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witcha

Un combattente implacabile, addestrato fin da bambino alle arti della guerra e della magia. Un amore impossibile per una maga misteriosa. Un gruppo di cavalieri che lo cerca per ucciderlo.

Leggendo la quarta di copertina de Il Guardiano degli innocenti uno pensa che se vuole morire annegando nei cliché può tranquillamente farlo con la Liciona nazionale.
Ma Sapkowski non è famoso per aver inventato qualcosa di nuovo, è famoso per aver preso i cliché di un genere abusato e  averli reinterpretati.

Dopo ore passate a seguire le stupende avventure del suo protagonista per ben due saghe di videogiochi (e salivando per la terza) mi sono deciso a leggere i romanzi da cui queste avventure sono state tratte.
Così ho messo le mani sul primo romanzo di Geralt za Rivia e, eccitato come una diciottenne al ballo delle debuttanti, mi sono immerso nelle terre di Temeria.

Scopriamo come è andata.

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L’Autore

Sapkowski è uno scrittore polacco che ha fatto fortuna grazie alla sua saga principale, The Witcher, trasposta in due videogiochi di successo.
La saga si compone di alcuni romanzi e diversi racconti.
L’onda lunga dei videogiochi ha fatto sì che i suoi lavori fossero tradotti fuori dalla Polonia in diverse lingue.
Protagonista delle sue storie è Gerlat za Rivia, uno Strigo, ossia un cacciatore di mostri a contratto.

 

 

Lo Stile

Iniziamo subito con il dire che Sapkowski non scrive male.
Scrive di merda.

Immagino che in parte possa essere dovuto alla traduzione, ma ci sono errori di stile che non sono imputabili a chi ha tradotto l’opera, ma proprio all’incapacità dell’autore.
Sapkowski riesce a commettere tutti gli errori dello scrittore incapace.

Show, don’t tell.

Sapkowski descrive tutto e lo descrive male, senza mostrare un bel niente: i boschi sono fitti, le strade polverose, le montagne imponenti, i castelli diroccati.
A parte un’iperaggettivazione che permea tutto il romanzo rendendolo pesante e totalmente anti-immersivo, Sapkowski descrive pure male.
Ci sono intere scene che inizialmente sono visualizzate in un modo, e a poco a poco si aggiungono particolari che le cambiano totalmente (e non scene in movimento, bensì descrizioni statiche).

Esempio: Geralt arriva in un villaggio con una Kikimora morta, il villaggio è descritto come un mucchio di stamberghe intorno a una locanda. Nella scena successiva scopriamo che nel villaggio ci sarà un grande mercato, in quella dopo che è cintato e protetto da una milizia combattente, insomma, in realtà si rivela una città vera e propria.

 

Il tutto con un uso eccessivo di spiegazioni, ovviamente.
Le narrazioni descrittive ci stanno, ma per velocizzare la trama, non per confondere il lettore.

Accetto che Swanwick mi confonda, ma lui scrive tutto in prima persona. Scegliere la prima persona fa sì che il mondo sia mediato dagli occhi del personaggio, il personaggio può essere confuso e questo può trasparire nelle descrizioni.

Sapkowski da il meglio di sé nei combattimenti che solitamente sono di questo livello: Geralt estrasse la spada, colpì talmente veloce che l’uomo sentì solo il sangue uscire dalla ferita…notate il gradevole salto di POV? Geralt fece una finta e poi affondò la sua lama… Che finta? Come ha fatto? Dove ha colpito?
Geralt si mosse rapidamente parando gli attacchi con facilità… Che tipo di attacchi? In che modo?

Ma anche nelle scene di sesso ci si mette d’impegno. Dopo un accenno a delle mutandine, Sapkowski chiude la scena con un “Geralt spense la luce” e lascia tutto al lettore.

 

 

Infodump

L’infodump è l’immondizia della letteratura, e il libro di Sapkowski è Napoli nei sui giorni peggiori.

Hai creato un bel mondo? Bravo sono contento per te, ma non me ne frega un cazzo se me lo racconti, ho i manuali di D&D per quello, se vuoi e se è utile nell’economia del romanzo, me lo mostri.

Per Sapkowski sembra importante che il lettore conosca gli ingredienti di una delle pozioni di Geralt, liste lunghe quanto un trattato di erboristeria, proprio mentre lo Strigo sta per iniziare un combattimento potenzialmente letale!

C’è poi un intero capitolo di “As you know Bob” in cui Geralt dialoga con una ragazza muta e gli racconta la rava e la fava dell’essere uno Strigo: “Sai abbiamo due spade perché e per come”, “Sai seguo un codice così e cosà”, “Sai l’addestramento consiste in questo e quest’altro”.

Vuoi dirmi che gli Strighi hanno un codice? Metti Geralt di fronte a un dilemma morale che lo porti di fronte a una scelta. Vuoi dirmi che hanno due armi? Fammi vedere Geralt in difficoltà perché non ha la spada d’argento. Tra l’altro queste informazioni sono superflue, perché in tutto il romanzo il codice degli Strighi non è mai menzionato.

L’infodump è inoltre presente in moltissimi dialoghi: o Geralt è così smart che capisce le cose e sente l’esigenza di spiegarle al suo interlocutore, o il suo interlocutore ha l’incontenibile desiderio di raccontargli tutto, anche i dettagli che non servono o non c’entrano ma fanno tanto fantasy.

 

 

POV

Sapkowski sceglie il narratore in terza persona, non discuto, ognuno sceglie quello che gli piace di più.

Ma il POV è ubriaco come Geralt dopo una gara di bevute.
Saltella dal protagonista, agli avversari, agli astanti presenti alla scena, una bambina che gioca, tutto senza soluzione di continuità.
Il top è raggiunto in un combattimento dove Geralt combatte contro un gruppo di mercenari e il POV passa attraverso 7 persone (sette!) in meno di due pagine.

 

 

Dialoghi

Nel mondo di Geralt ogni personaggio parla allo stesso modo: che sia una guardia, un contadino, un nobile, un’assassina, uno strigo, una maga o un locandiere, o persino un mostro umanoide, tutti si esprimono sempre con lo stesso linguaggio, lo stesso lessico e lo stesso tono.

Inoltre tutti sono sempre pronti a (poco credibili) schermaglie verbali. Interi capito di “teste parlanti” voci e frasi identiche dette da personaggi completamente diversi ma che nel dialogo sembrano un mucchio di teste che parlano con la stessa bocca.

 

 

Trama

La trama in breve: Geralt arriva da qualche parte dove c’è bisogno di uno Strigo e compie la missione propinandoci qualche pippone filosofico nel mentre.

In pratica Geralt è la Jessica Fletcher di Temeria.

C’è da dire che la trama è impostata come una serie di episodi, ricordi di Geralt, ma questo non li rende più credibili.

 

Alcuni esempi:

Geralt arriva in un castello diroccato (darci una descrizione era troppo faticoso Sapkowski?), incontra un uomo maledetto che vive lì da anni, e negli anni si è creato una certa routine (che, ricordiamo, va avanti da anni). Proprio quando arriva Geralt un pericoloso mostro disturba questa routine, meno male che c’è lo Strigo che passava di lì per caso proprio quel giorno (Geralt sta solo un giorno e una notte e proprio in quel momento accade che ci sia bisogno di lui).

Geralt arriva in un paese dove incontra un mago suo amico, costui è in fuga da anni inseguito da un’assassina.
L’assassina guarda caso è arrivata in città qualche giorno prima. Ottimo, c’è Geralt così se ne può occupare lui!

Geralt si trova in un regno X (sono tutti uguali, worldbuilding inesistente), in occasione del quindicesimo compleanno della principessa. E proprio in occasione del compimento dei suoi 15 anni scatta una specie di maledizione.. meno male che Geralt è lì per salvarla!

Sapkowski non crea una trama, crea una serie di eventi per permettere a Geralt di farci vedere quanto è figo, quanto è profondo e quando il mondo sia un posto brutto e cattivo (anzi, ce lo facesse vedere andrebbe pure bene, ma lui ce lo racconta).

I’m Geralt-Stu…

Geralt è un Gary Stu: imbattibile nella mischia, desiderato da ogni essere vivente che abbia più di una X nei cromosomi, tormentato da un passato misterioso (TM), profondo filosofo e rapido con la lingua, tutti i regnati lo trovano simpatico.

Può anche starmi bene (ma anche no), però questo mi toglie interesse: Geralt non è mai in pericolo, non c’è veramente una sfida per lui. Non compie mai errori, tutto quello che fa lo fa perché lui può ed è sempre la cosa giusta.

Se togli il conflitto cosa ti rimane per mandare avanti un romanzo d’avventura?

Geralt non è un personaggio credibile, non c’è un vero approfondimento psicologico o una maturazione del personaggio, è il classico eroe tormentato numero 23884, un cliché che viene a noia in fretta.

… e non so combattere.

Veniamo al comparto tecnico.
Esiste una regola in letteratura: scrivi di ciò che sai e se non sai informati.

Esempio: Geralt combatte in maniera inguardabile, chiunque combattesse così non sarebbe un combattente famoso in tutto il regno, sarebbe un cadavere in un vicolo. E me ne rendo conto persino io che di combattimento medievale ho poco più che un’infarinatura.

Geralt piroetta, cala fendenti sulle spade avversarie, para di lama, insomma si muove come se fosse in cartone animato, ignorando ogni regola della scherma e delle mischie medievali (e anche del buon senso).

Geralt devia le frecce con la spada (ok ci sta) e poi uccide 7 uomini da solo in meno di 30 secondi. Questa è una cazzata, ed è due volte cazzata dal momento in cui la racconti e non la mostri, ma qui capisco l’autore: mostrare una scena così retard sarebbe troppo anche per questo libro. Allora un combattente addestrato contro 3 combattenti addestrati è un uomo morto nella quasi totalità dei casi. Contro 4 non si discute nemmeno, ma contro 7?

Esiste, se non sbaglio, un solo caso documentato in cui un combattente ne abbia uccisi altri 7 ma aveva un sacco di vantaggi tattici (nota che sto parlando di combattenti addestrati, ovvio che un cavaliere uccide anche 5-6 contadini).

Vuoi che il tuo Geralt uccida 7 nemici? Ok, ma mostramelo almeno vedo come ha fatto, sono curioso.

