Leganerd.com
Menu

Il futuro dell’idroelettrico in Kerala: il progetto Idukki torna al centro della discussione

Perché un sistema funzionante, sostenibile e con risorse quasi infinite può entrare in crisi con i cambiamenti climatici? Il dibattito scientifico che mette il dubbio ad ogni certezza.

Il futuro dell’idroelettrico in Kerala: il progetto Idukki torna al centro della discussione

A 600 metri dalla costa sul Mar d’Arabia c’è uno stato indiano da sogno con le sue spiagge, i suoi canali, le sue piantagioni di spezie, parchi nazionali e importanti costruzioni. Questo stato sta celebrando i cinquant’anni di storia del più importante progetto idroelettrico dello stato indiano ma anche dell’Asia. Il progetto idroelettrico di Idukki è entrato in funzione nel 1976, il suo impianto si trova sul fiume Periyar, tra le colline di Kuravan e Kurathi. Idukki è il nome di una delle dighe, il sistema ne è composto da tre, gli altri due nomi sono Cheruthoni e Kula Mavù. Il bacino è di circa 60 chilometri quadrati. La diga principale è alta 169 metri, un primato importante in Asia.

L’energia prodotta viene generata in una centrale sotterranea, quella di Moolamattom, dotata di sei turbine Pelton da 130 MW ciascuna. La capacità idroelettrica prodotta è di 780 MW, il Kerala da più di dieci anni sopravvive grazie a questo immenso impianto. L’elettrificazione rurale è alla base del successivo sviluppo industriale e viceversa, i due processi hanno contribuito alla crescita economica, dei servizi e dei consumi.

La modernizzazione vera e propria arrivò negli anni Settanta, Jumaila Beevi è un ingegnere che ha vissuto quegli anni, che dichiara: “Il Kerala stava affrontando gravi carenze energetiche. Le industrie erano in difficoltà e le interruzioni di corrente erano frequenti. L’entrata in funzione dell’impianto significò nuova sicurezza energetica, stabilizzazione della rete elettrica, crescita per la popolazione“.

il bacino formato dal progetto idroelettrico di Idukki

Il progetto idroelettrico di Idukki unito a sistemi fotovoltaici, eolici e di accumulo: proposte e ipotesi di climatologi e ingegneri sul futuro energetico del Kerala, entriamo nei dettagli

Tutt’oggi, tutta l’infrastruttura viene celebrata come un’impresa ingegneristica complessa, la centrale idroelettrica si nutre anche delle risorse del sottosuolo. Il collegamento avviene grazie a lunghe gallerie scavate nel granito e questo ci porta anche a raccontare più di dieci anni di miniere e posti di lavoro, in condizioni molto difficili.

Cambiamenti climatici e piogge estreme: cosa sta accadendo sulle vette del Kerala Cambiamenti climatici e piogge estreme: cosa sta accadendo sulle vette del Kerala

Il dibattito sulle grandi infrastrutture idroelettriche oggi è ancora in corso. I lavoratori sono sempre in difficoltà, i costi di manutenzione sono sempre elevati, le innovazioni ci sono ma c’è anche la risposta ai cambiamenti climatici e alle crisi globali che incidono sulla produzione idroelettrica. La centrale per il Kerala è ancora importante, “È estremamente preziosa per bilanciare la rete“, ha dichiarato il presidente del Kerala State Electricity Board, Minhaj Alem.

Gli esperti dicono che la centrale idroelettrica è importante ma se integrata anche con altre fonti rinnovabili come sole, vento e sistemi di accumulo. Non è un caso che climatologi, esperti di meteo e di biodiversità abbiano concentrato la loro attenzione sul Kerala. Ciò che è andato bene per cinquant’anni viene messo in discussione dal cambiamento climatico che porta non alla necessità di nuove dighe ma a integrare più fonti e migliorare quello che già esiste.

Ti potrebbero interessare