[url=http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Everett]Daniel Everett[/url] faceva il missionario. Daniel Everett aveva un particolare talento: saper maneggiare le lingue. Daniel Everett aveva un sogno: tradurre la Bibbia in tutte le lingue del mondo. Daniel Everett venne mandato in Amazzonia per convertire le tribù più sperdute. Daniel Everett incontrò quindi i Pirahã. I Pirahã se ne sono sbattuti della Bibbia. Daniel Everett è tornato dall’Amazzonia ateo.

Questa è, a grandi linee, la storia di uno scontro di civiltà in cui la civiltà occidentale, normalmente dominante, viene sconfitta dalla logica e dalla visione della vita totalmente radicale di una piccola tribù amazzonica, i Pirahã.

Questa tribù non conta più di 8000 membri, i quali non possiedono miti, storia e rituali e credono solo a ciò che vedono, quindi non concepiscono né passato né futuro, ma solo il presente. Inoltre non concepiscono niente che sia immaginario.
Il loro linguaggio, che prende il nome da quello della tribù, comprende solo 7 consonanti e 3 vocali, e può non solo essere parlato, ma anche fischiato. Una parola può comprendere più significati. Non possiede subordinate, ha solo due parole per definire i colori e contano solo fino a due, poi esiste solo il concetto di “molti”.
I Pirahã hanno una visione molto semplice e pragmatica della vita, e questa concezione si è rivelata per loro un eccezionale scudo contro qualsiasi tentativo di occidentalizzazione ed evangelizzazione. Lo sa bene Daniel Everett, linguista e missionario, che si è avventurato nella foresta Amazzonica per convertire questa piccola tribù e portare loro il Vangelo e si è trovato a dover rivedere radicalmente le sue posizioni.
Everett ha dovuto fare i conti con delle persone che non avevano una parola per definire Dio, non concepivano Paradiso e Inferno, e che non volevano essere salvate da nulla poiché perfettamente coscienti che non esisteva nulla da cui essere salvati. Non volevano sentire parlare di Gesù poiché nessuno lo aveva visto o conosciuto di persona, quindi per loro non è mai esistito.
In poche parole, i Pirahã hanno con poche mosse, minato le basi di tutta la Weltanschauung occidentale e cattolica, e questo ha profondalmente sconvolto Everett.
Il missionario ha rivisto le sue posizioni e, in un lungo processo interiore, ha cambiato radicalmente posizione, da missionario a non credente.
Everett ha impiegato 19 anni per rivelare tale nuova visione, non senza ripercussioni a livello personale (la moglie ha chiesto il divorzio adducendo, tra le altre cause, il suo fallimento come missionario presso i Pirahã) e i figli hanno deciso di abbandonarlo.

Daniel Everett ha raccontato la sua storia nel libro [i]Non dormire, ci sono serpenti: vita e linguaggio nella giungla amazzonica[/i] in cui, oltre all’analisi del linguaggio e dello stile di vita di questa tribù, ha narrato il percorso personale che lo ha visto protagonista.

Maggiori info [url=http://en.wikipedia.org/wiki/Pirahã_people]qui[/url] e [url=http://psicocafe.blogosfere.it/2008/06/i-piraha-il-popolo-senza-nomi-per-i-numeri.html]qui[/url]

Nell’approfondimento un video in cui potete ascoltare la lingua Pirahã:

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