Tralascio le altre cavolate (ragazze elfe con archi, gente che parla di “rotazione delle colture” ma non sa cosa sia, elfi che usano termini come “pitecantropo” etc.).

 

 

Personaggi non credibili

Ma sì, non facciamoci mancare nulla. I personaggi di Sapkowski agiscono con un unico obiettivo in mente: far fare bella figura a Geralt.

Faccio solo 2 esempi.

L’assassina di cui sopra vuole uccidere il mago, il mago chiede a Geralt di proteggerlo, l’assassina chiede a Geralt di ucciderlo.
Geralt dice picche a entrambi (con un bel pippone filosofico, evidentemente prima di essere Strigo Geralt serviva panini…), in ogni caso dice alla ragazza che le impedirà di uccidere il mago.

La notte si ritrova la ragazza in camera da letto che cerca di convincerlo (altre pippe filosofiche), Geralt non cede, la ragazza se lo porta a letto. La mattina dopo Geralt interviene per salvare il mago e impedire l’assassinio.

Allora, io sono un’assassina spietata, so che vuoi bloccarmi e che sei un combattente incredibile (nel senso di non-credibile), bevo vino e faccio sesso con te e non mi viene in mente di ucciderti o metterti fuori gioco?
Potevo avvelenare il vino, potevo ucciderti nel sonno o durante l’amplesso, potevo semplicemente drogarti.
No, non solo non lo faccio ma il giorno dopo ti tendo un agguato sacrificando tutti i miei uomini e poi ti combatto.
Non sono un’assassina, sono una ritardata mentale.

Esempio due.

Sempre relativo a ‘sta faida mago-assassina.
Il capitano delle guardie è disperato “Geralt cosa posso fare? Le mie guardie non possono nulla contro quei combattenti esotici, elfi con pugnali, gemelli con due spade e il resto della combriccola fantasy!”. (Intanto caro capitano da che mondo e mondo una squadra di alabardieri in armatura fa il culo a qualsiasi spadaccino, tanto più se siete in superiorità numerica, comunque facciamo finta che sia vero).

Finita la carneficina il capitano va da Geralt e gli dice “Conviene che lasci la città Strigo, e che non ti fai più vedere”.

Allora: Geralt > spadaccini > guardia cittadina.

Esattamente perché Geralt dovrebbe andarsene?
Il capitano avrebbe dovuto dire “Geralt non possiamo nulla contro di te, ti prego accetta tutto il nostro oro e le nostre donne e risparmia la città!!!”

 

 

Storia d’amore perché si

Un altro grande must del fantasy scritto male, l’eroe vede una donna e tra i due è subito amore tanto che venti pagine dopo l’eroe è pronto a sacrificare se stesso per la ragazza.

In questo caso è la storia d’amore tra Geralt e la maga Yennefer.

La maga inganna Geralt ipnotizzandolo e facendogli compiere una serie di azioni illegali (e anche stupide) e facendolo condannare a morte.
Com’è-come non è, 20 pagine dopo Geralt è lì a salvarle la vita da un genio malvagio, la ragazza si innamora subito di lui e lui di lei.
E vi assicuro che l’ho scritta meglio io di com’è nel libro.
Il tutto accade in un giorno e mezzo, nel quale il tempo trascorso insieme sarà di un paio d’ore circa.

 

 

Deus Ex

Quando le cose si mettono male scatta il deus ex a salvare la situazione. Geralt sta per essere ucciso dagli elfi? No problem ecco una maga dei boschi. Geralt sta per essere arrestato dalle guardie? Ecco un capitano nano che si mette contro gli ordini del conte per dar ragione a Geralt.

Non dico che sono cose che non possono accadere, anzi sono potenzialmente dei plot twist carini, ma a parte che sono troppi, poi non sono approfonditi né sfruttati.

Non c’è un motivo per cui devono succedere, succedono solo perché Sapkowski è troppo pigro per pensare una soluzione logica più complessa e quindi butta dentro la prima cosa che gli viene in mente per far proseguire la narrazione.

 

 

Tanto è Fantasy!

Diverse cose incredibili (proprio nel senso di non-credibili) avvengono a puro uso e consumo della trama, avvengono perché sì, tanto è fantasy e quindi ci si può scrivere dentro quello che si vuole.

Esempio: una principessa di 10-12 anni (non ricordo esattamente) viene portata nel bosco da un guardiacaccia per essere uccisa su ordine della regina (una rivisitazione di Biancaneve), ma il guardacaccia si intenerisce e decide invece di violentarla.

La ragazzina lo uccide.
Of course, una ragazzina di 12 anni che è vissuta in un castello viziata e coccolata viene stuprata da un omaccione che ha passato al sua vita a combattere mostri nei boschi e lei lo uccide, credibile.
Non me lo aspetto da Arya (e sarebbe comunque più credibile) figuriamoci qui.

Esempio: Geralt è chiamato a salvare una principessa maledetta, uno dei nobili della zona non vuole che questo succeda (la principessa maledetta fa apparire cattivo il re). A parte che questa bestia ha già ucciso 500 persone (e vabbé), il nobile raggiunge Geralt al castello per corromperlo dicendogli che lo avrebbe pagato se avesse lasciato la situazione così come è. Geralt rifiuta, il nobile lo minaccia e ovviamente Geralt lo sconfigge.

Allora sei il nobile che fa parte di un complotto contro il re, si presuppone che tu sia più intelligente di un bambino “speciale”.
Vai al castello? Dove c’è una bestia che ha ucciso 500 persone?
Perché non hai corrotto Geralt in taverna? Perché vai da solo? Manda un servo! Perché minacci Geralt che è uno spadaccino incredibile e tu sei da solo e anche se lo sconfiggessi il mostro ti mangerebbe?

Perché è fantasy! Così Geralt può far vedere che mondo sporco e cattivo è, dove i nobili fanno piani cattivi sacrificando i contadini e li raccontano al primo venuto!

 

 

Conclusioni

Concludiamo. C’è qualcosa di buono in questo romanzo?

Salvo un paio di cose.
Principalmente Sapkowski fa alcune rivisitazioni interessanti delle favole classiche (Biancaneve, la Bella e la Bestia, il Genio della Lampada etc.)

C’è un sistema magico originale ma sviluppato male e privo di qualsivoglia coerenza: la magia può fare tutto ma solo se serve alla trama.

Bella l’idea di un mondo che cambia, i mostri scompaiono e gli Strighi sono reliquie del passato, sarebbe stata un’ambientazione interessante se me l’avessero mostrata.

Ma null’altro.

Lo stile è squallido, la trama pessima, il worldbuilding inesistente, personaggi piatti e non funzionali che si comportano in maniera incomprensibile, un protagonista non credibile e tutto condito da una gestione approssimativa quando non palesemente stupida.
Ho iniziato a leggerlo dicendo “Vai Geralt, fammi sognare!” per passare a “Magari più avanti migliora” arrivando a “Bo’ magari ci trovo uno spunto per la mia campagna”.

Perché recensirlo quindi?
Per mettervi in guardia principalmente, non vale la spesa di leggerlo nemmeno se lo scaricate gratis.

Ci sono motivi per leggerlo?
Si, almeno due.

Se vi piace ogni tanto trastullarvi con il trash (a me non spiace), questo è un buon fanta-trash.
Se siete scrittori fantasy qui c’è un elenco esaustivo di errori da evitare quando scrivete un fantasy.
Oppure avete giocato a The Witcher, non avete letto recensioni e l’avete letto per sbaglio come è successo a me.

Per tutti gli altri lasciate stare.

La cosa più triste di questo libro è che mentre lo leggevo visualizzavo le scene come le ho viste in The Witcher (1 e 2) e se questo succede l’autore ha fallito.
La nostra mente monta un hardware grafico che non sarà mai eguagliato e se l’autore non riesce a sfruttarlo significa che il suo software (libro) fa schifo e la colpa è sua.

Quando uscirà The Witcher 3 compratelo, originale.
Una parte di quei soldi andrà agli sceneggiatori del videogioco, che si sono dovuti leggere tutti i romanzi di Sapkowski per tirare fuori le trame spettacolari a cui siamo abituati.
Credetemi, quelle persone hanno sofferto.

 

Voto 1.5 / 5

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108 Commenti

  1. Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 17/6/2013 10:45

    In pratica Geralt è la Jessica Fletcher di Temeria.

    Lollai così tanto da rischiare il licenziamento!

    Praticamente questa frase dice tutto!

    • Avatar di Arjuna Arjuna 17/6/2013 11:23

      Meno male che ero in ufficio da solo, quando ho letto questa frase. :D :rofl:

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 17/6/2013 11:24

      @nicholas, ho capito!
      L’autore ha praticamente romanzato una campagna giocata a Dungeon World!

      worldbuilding inesistente, personaggi piatti e non funzionali che si comportano in maniera incomprensibile

      Il mondo creato a random, i PNG non definiti perché tanto servono solo allo scopo del momento in cui entrano in scena, e tutto è generato per creare problemi ai protagonisti (al, in questo caso), ma senza metterlo a rischio.

      Ora tutto è chiaro…

  2. Avatar di Drake Drake 17/6/2013 10:47

    io li ho letti tutti, quelli usciti in italia, fantastici! mi piacciono proprio tanto

    • Avatar di Frodo Frodo 17/6/2013 11:55

      Per caso ti piace anche la Troisi?

  3. Avatar di Drake Drake 17/6/2013 10:49

    dovresti leggere quelli della saga, questa è solo un’antologia

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 11:10

      Credimi non toccherò mai più un libro di Sapkowsky manco un con bastone…

      • Avatar di Cyrik Cyrik 18/6/2013 02:19

        Lessi per disgrazia un libricino raccolta uscito con una rivista di videogiochi.
        Mi piacque, (lo valuto un ottimo copia ed incolla a posteriori) il giorno dopo buttai troppi soldi (non ricordo quanti, fossero pure 3 euro sempre troppi) sul libro.
        Una cacata spaziale.
        Ero partito a leggere l’articolo pensando di sentire lodi del nefando autore e avevo deciso di leggere le prime due righe e poi di scappare poi ho letto questo:
        “Iniziamo subito con il dire che Sapkowski non scrive male.
        Scrive di merda.”
        E ho goduto :rofl:

  4. Avatar di Ghiacciolo Ghiacciolo 17/6/2013 10:52

    Geralt dice picche a entrambi (con un bel pippone filosofico, evidentemente prima di essere Strigo Geralt serviva panini…)

    LOL mi hai steso! Miglior recensione di roba brutta di sempre. :fav:

  5. Avatar di ICappellaioMatto 17/6/2013 11:02

    Crei una saga potenzialmente al top del fantasy e te la smerdi da solo.

