagli atleti del Team No Limits (prima ancora della Red Bull era la Sector) nel quale figuravano Mike Horn, Umberto Pelizzari e Patrick De Gayardon; la squadra esiste ancora tutt’ora come forma di sponsorizzazione per gente come Alex Schwarzer, Damiano Cunego e Brumotti.

Patrick De Gayardon


Nato nel 1960 vicino a Parigi, a 20 anni inizia a praticare il paracadutismo sportivo a a 24 anni inaugura la sua esperienza nel base jumping, il lancio da postazioni fisse; è stato prima campione di Francia e poi del mondo nella disciplina del paracadutismo freestyle.
E’ riconosciuto come l’inventore della tuta alare moderna, creata dopo aver osservato per tre anni gli scoiattoli endemici della foresta del Madagascar e il petauro dello zucchero in Nuova Guinea. Proprio testando delle modifiche alla sua tuta perde la vita il 13 Aprile del 1998 nelle Hawaii.

Le imprese


Nel 1992 entra a far parte del Team Sector e subito sfrutta la sua esperienza nel base jumping lanciandosi dalla cima della cascata più alta del mondo, il Salto Angel.
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Il 16 ottobre dello stesso anno si lancia in apnea presso Soulac-sur-Mer, in Francia, da una altitudine di 11690 metri.
Nel 1994 dalla Siberia si fa portare al Polo Nord, sopra del quale si lancia in Skysurf, del quale è stato pionere nel 1989.
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Nel 1995 una impresa forse tra le più famose insieme a quella del Salto Angel: si lancia da un elicottero fermo sopra la Cantina delle Rondini, una grotta carsica nella Sierra Madre messicana esplorata per la prima volta nel 1986 che dall’alto si presenta come un buco di 60 metri di diametro.
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Nello stesso anno migliora il suo record di lancio in apnea lanciandosi sopra Mosca da 12700 metri.
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Nel 1997 inizia con i lanci sperimentali della sua tuta alare, della quale si può vedere qualcosa anche nel video introduttivo, riuscendo anche a volare alla stessa velocità dell’aereo che lo stava assistendo per un breve tratto, come potete vedere da questa scansione.

Fonti: riviste No Limits World.

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venerdì 16 settembre 2011 - 13:54
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