Dei delitti e delle pene - da Cesare Beccaria ad Alex Drastico

Bastardi.
Figli di puttana.
Brutti bastardi incestuosi e porci (cit.)

Dal Codice Penale, Libro II, Titolo XIII


Art. 624 Furto
Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, numero 7), e 625. Agli effetti della legge penale, si considera “cosa mobile” anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia valore economico.

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Ieri sera, dopo una giornatina niente male, torno nella casa che mia madre mi mette graziosamente a disposizione a Genova quando ci passo due volte al mese, e dove tenevo alcune mie cose.

Scopro che la porta è aperta, le luci accese e tutto è a soqquadro.

Qualche lurido figlio di puttana è entrato dalla finestra sul retro (al secondo piano di un palazzo in centro, eh) e ha svaligiato la casa.
Nulla di insostituibile, intendiamoci.

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Sono andato a sporgere denuncia, e la Pubblica Sicurezza è stata impeccabile.
Gentili e professionali, hanno raccolto la denuncia e sono stati pazienti nell’ascoltare la mia versione e correggere le mie imprecisioni di cui mi sono accorto rileggendo il verbale.
Confido in loro per il recupero della refurtiva.
E perché consegnino alla Giustizia il colpevole o i colpevoli.

Il primo che mi dice che sono vittime della società e che bisogna capirli fa una brutta fine.

Piccola considerazione personale: da uno a sei anni, o da tre a dieci con le aggravanti, considerato anche come vengono calcolati gli sconti e tutto il resto, a me sembrano pochi.
Anche considerando il fatto che difficilmente verranno catturati, che la refurtiva (vista la tipologia poi nel caso in questione) si piazza in poche ore, e che comunque essenzialmente i delinquenti se la cavano con poco o nulla.

Il problema è che esiste un mercato per i beni trafugati. Il problema è lo stronzo che compra un Mac, un proiettore, una chitarra un prezzo chiaramente frazionario del suo valore chiudendo gli occhi e non facendosi domande (Articoli 648 c.p. Ricettazione e 712 c.p. Acquisto di cose di sospetta provenienza).
Se non esistesse il mercato per i beni trafugati, non esisterebbero i ricettatori, e i furti sarebbero se non un ricordo almeno molti meno.

Sono spesso a Singapore, paese che amo enormemente, dove sono ancora in vigore le pene corporali.
E dove il tasso di criminalità tende a zero.
E dove i furti in appartamento sono più rari di un elefante rosa volante.
E dove lo spaccio e il consumo di stupefacenti è sostanzialmente nullo.
Anche perché lo spaccio è tipicamente un reato recidivo. E a Singapore quando acchiappano uno spacciatore o un trafficante lo impiccano. Come mi disse con un gran sorriso un amico di Singapore: “ma non come deterrente per altri eventuali criminali eh. Perché così non lo fa più!”.

So bene che in Italia non avremo mai pene decentemente severe (corporali neanche a parlarne).
Anche per questo vivo all’estero da vent’anni, e non penso neanche lontanamente a tornare in Italia.
Che mi manca enormemente, intendiamoci.

Fine dello sfogo.

Occhio a flammare male, ho un arsenale di vaffanculo belli pronti.

more info:
Fustigazione a Singapore

p.s. ho taggato politica nel senso più alto del termine: gestione della cosa pubblica.

UPDATE
Ho letto con interesse alcuni commenti. Penso sia più pratico riassumere qui alcune considerazioni.
Primo: io non ho mai inneggiato alla pena di morte in Italia.
Secondo: neanche a Singapore è prevista la pena di morte per il furto con scasso (per la cronaca, è prevista per: omicidio, rapimento, alto tradimento, alcuni reati a mano armata, traffico di droga per quantitativi oltre i 15 grammi di eroina o morfina, 30 grammi di cocaina o 500 grammi di cannabis).
Terzo: non ho inneggiato alle pene corporali.
Ho scritto che dopo essere stato a lungo in Asia in giro per vari paesi, quando sono tornato ho trovato ad attendermi come regalino di bentornato un bel furto con scasso.
Non ho potuto fare a meno di notare che questi reati sono più rari dove le pene sono severe e certe.
Punto.
Può piacere o non piacere ma è un fatto. E credo che qualche collegamento tra pene severe – e pressoché certe – e basso crimine esista.
Detto questo, non ho voglia né tempo di rispondere ad obiezioni o peggio frasi prive di senso.
Riassumo un paio di pensieri:
non si è parlato – se non per qualche graditissimo attestato di solidarietà – del furto che ho subito, ma si è discusso dei delitti e delle pene. E mi sembra interessante. Anche per fare un po’ di filtro su certi nick…
Vorrei esplicitare un paio di idee che mi sono state ispirate da Nimmi e altri:
Se un estraneo forza casa mia in una notte di gelo, si ripara dal freddo, mangia, e poi se ne va con un paio di coperte e un giaccone, non riesco ad arrabbiarmi. Non molto, almeno. Mi rendo conto della necessità.
Anche se come ricorda Nimmi esistono le mense dei poveri, Caritas e simili.
Se rubi hard disk (valore poche decine di euro, ma con dentro i MIEI fottutissimi dati e backup) o la tv o una chitarra, non sei più un povero diavolo, ma un criminale.
E poi vorrei far notare un aspetto a chi parla di seconde possibilità:
per me un criminale che si ravvede è un’ottima notizia, ma il ravvedimento dovrebbe prevedere:
1) costituirsi e confessare i reati commessi
2) risarcire nella misura del possibile i danneggiati
3) saldare quel che veniva una volta chiamato il debito con la giustizia
che è ben diverso dal ladro che, una volta beccato, lamenta una cella affollata e una società cattiva che lo ha portato a sbagliare.
Per la cronaca, il governo di Singapore paga regolarmente campagne per sensibilizzare la popolazione a dare una seconda possibilità agli ex galeotti. I critici di quel governo potrebbero spezzare una lancia a suo favore, per una volta.
Infine, un dato che mi fa riflettere: secondo il Sunday Times di Singapore, quasi il sessanta percento dei genitori è a favore delle punizioni corporali (fonte wikipedia ma vado a memoria). La cosa secondo me è sorprendente, anche nell’ottica che i genitori di oggi da studenti erano esposti alle stesse pene (anzi, allora più severe).
Il tutto, ovviamente, imho :-)

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sabato 13 agosto 2011 - 8:51
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