    Meno male che ci sono i ragazzi di CD Projekt (IMHO, migliore SH degli ultimi anni, e non solo per i giochi in se).

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 11:27

      E’ questa la cosa triste, il mondo di The Witcher reso nei videogiochi è spettacolare, Sapkowski è uno che le idee le ha anche ma davvero non sa scrivere.
      Davvero, dieci e lode agli sceneggiatori dei videogiochi.

  6. Avatar di Frodo Frodo 17/6/2013 11:53

    Ma il POV è ubriaco come Geralt dopo una gara di bevute.
    Saltella dal protagonista, agli avversari, agli astanti presenti alla scena, una bambina che gioca, tutto senza soluzione di continuità.

    Invece è una continua soluzione di continuità. Come la funzione di Dirichlet,

  7. Avatar di Arcangelo87 Arcangelo87 17/6/2013 12:07

    E’ un articolo da troll, vero?

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 12:13

      Certo, mi piace leggere libri bellissimi e poi inventarmi recensioni brutte perchè odio i polacchi.

        • Avatar di BloodBlade BloodBlade 17/6/2013 21:42

          :trollface:
          Scherzi a parte, il primo libro non ti istiga a leggere gli altri, e comunque alcune pecche che hai accennato penso siano dovute a un problema di traduzione dal passaggio tra Polacco e Italiano, perché gli stessi problemi li ho riscontrati anche con Solaris in Italiano.

          • Avatar di BloodBlade BloodBlade 17/6/2013 21:42

            e ho pure fallito lo smile :troll:

          • Avatar di eagle1 eagle1 10/9/2013 14:55

            In realtà il problema è tutto lì. Anche alcuni dialoghi tradotti letteralmente in inglese dal polacco per il gioco sono risultati controversi, proprio perché invece che tradurre un concetto si traduce letteralmente, e questo, non giova per niente alla comprensione reale del contenuto, scadendo in una sorta di delirio contraddittorio e insensato.

            Detto questo, che di fatto poi disinnesca la maggior parte delle critiche di questa recensione (hanno usato il termine MUGGHIARE nella traduzione italiana.. pari solo al ruscellare di aSoIaF) c’è anche da dire che questo libro è una raccolta di racconti inviata ad un concorso per autori amatoriali, da uno che ha studiato economia :P E che quelli successivi sono scritti molto meglio. Che poi la Norda ci si metta a lucrare sopra e ti faccia spendere 18 euro.. è un’altro discorso.

  8. Avatar di Janus Janus 17/6/2013 12:13

    Mi spiace (o forse no) ma non sono per niente d’accordo. Ho letto tutti i suoi libri che sono stati tradotti in italiano dopo aver giocato a The Witcher, e mi sono piaciuti moltissimo. Lettura snella, bei personaggi, coinvolgente. Ma soprattutto non puoi giudicare un’intera saga da un insieme di racconti più o meno scollegati. Non ti consiglierò di leggere i romanzi veri e propri perché è evidente che tu non ne voglia più sapere di Sapkowski, ma è un vero peccato, soprattutto che venga screditato così. Ma poi come puoi dire che l’autore ha fallito perché le scene te le immagini come nel gioco? Al massimo sono stati bravi gli sviluppatori del videogioco.

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 12:17

      Io infatti giudico il libro che ho letto e il libro che ho letto fa schifo.
      Not a big a big deal, la fuori è pieno di fantasy di cacca (e noi italiani ci difendiamo benissimo).
      Poi a te può essere piaciuto, no problem ma oggettivamente è scritto male.

      Ma poi come puoi dire che l’autore ha fallito perché le scene te le immagini come nel gioco?

      Certo che lo posso dire, in un libro non hai limiti di ram, di scheda video o di hd.
      Non hai limiti di effetti speciali, è carta e inchiostro, puoi crearci un mondo spettacolare, se non lo fai non è mancanza di mezzi, ma di capacità, Sapkowski ha scritto un libro che rende meno di un videogioco a livello di comparto grafico, e questo è un fail.

      • Avatar di Arcangelo87 Arcangelo87 17/6/2013 12:24

        Ma scusa, ma secondo te doveva descrivere ogni singolo movimento di lama, gioco di gambe, piroetta etc etc? A parte che è una cosa che nei libri seguenti (che sono romanzi veri e propri, non una raccolta di raccontini) fa, ma poi qualcuno si ricorda Tolkien? Quello del Signore degli Anelli, presente? Non venite a dirmi che descrive i combattimenti perchè non lo fa. Ma magari sono io e anche Il Signore degli Anelli è un libro di merda.

        • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 12:27

          Non secondo me, secondo le regole per scrivere un buon libro: io devo mostrare cosa succede, non raccontarlo.
          Io voglio vedere cosa fa Geralt, lo scrittore deve trasmettermi la fatica, il dolore, la tensione di scambiarsi i colpi.
          Se non lo fa e delega a me il compito di farlo raccontandomelo vuol dire che non sa scrivere.
          Questo vale per tutti i libri, anche per il signore degli anelli

          • Avatar di Arcangelo87 Arcangelo87 17/6/2013 12:32

            Allora scrivici qualcosa di meglio secondo “le regole per scrivere un buon libro”, sono assai curioso. Magari imparo qualcosa di nuovo.

            • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 17/6/2013 12:43

              Fammi capire, se @nicholas non è in grado di scrivere “qualcosa di meglio”, allora il libro diventa automaticamente buono?

              Se il libro è scritto male, è scritto male. I criteri per giudicare un buon libro ci sono, e @nicholas ha analizzato il libro attraverso quei criteri.

              Se a te piace, è un’altro discorso, ma ci sono delle regole “universali”.

              A tanta gente piacciono le grassone che non si depilano, questo non vuol dire che siano belle…

            • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 12:46

              Lol tu sei il tipo che va comprare un tablet gli danno uno scolapasta e lui pensa “però io non sono in grado di fare un tablet quindi non posso lamentarmi”.

              Io sono il cliente finale, il libro è scritto per me, io ti ho pagato 15,30 euro per avere una storia, tu mi hai venduto cacca e io ti giudico, eccome se ti giudico.
              Io non so scrivere un libro, ma non so nemmeno programmare un videogioco eppure posso dire se un videogioco è bello o meno.
              Non so costruire un computer ma so giudicare se è buono o no.

              Cmq hai ragione tu, sonosoloinvidioso(TM)

              • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 17/6/2013 12:47

                +1

              • Avatar di Arcangelo87 Arcangelo87 17/6/2013 13:01

                Non è essere invidioso, è che fai l’espertone a priori. Per carità, al mondo d’oggi son tutti critici, quindi va bene così. Semplicemente non trovo giusto liquidare un autore solo perchè si è letto un libro di raccontini quando poi i seguenti sono molto più simili al videogioco (che mi pare di aver capito esserti piaciuto). Per giudicare una serie televisiva guardi solo la prima puntata? Non credo. Io stesso reputo Stephen King uno scrittore mediocre e non capisco come abbia fatto a vendere così tanto, però riconosco di aver letto (e nemmeno finito) solo una banale raccolta di racconti brevi. E tutti quanti mi dicono di leggere i romanzi. Quando mi deciderò a leggere un romanzo completo magari cambierò idea sul suo conto, ma non è che lo definisco merda. La merda scritta è altra e lo sappiamo tutti, non possiamo di certo paragonarci King o Sapkowski

              • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 14:18

                Non vedo il problema.
                Il Guardiano degli Innocenti è scritto male?
                Si.
                Ci sono dei parametri oggettivi per dire questo?
                Si.
                Va detto?
                Si.

                Poi se a uno piace buon per lui, quel libro costa 15,30 euro su ibs + spedizione, ho diritto a giudicare un acquisto?
                Decisamente.
                Io ho giudicato il libro e basta, Sapkowski magari è una bravissima persona, magari i libri successivi sono da premio Pulitzer ma sto libro è scritto in maniera indegna.
                Questo è e questo è scritto nella recensione.

              • Avatar di Sakurambo Sakurambo 17/6/2013 17:16

                Io stesso reputo Stephen King uno scrittore mediocre

                E qui mi si è crepato il cervello e mi sono sentito in DOVERE di rispondere!
                @nicholas non ha detto che questo autore è in senso assoluto uno scrittore di merda (forse si ma non è il punto), ha solo analizzato dal suo punto di vista di LETTORE (con più o meno cognizione di causa) il romanzo/raccolta di racconti.
                Poi ovviamente, anche dal mio punto di vista è stato un po’ troppo estremista a valutare l’autore, ma l’analisi mi pare chiara e mi pare anche che abbia valutato in base a parametri abbastanza “standard”.

                Ad esempio, tornando a Stephen King (respira…respira…respira e non farti chiudere la vena), rimane in assoluto uno dei migliori scrittori di romanzi/racconti/quellochetipare horror/thriller che siano mai esistiti! E non lo dico io ma tutta una serie di fattori tra cui:
                – valutazione/critiche dei lettori
                – numero di lettori
                – numero di copie vendute (ok…la Bibbia è scritta di merda e ha miliardi di lettori…va bene non è un buon parametro)
                – differenza abissale tra la merda scritta dai “prestanome” e dal vero S.K.
                – Trasposizioni cinematografiche decisamente peggiori dei romanzi scritti (OK OK OK calmi calmi…Shining è meglio il film va bene…ma state calmi!!)
                – Se vuoi vado a vanti ancora con altri 20zilioni di punti ;)

                Poi un altra cosa; qualcuno ha citato Tolkien. Bene…ora non parliamo di Tolkien “romanziere” altrimenti diventano TUTTI dei bravi romanzieri!
                Tolkien non è diventato “famoso” per essere un bravo ROMANZIERE (infatti non lo è!!) MA….MA…MAAAAAAAAAAAAAAAAA per aver CREATO un mondo credibile, vero, quasi come se fosse realmente esistente e non l’ha fatto da romanziere ma da SAGGISTA!! (un po’ come quello che ha scritto la Bibbia :rofl: ).

