Se Steve Jobs è il Mulo, ci sarà una seconda Fondazione? #LegaNerd
di
Zed
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In this exclusive video shot in 1997, Steve speaks to Apple employees at Cupertino about Apple’s values and marketing.

Divertente post nel blog di Adam Nash: avete presente i romanzi del ciclo della Fondazione di Isaac Asimov?

Se la risposta è no, cancellate la vostra login su :ln: , scollegatevi subito e andate a leggerli.

Se la risposta è sì godetevi questa analogia tra Steve Jobs (cioè la Apple) ed il Mulo, nella mia libera traduzione.

Apple, che ci piaccia o no, è diventata la forza dominante nel panorama del mobile computing, riportando al centro dell’attenzione le applicazioni (sia per iPhone che per Android in verità) ed è l’azienda di tecnologia più influente del mercato.

Il dibattito è se il focus debba essere posto sul mobile web o sulle applicazioni: ironicamente Apple stessa ha aperto questo dibattito creando un cellulare con il primo web browser realmente funzionale (Mobile Safari), e quindi costruendoci sopra una semplice ed accessibile piattaforma di applicazioni.

Le applicazioni rappresentano una “minaccia” per il Web, inteso come piattaforma aperta di accesso alla rete ed i suoi servizi, in quanto “funzionano”, cioè creano un forte legame tra gli utenti e chi produce e distribuisce tali applicazioni diventando l’interfaccia di riferimento verso il Web che diventa solo il canale di comunicazione.

Apple ha portato la relazione tra distribuzione delle applicazioni e legame con gli utenti a livelli mai raggiunti in precedenza e questo è dimostrato dai fatti: i numeri contano più della filosofia quando si tratta di prendere decisioni tattiche ed è per questo che vediamo tanto interesse ed investimenti nella creazione di applicazioni native per iOS.

Nei romanzi della Fondazione Asimov ipotizza l’esistenza di una scienza detta Psicostoria attraverso la quale è possibile non solo prevedere il corso della storia futura, ma anche influenzarne lo svolgimento.

Hari Seldon, l’inventore della psicostoria, grazie a questa capisce che l’Impero Galattico cadrà in pezzi lasciando spazio ad un nuovo medioevo lungo 30.000 anni.

Per evitarlo concepisce un piano detto “la Fondazione”, una specie di enciclopedia galattica in cui preservare tutta la conoscenza dell’umanità e ridurre il periodo di regressione a soli 1000 anni.

Purtroppo il piano viene sovvertito da una complicazione non prevista: il Mulo.

Da Wiki:

The Mule is a fictional character from Isaac Asimov‘s Foundation series. One of the greatest conquerors the galaxy has ever seen, he is a mentalic who has the ability to reach into the minds of others and “adjust” their emotions, individually or en masse, using this capability to forcibly enlist them to his cause. Individuals who have their emotions adjusted behave otherwise normally, with their logic, memories and personality intact; even if they are aware of the manipulation, they are unable to desire to resist it. This gives the Mule the capacity to disrupt Seldon’s plan by invalidating Seldon’s assumption that no single individual could have a measurable effect on galactic socio-historical trends on their own, due to the plan relying on the predictability of action of very large numbers of people.

Traduzione:
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Se mettete insieme la teoria del Reality Distortion Field e fate questo semplice scambio:


• “Steve Jobs” for “The Mule”
• “Apple” for “The Union of Worlds”
• “The Open Web” for “Seldon’s Plan”

Direi che il quadro è chiaro. ;-)

Nei libri di Asimov il Mulo viene alla fine sconfitto della seconda Fondazione e muore senza un successore, ma ci sarà una seconda Fondazione per il Web?

Prima di flammare fateve ‘na risata, che di casini veri ce ne sono già abbastanza!

E poi quanto è cool Jobs coi bermuda?

Via il blog di Stefano Quintarelli.

Zed

Vic20, ZX Spectrum 48K, Commodore 64, Commodore 128, IBM PC (processore 8088, 4.77MHz). Poi sono diventato un Bot.
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martedì 15 marzo 2011 - 14:36
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