Dei delitti e delle pene – da Cesare Beccaria ad Alex Drastico

10 anni fa

10 minuti

Bastardi.
Figli di puttana.
Brutti bastardi incestuosi e porci (cit.)

Dal Codice Penale, Libro II, Titolo XIII


Art. 624 Furto
Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, numero 7), e 625. Agli effetti della legge penale, si considera “cosa mobile” anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia valore economico.

[more]Art. 624 Furto
Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, numero 7), e 625. Agli effetti della legge penale, si considera “cosa mobile” anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia valore economico.

Art. 624 bis Furto in abitazione e furto con strappo
Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per se o per altri, mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 309 a 1.032. Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, strappandola di mano o di dosso alla persona. La pena è della reclusione da tre a dieci anni e della multa da euro 206 a 1.549 se il reato è aggravato da una o più delle circostanze previste nel primo comma dell’articolo 625 ovvero se ricorre una o più delle circostanze indicate dall’articolo 61.

Art. 625 Circostanze aggravanti
La pena per il fatto previsto dall’art. 624 e’ della reclusione da uno a sei anni e della multa da Euro 103,00 a 1032,00: 1) [se il colpevole, per commettere il fatto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione] (*); 2) se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento; 3) se il colpevole porta indosso armi o narcotici, senza farne uso; 4) se il fatto e’ commesso con destrezza, [ovvero strappando la cosa di mano o di dosso alla persona] (**); 5) se il fatto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o d’incaricato di un pubblico servizio; 6) se il fatto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi, ove si somministrano cibi o bevande; 7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza; 8) se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria. Se concorrono due o più delle circostanze prevedute dai numeri precedenti, ovvero se una di tali circostanze concorre con altra fra quelle indicate nell’articolo 61, la pena è della reclusione da tre a dieci anni e della multa da lire quattrocentomila a tre milioni.
(*)Numero soppresso dall’art. 2, co. 3, L. 128/2001 cit. (**) Le parole tra le parentesi quadre sono state soppresse dall’art. 2, co. 3, L. 128/2001 cit. Vedi: art. 624 bis. (Furto in abitazione e furto con strappo)

Art. 625 bis. Circostanze attenuanti
Nei casi previsti dall’art. 624, 624 bis. e 625 la pena è diminuita da un terzo alla metà qualora il colpevole, prima del giudizio, abbia consentito l’individuazione dei correi o di coloro che hanno acquistato, ricevuto od occultato la cosa sottratta o si sono comunque intromessi per farla acquistare, ricevere od occultare.

Art. 626 Furti punibili a querela dell’offeso
Si applica la reclusione fino a un anno ovvero la multa fino a lire quattrocentomila e il delitto e’ punibile a querela della persona offesa: 1) se il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa sottratta, e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita (1); 2) se il fatto è commesso su cose di tenue valore, per provvedere a un grave ed urgente bisogno; 3) se il fatto consiste nello spigolare, rastrellare o raspollare nei fondi altrui, non ancora spogliati interamente del raccolto. Tali disposizioni non si applicano se concorre taluna delle circostanze indicate nei nn. 1, 2, 3 e 4 dell’articolo precedente. (1) Con sentenza n. 1085 del 13 dicembre 1988 la Corte cost. ha dichiarato l’illegittimita’ di questo numero nella parte in cui non estende la disciplina ivi prevista alla mancata restituzione, dovuta a caso fortuito o forza maggiore, della cosa sottratta.
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Ieri sera, dopo una giornatina niente male, torno nella casa che mia madre mi mette graziosamente a disposizione a Genova quando ci passo due volte al mese, e dove tenevo alcune mie cose.

Scopro che la porta è aperta, le luci accese e tutto è a soqquadro.

Qualche lurido figlio di puttana è entrato dalla finestra sul retro (al secondo piano di un palazzo in centro, eh) e ha svaligiato la casa.
Nulla di insostituibile, intendiamoci.

[more]Videoproiettore, PS2, Wii, giochi, un trecento dvd, un centinaio di cd, qualche libro bello, un paio di iBook G4 del secolo scorso.
E le due chitarre. Una Behringer usb.
E soprattutto la Gibson.
La MIA Les Paul Custom.
Firmata da Sergio Caputo.

Niente di insostituibile.

Non hanno rubato dati, hard disk o simili.

Ma la cosa mi ha fatto inferocire.[/more]

Sono andato a sporgere denuncia, e la Pubblica Sicurezza è stata impeccabile.
Gentili e professionali, hanno raccolto la denuncia e sono stati pazienti nell’ascoltare la mia versione e correggere le mie imprecisioni di cui mi sono accorto rileggendo il verbale.
Confido in loro per il recupero della refurtiva.
E perché consegnino alla Giustizia il colpevole o i colpevoli.

Il primo che mi dice che sono vittime della società e che bisogna capirli fa una brutta fine.