                Lo sapete cos’è un SAGGISTA? Bene, allora dovreste anche capire la differenza che c’è tra scrivere un romanzo avvincente (a mio avviso La saga dei Drenai oppure Tre Cuori e Tre Leoni ad esempio), scrivere un puro e semplice saggio (il Simarillon ad esempio) oppure scrivere un racconto per binBiminchia spacciandolo per romanzo (qualcuno ha detto la saga di Shannara?? Si ok…io l’ho letta tutta e per un teen ager può andare ma una volta letto qualcosa di vero, capisci che è fuffa).

                Bene, detto questo, posso asserire che, non avendo letto nessun romanzo del Polacco, posso solo fidarmi di quello che ha detto Nicholas perchè penso di essere allineato con il suo “gusto letterario”.
                ERGO grazie per la recensione, mi hai salvato da un inkauto acquisto ;)

              • Avatar di Cyrik Cyrik 18/6/2013 02:24

                Dio mio, l’orrore, 15 euro e 30 pagai quella roba? :o
                E magari un Pirandello stava morendo di fame :(

              • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 18/6/2013 10:00

                L’hardcover costa 18, 15,30 è il prezzo su Ibs ma manca la spedizione.
                Cmq ti sono vicino :D

              • Avatar di Cyrik Cyrik 18/6/2013 23:13

                Ho controllato, presi il libro successivo, non quello della rece e indovina?
                Hardcover :(

      • Avatar di Janus Janus 17/6/2013 12:28

        Paragonare le scene del libro al videogioco e viceversa è un complimento.

        • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 12:31

          Secondo me decisamente no, è un limite.
          Puoi immaginarti Geralt come nel videogioco, ok, nessun problema ma se anche le città le vedi come nel videogioco (dove sono limitate a due 3 quartieri) quando invece puoi portarmi in città spettacolari, puoi portarmi in boschi infiniti, in decine di villaggi e locande e io mi rivedo sempre i 2 villaggi di The Witcher allora è un fail.

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 17/6/2013 12:19

      Ma poi come puoi dire che l’autore ha fallito perché le scene te le immagini come nel gioco?

      Se immagini le scene come nel gioco, vuol dire che la capacità descrittiva dell’autore è limitata 8per non dire nulla), e ti fai pilotare dal videogioco.

      Sarebbe come uno che legge Il signore degli anelli e si immagina Viggo “facciadaculo” Mortensen ogni volta che si parla di Aragorn (o qualunque altro accostamento personaggio/attore).
      Significa “fail” per Tolkien che non riesce a descrivere bene il personaggio, al punto da farlo immaginare al lettore.

      • Avatar di Janus Janus 17/6/2013 12:24

        Secondo me dopo aver giocato a The Witcher è inevitabile immaginarsi le cose come nel gioco. Per rimanere nel tuo esempio, se io ora rileggessi Il Signore Degli Anelli mi immaginerei inevitabilmente i personaggi come gli attori, non lo vedo come un limite del libro.

        • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 12:29

          Il fatto è che io ho vissuto molto di più il mondo nei The Witcher che nel libro.
          Il mondo è lo stesso ma nei videogiochi percepisci lo scontro tra razze, percepisci l’ambiguità, il potere sottile dei mercanti, senza che uno ti tenga la lezioncina, nei libri no, nei libri hai la lezioncina.

          • Avatar di Janus Janus 17/6/2013 12:33

            Beh il mondo di gioco lo vivi diversamente, puoi camminare, parlare con la gente, guardarti intorno, inevitabilmente ti ci trovi più immerso. Poi è proprio così il personaggio, Geralt la fa sempre tanto lunga sul suo codice, sulla neutralità e via dicendo…anche se poi trasgredisce, ma questo è un altro discorso ;)

            • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 12:43

              Ma infatti sono media diversi e va bene, tipo nel libro Geralt non può scegliere, scelgie l’auutore per lui, nel gioco scelgo io.
              Ma nel gioco io non soffro se infrango il codice, non sono triste, nel libro invece dovrei provare il dilemma morale di Geralt tanto per dirne una.

          • Avatar di Arcangelo87 Arcangelo87 17/6/2013 12:36

            Nei libri o NEL libro, visto che ne hai letto solo uno?

            • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 12:42

              Nel libro, come detto altri non li toccherò nemmeno con un bastone.

  9. Avatar di hattorifranzo hattorifranzo 17/6/2013 13:53

    premessa -> io sono un lettore di bocca buona: se l’autore mostra, lo seguo; se si limita a descrivere, immagino. (e no, la strazzu e/o la troisi mi fanno schifo)

    detto questo ho letto tutti i romanzi del puffo in questione e mi sono piaciuti, mi hanno lasciato qualcosa. se penso ai suoi libri nella mia biblioteca quello che torna è una sensazione di soddisfazione, di alcune ore della mia vita spese bene. alla fine è solo questo che conta di un libro, quel pensarci dopo anni ed esserne ancora soddisfatti o terrorizzati all’idea di anche solo togliere la polvere dalla copertina.

    Se poi per te sia la trama che la tecnica di scrittura si meritano un bel “merda/10″ a me personalmente va benissimo, anzi ti ringrazio per il tempo che c’hai speso sopra. Solo una piccola critica che mi sento di farti è che le recensioni merdamerdacapramerdacapramerdastrazzumerda vengono meglio a gamberetta ^,..,^

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 14:14

      Come detto, un libro può piacere senza essere un bel libro, ma dire “mi piace” “non mi piace” non è utile per qualcuno che legge una recensione, bisogna usare dei parametri oggettivi per giudicarlo.
      Tipo a me piace(va) wilbur smith: è scritto male? si decisamente, però mi piaceva.
      Ciò non toglie che è scritto male e che non lo consiglierei.

      Detto questo ce ne fossero di recensori come Gamberetta…

      • Avatar di hattorifranzo hattorifranzo 17/6/2013 14:20

        qui infatti c’è una differenza sostanziale: basandomi di più su quello che un libro dovrebbe lasciare e meno su come è scritto io probabilmente lo consiglieri ugualmente, del tipo ” è scritto uno schifo ma vale la pena”

        • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 14:25

          Invece no, perchè questo è soggettivo, io posso dire “mi piace una storia d’amore con tanto sesso –> il libro è bello”, ma è bello per me, a te non importa.
          Mentre se io dico: il POV cambia e questo rende difficile seguire la descrizione ed è anti-immersivo, gli infodump ammazzano la tensione e sono di una bruttura indecente, questi sono oggettivi, la trama può essere spettacolare o meno (io non giudico mai la trama, ma lo stile o gli errori di forma tipo deus ex o plothole quelli si, perchè sono oggettivi), ma quello sta a ciascuno di noi apprezzarla.
          Lo stile invece è un parametro misurabile.

          • Avatar di hattorifranzo hattorifranzo 17/6/2013 14:44

            infatti un suggerimento è assolutamente soggettivo. se il libro mi è piaciuto nonostante dei problemi più o meno importanti e sento di consigliartelo spero che anche tu possa apprezzarlo, andando oltre gli smadonni di stile-metrica ecc ecc. Se poi ti fa schifo ci accendi il camino e amici come prima!

            discorso diverso se appunto hai in mente di recensirlo e quindi devi attenerti a parametri il più possibile oggettivi, qui hai pienamente ragione se dici che: ” il tizio descrive e non mostra -> bocciato” . nulla da eccepire, però questo è anche il limite delle recensioni secondo me: se avessi letto la tua non lo avrei mai comprato in questione e mi sarei perso quello che secondo me è un gran libro; certo sarebbe molto più pericoloso “consigliarlo a sentimento” alla massa e venire lapidato in pubblica piazza per evidenti ed oggettivi problemi.

            • Avatar di hattorifranzo hattorifranzo 17/6/2013 14:47

              quello che volevo sottolineare ma che mi sono dimenticato prima è che dipende solo dalla vastità dell’audience: tra amici puoi “consigliare” e magari prenderti le madonne, qui sulla lega o su internet in generale puoi/devi solo recensire, come hai giustamente fatto.

              • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 15:00

                +1 come dici tu tra amici é un’altra cosa, del tipo che posso dirti: guarda a me é piaciuto per questo, e ci sta.

  10. Avatar di itomi itomi 17/6/2013 14:05

    I smell :popcorn:

  11. avatar barbiomalefico 17/6/2013 14:09

    Io ho scritto sul mio blog una recensione diversa dalla tua e ne ho una opinione diversa del romanzo.
    La mia recensione se vuoi la trovi http://gdroggi.blogspot.it/2011/12/recensione-de-il-guardiano-degli.html .
    Probabilmente i pareri divergono in base alle proprie sensibilità. Personalmente trovo inutili e stupide le lunghe descrizione di finte e colpi di taluni romanzi. In generale non apprezzo quei romanzi che non hanno chiavi di lettura a parte la trama (vedi Harry Potter, Dragonlance). Con questo non voglio dire che il romanzo da te descritto sia il meglio in circolazione (proabilmente visto cosa viene prodotto ultimamente è tra i migliori), anche a me ha lasciato inizialmente basita la lontananza tra la trama lineare del videogioco e la struttura a racconti in ordine cronlogico sparso del romanzo.
    La critica che però mi sento di farti realmente è un’incongruenza che trovo nel testo. Ad esempio tu dici che gli sceneggiatori del videogioco hanno creato dal nulla le scene, eppure quando le hai lette le hai immaginate come nel videogioco. Questo per me indica che gli autori del videogioco hanno trovato nel testo informazioni sufficienti a ricreare la scena voluta dallo scrittore.

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 14:23

      Tu puoi trovarle inutili, a te può piacere il libro, no problem, come detto anche io ho dei guilty pleasure, ma questo libro è scritto oggettivamente male.
      Non importa cosa piace a me o cosa piace a te, importa che ci sono delle regole per scrivere un buon libro e questo libro non le rispetta.
      Se Sapkowski si fosse impegnato di più invece che fare il pigro, se avesse studiato di più se avesse fatto editing decente sarebbe stato un buon libro, un ottimo libro, le idee ci sono.
      Non l’ha fatto, quindi il libro è brutto.

