Legge Basaglia 180/1978 [2di2]

11 anni fa

5 minuti

… il pensiero di una persona il cui sorriso vuoto, privo di denti, di espressione ma non di intenzione, che voleva farmi una carezza, vegliata da un medico, preoccupato che invece mi facesse male, a me fa ancora salire le lacrime, nel suo stridente e surreale esistere …

Nella prima parte dell’articolo si è parlato della legge Basaglia del 1978, che ha cambiato il mondo delle cliniche psichiatriche facendo chiudere definitivamente tutti i manicomi italiani.
Inoltre regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio istituendo i servizi di igiene mentale pubblici.

Cosa è cambiato da allora?
La legge 180 è oggi considerata buona nell’impalcatura e nell’intento di chiudere definitivamente il manicomio, si basa però su teorie oggi considerate superate, come ad esempio il “doppio legame”, la negazione della diagnosi, l’idea di poter curare senza ricorrere all’uso dei farmaci e persino la mancata promessa di “cura” e risultati.

Il trattamento della malattia mentale, ad oggi, non può risolversi esclusivamente con interventi di tipo sociale; negli ultimi anni si è parlato molto del fatto che non si possa ricondurre tutto ad una singola causa ma piuttosto da una multifattorialità composta di cause biologiche, sociali, genetiche ed ereditarie.
Legate in modo concreto all’ambiente di crescita dell’individuo, e solitamente con un ruolo ridotto, se non del tutto assente, della componente familiare.

Quali sono le principali malattie mentali riconosciute?

I disordini di ansia sono i disturbi mentali più prevalenti in adulti. Includono il disordine di panico, le fobie, il disordine ossessivo-compulsivo, il disordine post-traumatico di stress ed altri minori.
[more]Principalmente questo gruppo eterogeneo di disordini, è una condizione dell’ ipervigilanza o del timore intensificato rispetto agli eventi o alle sensibilità stressanti. Le manifestazioni biologiche di ansia, che sono collegate subitaneamente nella risposta, sono inconfondibili: includono l’aumento nella frequenza cardiaca, sudorazione e tensione muscolare. Ma questa non è certamente la descrizione completa. Anche se l’allineamento completo delle cause e delle componenti biologiche dell’ansia non è ancora completamente conosciuto, adesso esistono numerosi trattamenti efficaci dell’ansia. Il trattamento consiste in un assortimento di metodi psicosociali, psicoterapeutici e farmacologici, somministrati da soli o in combinazione.[/more]

I disordini di umore hanno una posizione fondamentale nella sofferenza umana, nel rendimento diminuito o perso nelle attività lavorative e nel suicidio. Inoltre, una volta non riconosciuti, possono provocare l’uso inutile dei servizi sanitari.
[more]I disordini di umore si allineano fra le 10 cause principali dell’ inabilità in tutto il mondo. La depressione maggiore ed il disordine bipolare sono i disordini di umore più frequenti. Le cause dei disordini di umore, non sono conosciute del tutto.

I disordini di umore, come anche i disordini di ansia, possono essere trattati con una miriade di trattamenti farmacologici e psicoterapeutici efficaci. L’ uno e l’ altro tipo di trattamento è efficace per circa 60/70% dei pazienti. La depressione severa sembra risolversi più rapidamente con la farmacoterapia.
Malgrado l’ efficacia dei trattamenti a nostra disposizione, una sorprendente frazione di persone sofferenti non vengono trattate. Le prime barriere al trattamento includono il costo, il pregiudizio ed i problemi nell’organizzazione dei sistemi di servizio che contribuiscono alla insufficiente conoscenza di questi disordini.[/more]

La schizofrenia interessa circa 1 per cento della popolazione, tuttavia la relativa severità e persistenza si ripercuotono su tutto il sistema di servizio medico-sanitario per la salute mentale. La schizofrenia è contrassegnata tramite le alterazioni profonde nella cognizione e nell’ emozione. I sintomi includono frequentemente: voci interne o avvertimento di altre sensazioni non collegate ad una fonte evidente (allucinazioni) e l’ assegnazione di importanza insolita o significativa agli eventi normali.
[more]Il corso della malattia nella schizofrenia è abbastanza variabile, con la maggior parte della gente che ha periodi di esacerbazione e di remissione. Una volta si pensava che avesse un decorso uniforme e peggiorativo, ma la ricerca recente dissipa questa prospettiva.

Il trattamento efficace della schizofrenia si estende ben oltre la semplice terapia farmacologica: include interventi psicosociali, interventi sulla famiglia e la riabilitazione professionale e psicosociale. Per quei pazienti che sono frequenti utenti del servizio sanitario, il trattamento dovrebbe essere coordinato da una squadra interdisciplinare che fornisca i servizi ad alta intensità e basati sulla psicologia di comunità.[/more]

Nei commenti al precedente articolo sono nati degli interessanti spunti per poter approfondire il discorso:
Il film “Si può fare” con Claudio Bisio
Il Caffè Basaglia a Torino
Questo articolo del Dott. Sergio Angileri

Meno di un secolo fa molte diagnosi di follia si facevano ancora ad “occhio”, mediante il reperimento di tratti fisiognomici comuni con la letteratura scientifica precedente, cioè con i casi già visti e trattati prima di allora.

Le foto nella gallery che segue sono appunto le schede fotografiche che orientavano le vecchie diagnosi di follia, in anni ormai lontani in cui i manicomi erano solo un avamposto della civiltà in cui rinchiudere gli esclusi, gli emarginati, i disadattati.
[more]La didascalia delle foto è il “nome diagnostico” che veniva attribuito allora a quel soggetto. Si noterà come molti dei termini che allora indicavano una diagnosi scientifica siano oggi diventati dei termini dispregiativi del lessico comune attuale.

Si nota inoltre come tutte le immagini evidenziano una artificiosità con cui veniva scelta la messa in posa, l’abito e il contesto ambientale per rafforzare la diagnosi sostenuta, cercando di far coincidere la verità psichica del soggetto con il suo aspetto esteriore e quindi visibile ad occhio nudo.

Evidenzierei anche come il concetto di “in via di guarigione” delle ultime 2 foto sia reso fotograficamente dall’ambiente domestico, dall’abito, dalla postura, dalla cura dell’aspetto fisico e dall’attività manuale svolta, simboli di conformismo sociale che ovviamente non ci dicono però nulla delle reali condizioni psichiche del soggetto.[/more]

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