Piccola considerazione personale: da uno a sei anni, o da tre a dieci con le aggravanti, considerato anche come vengono calcolati gli sconti e tutto il resto, a me sembrano pochi.
Anche considerando il fatto che difficilmente verranno catturati, che la refurtiva (vista la tipologia poi nel caso in questione) si piazza in poche ore, e che comunque essenzialmente i delinquenti se la cavano con poco o nulla.

Il problema è che esiste un mercato per i beni trafugati. Il problema è lo stronzo che compra un Mac, un proiettore, una chitarra un prezzo chiaramente frazionario del suo valore chiudendo gli occhi e non facendosi domande (Articoli 648 c.p. Ricettazione e 712 c.p. Acquisto di cose di sospetta provenienza).
Se non esistesse il mercato per i beni trafugati, non esisterebbero i ricettatori, e i furti sarebbero se non un ricordo almeno molti meno.

Sono spesso a Singapore, paese che amo enormemente, dove sono ancora in vigore le pene corporali.
E dove il tasso di criminalità tende a zero.
E dove i furti in appartamento sono più rari di un elefante rosa volante.
E dove lo spaccio e il consumo di stupefacenti è sostanzialmente nullo.
Anche perché lo spaccio è tipicamente un reato recidivo. E a Singapore quando acchiappano uno spacciatore o un trafficante lo impiccano. Come mi disse con un gran sorriso un amico di Singapore: “ma non come deterrente per altri eventuali criminali eh. Perché così non lo fa più!”.

So bene che in Italia non avremo mai pene decentemente severe (corporali neanche a parlarne).
Anche per questo vivo all’estero da vent’anni, e non penso neanche lontanamente a tornare in Italia.
Che mi manca enormemente, intendiamoci.

Fine dello sfogo.

Occhio a flammare male, ho un arsenale di vaffanculo belli pronti.

more info:
Fustigazione a Singapore

p.s. ho taggato politica nel senso più alto del termine: gestione della cosa pubblica.

UPDATE
Ho letto con interesse alcuni commenti. Penso sia più pratico riassumere qui alcune considerazioni.
Primo: io non ho mai inneggiato alla pena di morte in Italia.
Secondo: neanche a Singapore è prevista la pena di morte per il furto con scasso (per la cronaca, è prevista per: omicidio, rapimento, alto tradimento, alcuni reati a mano armata, traffico di droga per quantitativi oltre i 15 grammi di eroina o morfina, 30 grammi di cocaina o 500 grammi di cannabis).
Terzo: non ho inneggiato alle pene corporali.
Ho scritto che dopo essere stato a lungo in Asia in giro per vari paesi, quando sono tornato ho trovato ad attendermi come regalino di bentornato un bel furto con scasso.
Non ho potuto fare a meno di notare che questi reati sono più rari dove le pene sono severe e certe.
Punto.
Può piacere o non piacere ma è un fatto. E credo che qualche collegamento tra pene severe – e pressoché certe – e basso crimine esista.
Detto questo, non ho voglia né tempo di rispondere ad obiezioni o peggio frasi prive di senso.
Riassumo un paio di pensieri:
non si è parlato – se non per qualche graditissimo attestato di solidarietà – del furto che ho subito, ma si è discusso dei delitti e delle pene. E mi sembra interessante. Anche per fare un po’ di filtro su certi nick…
Vorrei esplicitare un paio di idee che mi sono state ispirate da Nimmi e altri:
Se un estraneo forza casa mia in una notte di gelo, si ripara dal freddo, mangia, e poi se ne va con un paio di coperte e un giaccone, non riesco ad arrabbiarmi. Non molto, almeno. Mi rendo conto della necessità.
Anche se come ricorda Nimmi esistono le mense dei poveri, Caritas e simili.
Se rubi hard disk (valore poche decine di euro, ma con dentro i MIEI fottutissimi dati e backup) o la tv o una chitarra, non sei più un povero diavolo, ma un criminale.
E poi vorrei far notare un aspetto a chi parla di seconde possibilità:
per me un criminale che si ravvede è un’ottima notizia, ma il ravvedimento dovrebbe prevedere:
1) costituirsi e confessare i reati commessi
2) risarcire nella misura del possibile i danneggiati
3) saldare quel che veniva una volta chiamato il debito con la giustizia
che è ben diverso dal ladro che, una volta beccato, lamenta una cella affollata e una società cattiva che lo ha portato a sbagliare.
Per la cronaca, il governo di Singapore paga regolarmente campagne per sensibilizzare la popolazione a dare una seconda possibilità agli ex galeotti. I critici di quel governo potrebbero spezzare una lancia a suo favore, per una volta.
Infine, un dato che mi fa riflettere: secondo il Sunday Times di Singapore, quasi il sessanta percento dei genitori è a favore delle punizioni corporali (fonte wikipedia ma vado a memoria). La cosa secondo me è sorprendente, anche nell’ottica che i genitori di oggi da studenti erano esposti alle stesse pene (anzi, allora più severe).
Il tutto, ovviamente, imho :-)