      Gli scceneggiatori hanno preso il mondo raccontato da Sapkowski e ce lo hanno mostrato.
      Ci hanno mostrato lo scontro tra razze, l’ambiguità, il tradimento, i regnati lontani e la paura.
      Sapkowski no, quindi è un fail.

      • Avatar di Arcangelo87 Arcangelo87 17/6/2013 15:52

        Sapkowski mostra tutto quello che dici tu, semplicemente non lo fa nel Guardiano di Innocenti, che è una raccolta di racconti brevi e in ordine sparso. E’ una saga, non ci si può aspettare che in un solo libro (di raccontini) si intreccino e si parli delle mille tematiche su cui si basano due videogiochi da 30-40 ore l’uno.

        • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 17/6/2013 16:05

          Io pretendo un libro ben scritto. Questo non lo è. Nessuno ha puntato una pistola alla testa di Sapkowsky e gli ha detto di scrivere un libro di racconti, lui lha fatto me lo fanno pagare e io pretendo un buon prodotto. Questo non lo è.

    • Avatar di Bombadillo Bombadillo 18/6/2013 15:12

      Ho letto la tua recensione #barbiomalefico, e mi trovi d’accordo su tutto.

  12. Avatar di tatranky tatranky 17/6/2013 15:50

    Ho preso questo weekend i 2 giochi su steam, e stavo giusto meditando se procurarmi anche i libri o no.

    Ti ringrazio :cookie:

  13. Avatar di Cia91 Cia91 17/6/2013 16:21

    Ho letto questo libro ai tempi in cui gestivo bibliotecafantasy e mi è piaciuto, tantè che ho letto anche gli altri…
    Io non ho mai giocato al videogame, e la mancanza di dettagli nei combattimenti ecc non mi ha dato fastidio, anzi mi ha spinto a immaginare.

  14. Avatar di il Biù | A65 il Biù | A65 17/6/2013 17:05

    La nostra mente monta un hardware grafico che non sarà mai eguagliato e se l’autore non riesce a sfruttarlo significa che il suo software (libro) fa schifo e la colpa è sua

    Sante parole.

  15. Avatar di NomeRichiesto NomeRichiesto 17/6/2013 17:59

    A parte un’iperaggettivazione che permea tutto il romanzo rendendolo pesante e totalmente anti-immersivo, Sapkowski descrive pure male.

    Questo paragrafo mi ha incuriosito. Di solito l’uso degli aggettivi dipende molto dalla lingua in cui si scrive.
    Sono andato a controllare, e il polacco (come l’inglese) prevede che gli aggettivi precedano il verbo.

    Questo spiega molto bene la presenza di un numero elevato di aggettivi. Questo tipo di costruzione di frase, permette di creare suspance, colpi di scena, e risvolti comici, in un solo paragrafo, semplicemente usando bene gli aggettivi che precedono il soggetto della frase.
    C’è una classica frase inglese (tratta da un vecchio file di stralci di lettere che pare siano arrivate alle assicurazioni), che illustra la tecnica:
    “I saw a slow moving, sad faced old gentleman as he bounced off the roof of my car.”

    Detto questo, mi hai comunque decisamente convinto e non comprerò mai nulla di questo autore :D

  16. Avatar di PeopleFlyFree PeopleFlyFree 17/6/2013 18:35

    Quindi per alzata di mano… a chi é piaciuto e a che chi non é piaciuto?

  17. Avatar di Krakart Krakart 17/6/2013 18:45

    Alcuni appunti:
    1) Geralt non è uno spadaccino, Geralt (anche se con origini semi-magiche semi-genetiche) è Goku, cioè non solo è uno witcher (praticamente un sayan) ma è pure il witcher più figo in circolazione (quindi è Goku). Ergo, 7 nemici “normali” se li fuma.
    2) L’effetto “me lo immagino come nel videogioco” secondo me è inevitabile per chi ha giocato lo stesso, per quanto possa essere bravo l’autore.
    2) Registro dei linguaggi dei vari personaggi abbastanza piatto, sono d’accordo, ma non conoscendo il testo in lingua originale (rettifico: sopratutto non parlando la lingua originale) non saprò mai se è colpa dell’autore o dei traduttori
    3) Secondo me ogni singolo episodio è carino e godibile (non un capolavoro assoluto, intendiamoci, carino e godibile – e no, non mi piace la Troisi ;) ). Se avessi letto i singoli episodi nell’arco della mia vita, magari su riviste o raccolte, e i singoli episodi avessero avuto un protagonista differente (non sempre Geralt) avrei apprezzato di più, ammetto che messi così di fila fanno un pò effetto fletcher, però…

    A chi è indeciso se leggere i libri seguenti di quella serie, posso solo dire che un pò migliorano, nel senso che diminuisce l’effetto fletcher: la vita di Geralt inizia a girare intorno a personaggi conosciuti nel primo “libro”, e detto fra noi lui se le va a cercare sempre di più per via di una singola situazione basata su questi personaggi, e la storia si trasforma in un libro quasi normale invece che in una serie di episodi sconnessi e casuali.

    Secondo me è una lettura decente, sopratutto man mano che prosegue la serie. Certo, al prezzo attuale da copertina rigida e ladra italiana, lo consiglierei solo agli appassionati del videogioco, per la curiosità di avere qualche chicca di background in più.
    Se esce in edizione economica, allora potrei dire che è una lettura possibile anche per altri, anche se ribadisco che NON è un capolavoro. Si ha l’impressione che l’autore ha ottime idee per la storia, ma non è un cantastorie eccellente, sarebbe più bravo come scrittore di background per GdR fantasy…per fortuna hanno fatto i videogiochi :rofl: ;)

  18. avatar nedstark 18/6/2013 09:49

    Scusate, ma solo a me quello della copertina sembra Sephiroth ?

  19. avatar Kiactus 18/6/2013 12:13

    Letti tutti i libri. Il sangue degli Innocenti è davvero un bel libro. E diversi racconti de La spada del destino meritano. L’ultimo è diventato un po’ pesantuccio alla Game of Thrones con intrighi di potere e altro. Che posso dire, io li consiglio. Non saranno capolavori, ma neanche lammerda sciolta.

  20. Avatar di Bombadillo Bombadillo 18/6/2013 12:43

    ho letto tutti i libri dell’autore su Geralt e devo dire di essere totalmente in disaccordo con te. Mi han preso subito e li ho divorati (tre libri) in pochi giorni. Ho comprato da poco il quarto e non vedo l’ora di mettergli gli occhi addosso. Mi spiace che tu l’abbia visto così pessimo, ma d’altro canto se invece io lo vedo così bene…non credo che la tua analisi sia così oggettiva.

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 18/6/2013 12:46

      Lol hai ragione, io ho fatto una disamina oggettiva di eventi misurabili, tu ha fatto un commentino dicendo “a me mi piace”.
      Buon per te che ti piaccia, ma resta un libro di cacca.

      • avatar Muztika 19/6/2013 18:11

        “Geralt piroetta, cala fendenti sulle spade avversarie, para di lama, insomma si muove come se fosse in cartone animato, ignorando ogni regola della scherma e delle mischie medievali (e anche del buon senso).”

        Io non so’ se conosci la scherma medievale, ma ti assicuro che funziona così… Forse nemmeno tu sei così intelligente…

        • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 19/6/2013 19:07

          Io non so’ se conosci la scherma medievale, ma ti assicuro che funziona così…

          Si, nei film, nei fumetti e nei cartoni animati…
          Le piroette, i calci volanti, le capriole, sono tutte cose belle e coreografiche, ma hanno tre elementi comuni: ti espongono, ti sbilanciano e ti disorientano.
          Sicuramente qualcuno le ha provate, ma non è vissuto per raccontarlo.
          Esiste un abisso tra la scherma formale (duello) e il combattimento reale (mischia).

          La “Scherma medievale codificata” che conosciamo oggi, poi, viene per lo più dalla seconda metà del tardo medioevo, dal 1300 in poi (il manoscritto I-33 è il più antico conosciuto e disponibile).
          Persino nella scherma giapponese, il kenjutsu, che è la scherma più veloce del “mondo antico” (i suoi maestri ancora oggo sono più veloci degli schermidori moderni), le “manovre acrobatiche” vengono messe da parte.

          Il problema con la maggior parte della letteratura fantasy e di fantascienza è che gli autori non si documentano prima di scrivere.

        • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 19/6/2013 20:02

          XD mi assicuri che funziona così?
          Ah ma allora ci credo, errore mio, infatti sono stupido…
          Quando combatti hai 2 obiettivi: uccidere in fretta e non farti colpire.
          Piroettare stanca oltre che sbilanciare come dice @duylak.
          In uno scontro devi essere veloce e preciso non saltellare come un cretino.
          Poi ovvio se le tue conoscenze arrivano dai cartoni animati e dai film di hollywood hai ragione te.

          Epoi esattamente dove ho scritto che sono intelligente?

        • Avatar di teufer teufer 21/6/2013 10:27

          Se salti sei sbilanciato. Se salti non puoi fare un passo per schivare. Se salti ti trovi un buco nella pancia.
          Se fai le piroette darai la schiena al tuo avversario. Se fai le piroette ti trovi un buco nella schiena.

