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75 anni fa moriva un uomo che, con la sua scienza, tanto ha dato all’umanità ricevendone, forse, qualcosa al di sotto del dovuto.
Ettore Marchiafava (Roma, 3 gennaio 1847 – Roma, 23 ottobre 1935), medico illustre, professore di Anatomia Patologica all’Università di Roma “La Sapienza”, si distinse soprattutto per aver battezzato e caratterizzato il [url=http://en.wikipedia.org/wiki/Plasmodium]Plasmodium[/url], agente eziologico della malaria.

[quote]Scrisse Sulle febbri malariche estivo-autunnali (1892), e La infezione malarica (1902). Nel 1884, con Angelo Celli, identificò [url=http://en.wikipedia.org/wiki/Neisseria_meningitidis]Neisseria meningitidis[/url] (detta anche Meningococco) come agente eziologico di meningite batterica. Marchiafava descrisse per primo il reperto istopatologico di arterite cerebrale sifilitica Nel 1897 osservò la demielinizzazione del corpo calloso nel cervello di un paziente alcolista, e nel 1903, con Amico Bignami, pubblicò una descrizione completa della demenza degli alcolisti, oggi nota come [url=http://en.wikipedia.org/wiki/Marchiafava-Bignami_disease]morbo di Marchiafava-Bignami[/url]. Fu il primo a evidenziare l’importanza della sclerosi delle arterie coronarie nella patogenesi dell’infarto del miocardio. Si occupò anche di nefropatie e descrisse la glomerulonefrite streptococcica. Nel 1931 descrisse in modo completo l’emoglobinuria parossistica notturna, detta anche [url=http://it.wikipedia.org/wiki/Emoglobinuria_parossistica_notturna]Sindrome di Strübing-Marchiafava-Micheli[/url], un raro tipo di anemia emolitica.[/quote]

da [url=http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Marchiafava]Wikipedia[/url]