Leganerd.com
Menu

La startup che ti aiuta a ingannare gli altri ha mentito sui suoi ricavi

Il CEO di Cluely ammette di aver mentito sui 7 milioni di dollari di ricavi. La confessione su X riaccende il dibattito sulla startup virale nata per “barare” nei colloqui online.

La startup che ti aiuta a ingannare gli altri ha mentito sui suoi ricavi

Il co-fondatore e CEO della startup Cluely, Roy Lee, ha ammesso pubblicamente di aver mentito sui ricavi annuali dell’azienda. La confessione è arrivata direttamente su X (ex Twitter), dove Lee ha ritirato la cifra di 7 milioni di dollari di ARR che aveva comunicato a TechCrunch nel 2025. Ma la sua spiegazione ha aperto nuove polemiche sulla strategia di comunicazione della startup.

La confessione su X

Roy Lee ha scritto sul suo profilo social: “Questa è l’unica cosa palesemente disonesta che ho detto pubblicamente online, quindi questa è la mia ritrattazione formale.”

Con queste parole il fondatore di Cluely ha ammesso che il dato sui ricavi ricorrenti annuali era inventato. Secondo Lee, la cifra sarebbe stata comunicata durante una telefonata inattesa con una giornalista.

Nel suo post ha infatti raccontato: “Ho ricevuto una telefonata da una donna che chiedeva dei numeri e le ho detto qualche sciocchezza, non pensavo sarebbe uscito un articolo.”

Tuttavia la ricostruzione pubblicata da TechCrunch racconta una storia diversa. La chiamata non sarebbe stata casuale: sarebbe stata organizzata dal team di pubbliche relazioni della startup, che aveva contattato il media per proporre un’intervista con il CEO. Dopo l’accordo, la PR avrebbe condiviso il numero di Lee con la giornalista e confermato che il fondatore era in attesa della telefonata.

La startup virale nata per “barare”

Il fondatore di Cluely, Roy Lee

Il fondatore di Cluely, Roy Lee

Cluely era diventata famosa nell’estate 2025 come una delle startup più controverse della scena tech. L’azienda aveva sviluppato uno strumento che permetteva agli utenti di cercare risposte durante le videochiamate senza essere scoperti, diventando rapidamente virale online. Insomma, uno strumento per barare durante gli esami universitari e nei colloqui, specie quelli tecnici necessari per essere assunti nelle grandi aziende tech.

Il progetto nasce da un episodio altrettanto discusso: Lee aveva raccontato su X di essere stato sospeso dalla Columbia University dopo aver sviluppato con il co-fondatore un sistema per barare nei colloqui di lavoro per programmatori.

Nonostante le polemiche, l’idea aveva attirato investitori importanti. Cluely aveva raccolto 5,3 milioni di dollari di finanziamento da Abstract Ventures e Susa Ventures, con l’obiettivo di trasformare il controverso strumento in un prodotto commerciale.

L’intelligenza artificiale sorprende: occhi virtuali evoluti come quelli naturali L’intelligenza artificiale sorprende: occhi virtuali evoluti come quelli naturali

La startup aveva costruito la propria notorietà attraverso campagne provocatorie e contenuti virali progettati per attirare attenzione. Lee stesso aveva spiegato durante TechCrunch Disrupt 2025 quanto il cosiddetto rage-bait marketing fosse efficace per acquisire i primi utenti.

Nel giugno 2025 l’azienda aveva poi raccolto altri 15 milioni di dollari in un round Series A guidato da Andreessen Horowitz, consolidando la propria presenza nella scena tecnologica. Nel frattempo però Cluely ha cambiato direzione. Il prodotto è stato riposizionato come assistente AI per prendere appunti durante le riunioni, un settore molto più mainstream rispetto alle origini controverse.

Ti potrebbero interessare