          Detto questo, uno contro quattro, se quell’uno conosce il fatto suo e ha l’arma giusta (che Geralt non ha) si può fare, se poi i quattro (o sette) sono la sottopagata guardia cittadina (o simili), hanno vita decisamente breve. Così come con l’arma giusta (spadone) puoi fare molto male agli alabardieri. Ma visto come si è documentato Sapkowski, tenderei ad escludere che quelle scene siano state pensate così…

          • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 21/6/2013 10:33

            +1
            Ovviamente se uno è addestrato e gli altri no uno contro 4 si può fare (anche 1 contro 7 forse).
            Ma nel libro i 7 sono descritti come esperti combattenti.
            Ora a me sta anche bene che magari Geralt ce la fa, ma è una cosa talmente incredibile che mi aspetto che venga mostrata, ossia che Sapkowski mi descriva come è potuto accadere.
            Invece lui se la cava con salti di POV e raccontando che Geralt è così veloce che gli altri semplicemente muoiono…

            Tra l’altro la spada di Geralt dovrebbe essere una bastarda, ma è cmq un’arma lunga eppure non usa mai posizioni di guardia o non usa mai il ricasso, si limita a saltellare come un fesso.
            Non pretendo che mi vai sul tecnico, anzi, sarebbe stupido in un romanzo, ma che mi vai almeno sul credibile si -.-“

  21. Avatar di Bombadillo Bombadillo 18/6/2013 12:45

    e poi…scusa tanto la presunzione, in teoria prima dovevi leggere i libri e poi giocare al videogioco…

  22. Avatar di Bombadillo Bombadillo 18/6/2013 15:01

    disamina oggettiva? “fa cagare” non mi sembra proprio oggettivo. Poi comunque leggendo i commenti di tutti non vedo cosi tanto accordo nei tuoi confronti. Hai fatto una relazione personale, chiamala così, non un’analisi oggettiva.

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 18/6/2013 15:03

      No: il pov non è disso? si
      Ci sono infodump? si
      C’è iperaggettivazione? si
      C’è tell e non show? si
      Ci sono plothole, personaggi piatti, dialoghi abbozzati e non credibili? si
      Fa cagare? si

      Poi se a te piace non è un problema, ma questo non lo rende un buon libro.
      A me piace wilbur smith ma qesto non lo rende eun buono scrittore, vedi tu.

  23. Avatar di Bombadillo Bombadillo 18/6/2013 15:08

    ti ripeto, li ho letti con piacere e i libri “sono scorsi” molto fluenti, ergo a mio modesto parere sono degli ottimi libri. Poi ovvio, io un libro lo leggo e lo vivo, non mi metto a sottolineare gli aggettivi e a vedere se ce ne sono 3 e ne bastavano due. Io leggo, e se il libro mi da qualcosa o mi suscita interesse nella possibilità di rileggerlo per me è un buon libro.Sarò un eretico nel dirlo, ma il Silmarillion e il signore degli anelli non mi sognerei mai di rileggerli, mi sono piaciuti, ovvio, ma il modo di scrivere di Tolkien ha reso il tutto “troppo”.

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 18/6/2013 15:10

      Senti, chiariamoci, non è che se ti paice un libro brutto è un problema.
      Buon per te.
      Ma i libri si giudicano su dei parametri, parametri oggettivi, e quelli si Sapkowsky sono scritti male per tutti i problemi che ho sottolineato.
      Sono dati oggettivi.
      Poi se ti è piaciuto buon per te.
      Ma resta un brutto libro, e io non consiglio libri oggettivamente brutti.

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 18/6/2013 15:11

      Ho comprato un nokia lumia, l’esperienza di usarlo è bellissima.
      Hardaware? Software? Ma chi se ne frega! è Bellissimo, compralo anche tu!

      Sono queste le recensioni che ti piacciono?

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 18/6/2013 16:20

      i libri “sono scorsi” molto fluenti, ergo a mio modesto parere sono degli ottimi libri.

      La scorrevolezza di un libro non è indice di qualità.
      Se leggi il libro scritto a “quattro mani” da Britney Spear e sua madre, è scorrevolissimo. Vuol dire che si tratta di un capolavoro di letteratura?
      Se leggi le poesie di Michela Miti (una delle tante insegnanti/supplenti dei film di Pierino), sono scorrevolissime. Vuol dire che Michela Miti è una poetessa?

      @nicholas ti ha dato dei parametri oggettivi di valutazione, nella sua recensione. Ora ti pongo una serie di domande, ti pregherei di rispondere sinceramente.

      Geralt sta per essere ucciso dagli elfi? No problem ecco una maga dei boschi. Geralt sta per essere arrestato dalle guardie? Ecco un capitano nano che si mette contro gli ordini del conte per dar ragione a Geralt.

      Ha ragione Nicholas quando dice che questi plot sono messi lì per “parare il culo al protagonista”, e non sono approfonditi? Se ha torto, puoi descriverci in che modo vengano approfonditi?

      Allora, io sono un’assassina spietata, so che vuoi bloccarmi e che sei un combattente incredibile, bevo vino e faccio sesso con te e non mi viene in mente di ucciderti o metterti fuori gioco?

      Ha ragione Nicholas su questo passaggio, oppure ha mancato qualcosa nel testo, tipo che lei prova ad ucciderlo nel sonno ma non ci riesce?

      La maga inganna Geralt ipnotizzandolo e facendogli compiere una serie di azioni illegali (e anche stupide) e facendolo condannare a morte.
      Com’è-come non è, 20 pagine dopo Geralt è lì a salvarle la vita da un genio malvagio, la ragazza si innamora subito di lui e lui di lei.

      Vero o falso?

      Se la risposta a queste domande è che sì, Nicholas ha descritto i passaggi correttamente, allora il libro è scritto male.
      Questi sono parametri oggettivi, e non punti di vista di Nicholas.

      Che poi ti piaccia o meno, è un discorso a parte.
      A me piacciono i romanzi di World of Warcraft, perché sono un fan del gioco, ma sono scritti male, punto.

  24. Avatar di Bombadillo Bombadillo 18/6/2013 15:21

    vabbe nico, sei un figo hai ragione te. NON COMPRATELO!!!, ora metto su ebay i 4 libri a un euro l’uno.

  25. Avatar di PeopleFlyFree PeopleFlyFree 19/6/2013 09:30

    LoL la sola cosa che hai fatto con questo articolo é creare un hype smisurato su sto libro. Cosi mi costringi a leggerlo, sono troppo curioso :D

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 19/6/2013 12:01

      Bhe ho evidenziato due buoni motivi per leggerlo: anche io potevo mollarlo a metà ma ogni tanto un fantatrash fa piacere e ho tenuto duro. :D Altrimenti mi sarei perso “la storia d’amore perché si” cavallo di battaglia del fantasy scritto male che sta nelle ultime pagine

    • Avatar di Cyrik Cyrik 19/6/2013 12:56

      Vendo versione hardcover da 18 euro “La spada del destino” a 10 più spedizione scelta dal compratore.
      Non perdetevi il fantqastico seguito del “Guardiano degli innocenti”, il vero primo libro della saga/sega dello strigo.
      Usato una volta sola, giuro :rofl:

      Seriamente, se qualcuno lo vuole mi contatti che per diversi mesi il camino non lo accenderò

      • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 19/6/2013 13:01

        Mi balla un tavolino, ma forse se vado a comprarne uno nuovo all’IKEA mi costa meno del libro…

        • Avatar di Cyrik Cyrik 19/6/2013 14:15

          Ci aggiungo un fazzoletto di carta per quando capirai com’è il libro :)

  26. Avatar di koss koss 19/6/2013 15:19

    Hai letto il libro in preda a crampi intestinali tipo? :D
    Io come te dopo aver giocato ho letto. Secondo me devi guardare il libro che hai recensito per quello che è, ossia una raccoltina di racconti brevi privi di un filo conduttore. Non puoi criticare la trama in quel modo, sono racconti brevi su uno strigo, che ti aspetti? È esattamente la Jessica Fletcher di Temeria, ma ci sono alternative in questa forma?
    Il personaggio Geralt è nato da questi tentativi. Alcuni sono penosi, alcuni sono ottimi, nel complesso questa specifica raccolta può essere un contorno/approfondimento alla trama del gioco. Nota bene però, il paragone coi giochi non regge in quanto la trama è tratta dalla saga e non certo da questo libro. E ti assicuro che nonostante qualche vizio tecnico da te segnalato che si ritrova anche nella saga, la musica in quest’ultima cambia parecchio.
    È come se tu dopo aver visto la trilogia di LOTR avessi letto “Le avventure di Tom Bombadil” aspettandoti una lettura paragonabile all’esperienza avuta tramite cinema. Solo così mi spiego la ferocia della critica.

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 19/6/2013 20:05

      Si ma io quel libro ho letto.
      Come detto magari quelli dopo sono da Pulitzer ma questa è cacca spacciata a 18 euro.
      Posso benissimo criticare la trama perchè se prendo un’altra raccolta di racconti eg. Cavie di Palahniuk è fatta 100 volte meglio, quindi si possono scrivere delle belle raccolte di racconti, basta essere capaci.
      Poi come detto può anche piacere, ma è un libro scritto male.

  27. Avatar di horokeu horokeu 20/6/2013 13:21

    Come tutti ho letto il libro dopo aver giocato al giocone..

    Ma i libri si giudicano su dei parametri, parametri oggettivi, e quelli si Sapkowsky sono scritti male per tutti i problemi che ho sottolineato.
    Sono dati oggettivi.

    Sono dati oggettivi per un libro comune e non per una raccolta di racconti.
    Qui si parla di racconti scritti anche in periodi diversi (1990 e 1993 infatti alcuni sono ristampe).
    Tutto questo per dire che non trovo i tuoi parametri così oggettivi ^^
    I miei 2 spiccioli

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 20/6/2013 14:02

      Puoi non trovarli oggettivi ma di fatto lo sono. Iperaggettivare, infodumpare, usare lo stesso timbro nei dialoghi, sbagliare il pov etc. Sono regole che valgono per il romanzo, per il racconto e ingenrale per ogni opera di narrativa di intrattenimento.
      E sono ergole oggettive come é oggettivo che sapkowski le ignora o non le usa il che fa di questo libro un brutto libro.

    • Avatar di RemtonJDulyak RemtonJDulyak 20/6/2013 14:09

      Sono dati oggettivi per un libro comune e non per una raccolta di racconti.

      I parametri di giudizio sono gli stessi per qualunque libro.
      Non è che una raccolta si debba valutare su diversi parametri perché è una raccolta.
      Io valuto Burning Chrome con gli stessi parametri di Neuromancer o di Mona Lisa Overdrive.

    • Avatar di horokeu horokeu 20/6/2013 14:54

      Boh forse non mi so spiegare io ma per me non puoi giudicarli allo stesso modo.
      Esempio terra terra: ho una Ferrari e una Punto. La Punto fa cagare perchè va più piano della Ferrari.
      Poi ovviamente ci sono punti che sono comuni e su cui hai probabilmente ragione (sbagliare pov non so neanche che vuol dire xD).
      Però ad esempio quando tu parli di “infodump” anche no :) .

      Vuoi dirmi che gli Strighi hanno un codice? Metti Geralt di fronte a un dilemma morale che lo porti di fronte a una scelta.

      Scelte morali che seguono o meno il codice sono state fatte dallo “Strigo” ( :( ) nel capitolo successivo “Una Questione di Prezzo”:
      Anche se la regina del regno mi dice di ammazzare una persona non lo farò a costo della mia stessa vita anzi visto che sono il guardiano degli innocenti cerco anche di salvare tutti.
      Nel capitolo precendete “Il Male Minore”: Gli strighi non uccidono persone a “contratto” ma questa volta sono costretto a farlo per salvare degli innocenti e purtroppo questo fa sopravvivere anche un mago che mi sta sulle palle. Inoltre dopo averli salvati mi trattano anche di merda e io visto che il mio codice dice che devo fare il buono mi me ne vado senza rimettermi a litigare.

      • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 20/6/2013 15:14

        No.
        Io non sto paragonando due cose diverse sto paragonando due cose uguali ossia “narrativa”.
        Se io non ho spazio/voglia/tempo di mettere un dilemma morale non è un problema, lo taglio.
        Che senso ha raccontarlo malamente con uno stratagemma becero?
        A parte il rompere la trama e annoiare il lettore e ammazzare l’immersività?

        Tutto ciò che non puoi mostrare (per qualsiasi motivo) è nel 99% dei casi inutile, quindi tanto vale tagliarlo e non fare un pippone raccontato.

        Io nel libro non avevo i titoletti cmq mi pare di capire a che episodi ti riferisci e sono episodi pessimi.
        Partiamo dal mago, lasciamo pure stare che questo è anni che scappa da una tizia e botta di culo quando c’è Geralt in città c’è pure lui e la tizia.
        Allora Geralt vuole salvare entrambe ma non vuole uccidere nessuno.

        Geralt ci racconta il dilemma morale (mi sembra 2 pagine di pippone sul male minore) ma non lo sperimenta lui stesso: Sapkowski non ci mostra il conflitto, ce lo racconta come se fosse un trattato di filosofia e poi cosa fa?
        Monta la trama in maniera ridicola così che Geralt possa fare bella figura: la ragazza non uccide Geralt nel sonno, le guardie sono incapaci di fare il loro lavoro, i mercenari agiscono come degli idioti insomma tutto è funzionale a Geralt così che lui possa salvare capra e cavoli senza avere un vero conflitto morale: ossia uccidere la ragazza e salvare il mago, ma solo perchè è costretto eh, sia mai che debba affrontare un conflitto morale o delle conseguenze credibili.

        Un conflitto morale mostrato è ad esempio Catelyn che deve decidere se liberare Jamie e inimicarsi l’intero esercito e potenzialmente far fallire una guerra per cercare di salvare le figlie o lasciare ogni speranza di rivederle.
        Questo è un conflitto, non un pippone filosofico sulle sballate idee dell’autore su cosa sia il male: non me ne frega un tubero, leggo Platone se voglio filosofia non un polacco.

        Episodio della regina: anche qui tutti si comportano per far sembrare Geralt il più figo: botta di culo il tizio mostruoso è l’amante della principessa.
        Geralt non lo uccide e dove sta il conflitto?
        Da nessuna parte of course perchè questo non ha alcun effetto negativo, anzi finisce in una becera farsa di tarallucci e vino.
        Vuoi mostrarmi un conflitto?
        Bene allora perchè la regina non ha costretto la figlia a sposare il tizio delle isole?
        O perchè gli isolani non hanno dichiarato guerra o rotto le alleanze con la regina?
        Perchè è fantasy!
        Perchè Sapkowski è troppo pigro per gestire situazioni di conflitto morale quindi ci fa un bel discorso su quanto brutto e cattivo sia il mondo poi usa deus ex e personaggi unicamente funzionali allo scopo per far apparire Geralt un figo.
        Ma non c’è conflitto.

  28. Avatar di daoiz daoiz 21/6/2013 22:06

    Non ho letto il libro e non sono uno scrittore, non c’entro una beneamata fava.
    Però, santoermenegildoarchibugieremartire!!!11! Una cosa è leggere un libro e dare una opinione (sacrosanta), una cosa è fare un articolo (qualcuno ha detto trollarticolo?) sparando a zero su un libro e divagando su autore videogames e affini stile superquark sapientino.
    Ovvio che poi ci vanno di mezzo Tolkien (<3) o King (*.*), metti tanta fuffa al fuoco per scrivere un articolo tamarro-nerd i cui contenuti si possono riassumere in
    " hey gente sto libro non me piace e se non siete d&#039;accordo vi alabardo tutti, io sarò the king of the hill".
    Scusa se mi sono abbassato a scrivere al tuo livello, ma per quanto inizialmente l&#039;articolo mi abbia fatto sorridere, come credo molti altri della lega, ogni tanto IMHO strafare fa male e qualcuno deve dirlo. Aspettando altri articoli,
    ringraziando la fantasia e dubbioso sui libri scritti per essere commerciali
    porgo a tutti buon flame

    • Avatar di Cyrik Cyrik 22/6/2013 02:07

      Non ci siamo, allora, proviamoci.
      L’unica cosa che puoi imputare all’autore è di aver aggiunto commenti personali ai dati oggettivi che ti ha portato.
      Niente di più o di meno.
      Dire “quest’auto cappotta se prendi le curve a più di 50 Km/h” o “quest’auto cappotta se prendi le curve a più di 50 Km/h, è una merda che odio” non cambia il fatto che cappotta in curva.
      Le opinioni sono come dici sacrosante ma il gusto personale è la cosa più soggettiva che possa esserci, lui ha parlato del motore sotto il libro e ci ha aggiunto considerazioni personali molto dure.
      Quindi in realtà ha scritto “hei gente, questo libro è scritto di merda per questi motivi e non mi è nemmeno piaciuto”.
      Un libro può piacere pure con miriadi di errori nella sua creazione, anzi, credo che un grande scrittore si possa riconoscere anche dal come riesca a rompere alcune delle regole del buon scrivere continuando a sfornare buoni libri ma puntare il dito contro un eccesso di tali errori non un giudizio soggettivo ma oggettivo.
      Il problema che ho riscontrato in numerosi campi è che chi conosce quali sono gli errori li trova accecanti come il sole di agosto.
      Chi non li conosce trova al massimo una sensazione di noia o di debolezza nel racconto nel caso dei libri, senza sapere il motivo di tale sensazione, anzi, magari appassionato dalla storia non li nota per nulla.
      Chi li consce invece si ritrova a perdere totalmente il gusto del racconto.
      Personalmente trovo troppo duri i commenti sul fatto che dove passa Geral accade in quel giorno qualcosa di importante,.
      Dopotutto è il personaggio di un libro in cui vorrei che accadesse qualcosa e io stesso sono finito in situazioni che in un libro non sarebbero credute possibili ma capisco cosa intende l’autore dell’articolo, troppe volte, ripetute.
      Una limata a questo, una gestione dei POV (racconto scritto dal Point Of View di un personaggio) pulita, una aggiunta di problemi seri e una descrizione dei combattimenti totalmente rivista e avreisti letto una recenzione totalmente diversa.
      Ad esempio, a me i combattimenti della Ruota del Tempo fanno ribrezzo, “passò dalla posizione della colomba in carrozza a quella del pavone stitico ma lui come un fulmine rispose con scoreggia tra le foglie e opossum impagliato”, dai, e dire che avevo letto “ma come sono i combattimenti sulla Ruota del Tempo ragazzi!!!, li vivi proprio” come no, uguala ad esserci guarda.

      • Avatar di daoiz daoiz 22/6/2013 09:43

        Mi sento di darti ragione @Cyrik, leggendo gli articoli mi sono fatto traviare sull’articolo in sé. Le critiche hanno sempre una base tecnico-soggettiva ammirabile. Poi, per tornare ai combattimenti e POV che citi, ogni lettore ha una diversa maniera di porsi all’interno del libro e per questo sicuramente i commenti diventano molto contrastanti.
        Io nel mio piccolo preferisco essere portato dentro al libro senza scampo, e dare libero sfogo alla mia fantasia per immaginare tutte quelle cose sapientemente non dette, e poco mi interessa della posizione del cigno, o dell’equilibrio nei combattimenti medievali: l’importante è che lo scrittore mi dia uno “spiraglio” nel quale la mia fantasia possa trovare un perché e una strada per la frase successiva. Ad esempio, con osservatore esterno o forse no:
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        • Avatar di Cyrik Cyrik 22/6/2013 12:43

          Grazie, pensavo partisse un flame, è piacevole discurere :)
          Per i gusti personali su cosa si preferisce non discuto, sul POV dello spoiler dico questo, l’autore deve dosare e scegliere cosa e come mostrare.
          Il fantasy scritto bene ha uno stile che si può definire neutro perchè meno è pesante o bello di natura meno ci sarà di ostacolo nella pura immersione nel racconto.
          Quindi, se l’autore voleva raccontare una storia di un uomo che racconta di un eroe è un risultato buono.
          Se voleva immergermi in un combattimento poteva scegliere un modo migliore, vedo la scena ma non mi ci sento trascinato dentro fisicamente, ho dei dati particolari in più ma non mi sento come se il personaggio fosse in un pericolo immediato, ho la sensazione di non essere in un tempo presente ma in un racconto

        • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 25/6/2013 10:23

          Nicholas è un figo e l’alabarda spaziale da sempre quel tocco in più che piace alle signorine :D
          Detto questo:

          Nicholas era alle strette, e il combattimento sulla vetta della montagna si faceva più arduo ad ogni momento. Non aveva modo di trovarsi con le spalle coperte e i suoi alleati erano sparsi, avendo dovuto rompere le righe sotto i continui attacchi della fazione contraria.

          Questo è un pezzo di raccontato, ossia tu autore stai dicendo al lettore “il combattimento era arduo… fai tu che io non ho cazzi di immaginare”.
          (Che è poi quello che fa Sapkowski).
          Ora io non sono un scrittore e immagino neanche tu, così possiamo fare i fessi ad armi pari :)

          Ad esempio: i suoi alleati erano sparsi. (raccontato)
          Nicholas guardò a destra, Daoiz era coperto da tre sergenti in armatura, teneva la guardia bassa con il suo spadone indietreggiando tenendosi fuori tiro delle picche nemiche.
          Cyric stava urlando qualcosa da sopra la motta a sinistra, con una mano reggeva lo stendardo di Lega Nerd con il guanto di ferro colpì al viso un noob che stava scappando.
          Sono solo.

          Questo è mostrato (di merda perchè io non sono uno scrittore) ma il concetto è che devo cercare di portarti dentro al libro, e quando tu lettore ti metti a dover dare forma a degli aggettivi allora stai perdendo il legame con la narrazione.

          Ti porto un esempio di uno scrittore vero invece.
          (tratto da La Strada di McCarthy )

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          Scrivere questo e scrivere “Videro un supermercato abbandonato” da la differenza tra Show e Tell, se leggi McCarthy sei li con il tizio, e anche se non lo dice, traspare disperazione, l’idea di un mondo che muore.
          Se scrivo “c’era un sueprmercato abbandonato e in rovina” tu lettore devi immaginartelo con il rischio che a) sia diverso da quello che intendo io e quindi magari dopo ti trovi spiazzato.
          b) mentre sei li a pensarci sei fuori dalla storia quindio io autore ho scritto un libro di cacca.

  29. avatar barbiomalefico 22/6/2013 09:55

    Ho resistito fino ad ora, ma a questo punto una questione secondo me va sollevata. La situazione del POV che cambia in continuazione è secondo me una scelta voluta dall’autore per quella scena. Personalmente non riesco a credere che un autore scriva X racconti usando il POV in maniera corretta e 1 in cui il POV è completamente cannato senza accorgersene. Siamo seri!
    La scena con il POV che cambia è una scena in cui l’autore vuole raccontare l’incredibile superiorità di Geralt rispetto ad anche i più forti combattenti. Qual’è l’escamotage che usa? Semplicemente invece di mostrarci in un testo che sarebbe diventato lunghissimo, come Geralt affronta il combattimento, ci racconta il suo inizio e poi fa variare il POV raccontando la morte degli avversari di Geralt uno dopo l’altro.
    La sensazione che suscita questa scelta stilistica è la scomparsa di Geralt che come uno spettro compare e uccide il nemico. In pratica, persino il narratore fatica a spiegare cosa sta succedendo. Le emozioni suscitate sono il passaggio da una situazione di sicurezza (gli avversari di Geralt sono sicuri di se, così come il lettore è sicuro di Geralt) ad una di insicurezza (gli avversari cadono così come il lettore fatica a seguire gli eventi).
    Le tecniche narrative sono tecniche che possono essere usate o non usate, l’autore può deliberatamente storpiarle. Non basta saper riconoscere l’uso corretto o errato di una tecnica narrativa per poter giudicare un testo, bisogna riuscire ad escludere il proprio gusto e chiedersi un sacco di volte: perchè?
    L’articolo, a mio modo di vedere, è scritto da qualcuno che è in grado di vedere le tecniche narrative, ma è anche condizionato dal fatto che non si è divertito leggendo il romanzo, per cui prende le tecniche e le usa come arma per sparare a zero su un libro che non gli è piaciuto.
    Chiunque abbia avuto la semplice idea di cercare su wikipedia lo Show don’t tell, avrebbe visto che è la tecnica dell’anti noiosità ma che è anche una tecnica che allunga il testo. Per questo motivo è concesso raccontare quando aggiunge informazioni necessarie ma non così fondamentali da consumare molto testo.
    In questo libro siamo di fronte ad un insieme di racconti. La scelta del racconto spinge ad essere anche sintetici, per cui ci troviamo di fronte a un uso del racconto per le cose che sono di contorno. Ad esempio, l’avere due spade è di contorno, serve a descrivere un po’ meglio il personaggio, non è necessario perdere tempo a scrivere un capitolo solo per mostrare che ha due spade, te lo dico subito: ha due spade, una d’argento per i mostri e una d’acciaio per gli altri. Sintetico e conciso.
    L’autore che scrive un testo usa lo Show don’t tell, non ne è schiavo. Quindi se voglio rendere più avvincente un punto della narrazione, la mostro, se voglio essere sintetico la racconto.

    • Avatar di Cyrik Cyrik 22/6/2013 12:55

      Capisco e concordo ma siamo sinceri, solo i pieni padroni delle tecniche possono creare qualcosa di buono rompendole volontariamente.
      Il cambio dei POV può essergli sfuggita di mano anche se l’idea magari era ottima, il rendere bene 7, dico 7 cambi di POV in due pagine significa avere un controllo fenomenale dello stile.
      O lo sai fare o il lettore si perde.
      La mia domanda è questa, poteva l’autore dare un risultato molto simile a quello voluto usando una tecnica più semplice?
      Per me la risposta è si con i POV di una o due delle vittime dello Strigo.
      Quello che voglio dire è che per me l’articolo evidenzia che quando ha scelto di rompere le regole l’autore non ha creato lo stesso l’alchimia di un equilibrio dato da un racconto avvincente.
      Concordo nel fatto che l’autore sceglie come e cosa mostrare, al cambio delle regole da seguire mi chiedo “cosa voleva mostrare?” e faccio un smorfia solo se è un errore stile “metto le catene di agosto la macchina viaggia meglio, non tocca per terra il pneumatico e così non si consuma”

    • Avatar di Nicholas | Nè Nicholas | Nè 25/6/2013 10:09

      Certo che è voluta, nessuno ha puntato una pistola alla testa di Sapkowski e gli ha detto “Cambia il POV sette volte”.
      Ma è cmq una scelta sbagliata.
      Sapkoski il POV non lo sa usare, quello è l’esempio più eclatante ma di norma il POV saltella tra i personaggi in scena.
      Allora il concetto è: puoi usare più POV?
      Of course!
      Prendi Martin ne usa decine.
      Ma senza andare così lontano basta Dick ne usa almeno 3 a romanzo.
      Il problema è come lo usi.
      Il POV può cambiare ma deve essere chiaro, ossia uno a capitolo è ottimo, se sei davvero bravo anche uno a paragrafo, ma devi essere bravo.
      Se lo butti su è giù come ti capita il lettore è confuso: “ehi aspetta chi è questo? Non c’era Geralt prima?” nel momento in cui il lettore si pone una domanda simile, che è costretto a ripensare alla scena o peggio a rileggerla, tu autore hai fallito miseramente, hai buttato il lettore fuori dalla storia, il lettore non è più con Geralt in un mercato pieno di assassini è su un cazzo di 10 che lo sta portando in ufficio.
      Ci sono modi molto più performanti di far vedere un buono scontro, scambiare i POV è un metodo stupido e antifunzionale, in pratica è un metodo sbagliato.
      E’ un metodo da pigri e da chi non conosce le tecniche narrative.

      Qui sotto c’è un esempio di una scena che dovrebbe dare l’idea di confusione il POV è fisso sulla protagonista Jane.
      E’ una ragazza che si trova in mezzo a una carica della polizia elfica durante una manifestazione di altri umanoidi.
      (è tratto da “Cuore d’Acciaio” di Swanwick)

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      Questo da effetto confuso ma dando un’immersione decisamente maggiore.

      Chiunque abbia avuto la semplice idea di cercare su wikipedia lo Show don’t tell, avrebbe visto che è la tecnica dell’anti noiosità ma che è anche una tecnica che allunga il testo. Per questo motivo è concesso raccontare quando aggiunge informazioni necessarie ma non così fondamentali da consumare molto testo.

      Ovvio infatti il tell si usa spesso per raccontare parti necessarie ai fini della trama ma noiose ad esempio gli spostamenti: non mi interessa che tra il punto A e il punto B sia descritto il cloppete cloppete del cavallo, sopratutto se non succede nulla, e allora il tell si può usare.
      Ma sono casi molto rari e di sicuro il tell non lo si usa per le scene cardine: un combattimento contro 7 avversari che è il culmine del racconto non me lo liquidi raccontando.
      E’ un errore, è pigrizia o incapacità ma in ogni caso è un pezzo scritto di merda.

      Ad esempio, l’avere due spade è di contorno, serve a descrivere un po’ meglio il personaggio, non è necessario perdere tempo a scrivere un capitolo solo per mostrare che ha due spade, te lo dico subito: ha due spade, una d’argento per i mostri e una d’acciaio per gli altri. Sintetico e conciso.

      Questo è un’errore.
      Il personaggio io lo devo vivere, altrimenti mi stai scrivendo il manuale del giocatore: i ranger usano la doppia arma, wow figo, proprio come se fossi li.
      Tra l’altro non è che devi pipponare tutto in colpo solo, una volta fai estrarre a Geralt una spada, una volta l’altra e fine li, puoi sparpagliarlo lungo tutto il romanzo, senza problemi.

      Qui sotto un esempio di descrizione di un personaggio, Pete, tramite piccoli particolari sparpagliati lungo un capitolo.
      (Tratto da Mr Lars, sognatore d’armi di Dick)

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      Dick ci mostra Pete (va detto che infodumpa anche un po’ lui, ad esempio quando parla della famiglia di Pete) ma ci butta dei particolari che ci disegnao il eprsonaggio come se fossimo li: Pete è grosso, poco attento al vestiario, spesso si lamenta, un po’ miope ma molto attaccato al suo lavoro, goffo.
      Trovi migliore la descrizione di Dick o la mia: Pete era grosso, sudava molto, si lamentava spesso ed era miope.
      Perchè così descrive Sapkowski.

      L’articolo, a mio modo di vedere, è scritto da qualcuno che è in grado di vedere le tecniche narrative, ma è anche condizionato dal fatto che non si è divertito leggendo il romanzo, per cui prende le tecniche e le usa come arma per sparare a zero su un libro che non gli è piaciuto.

      Ti ringrazio per la fiducia ma non sono un esperto.
      Prima di avere rudimenti di tecniche narrative leggevo romanzi anche brutti e poi dicevo “questo romanzo è brutto” ma non sapevo spiegarne il perchè.
      Ora che un pelino più di cose le conosco posso dire che il romanzo è brutto e posso anche capire perchè è brutto e posso quindi spiegare agli altri cosa ci troveranno dentro.
      Questo è fare una recensione.

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