Dissonanza emotiva: perché a volte reagisci in modi che non riconosci come tuoi
Ciò che pensiamo sbagliato dentro di noi è un potente meccanismo di difesa: impara a conoscerlo, comprenderlo e sfruttarlo per ottenere risultati concreti nella vita.
Ci troviamo in tante situazioni dove c’è un’enorme differenza tra come ci percepiamo e quello che facciamo realmente. Una situazione che di fronte agli altri ci porta a reazioni improvvise, inaspettate e che fanno nascere o il senso di colpa o di vergogna. “Abbiamo rovinato per sempre la nostra immagine!”, qualcuno reagisce subito e va avanti, per altri scattano depressione, ansia, senso di angoscia e di non riuscire più a costruire nulla.
C’è una vera personalità nascosta in ognuno di noi, guidata da valori e logiche costruite negli anni. Tuttavia, non sempre riusciamo a esprimere o a tirare fuori il meglio di noi. Così capita sovente di essere dentro gentili, pazienti e acuti, ma basta un nulla per far venir fuori la reazione sbagliata oppure rendere impossibile il vivere con quello che veramente abbiamo dentro.
Tre trucchi per affrontare la dissonanza cognitiva e imparare a creare sintonia tra realtà e percezioni, mente e corpo, immagine ed emozioni, gestendo conflitti interiori e sensi di colpa
La psicologia dà un nome a tutto quello che abbiamo raccontato: si chiama “dissonanza cognitiva“. È un insieme di difese interiori che mente e corpo mettono in azione per proteggere la nostra vera identità. Il corpo reagisce da solo autonomamente perché dettato dalla mente che risponde anche a una minima percezione negativa. Prendere coscienza di questo litigio interiore potrebbe far parte della cura, una freccia verso la via d’uscita. Ma vediamo qualche altro consiglio fornito dagli psicologi.
- Partiamo da un primo: dare un nome a ciò che il corpo sente di preciso prima che lo faccia la mente. Non vivere con la sensazione di affanno, dì: “sento il petto pesante”, o ancora, “sento un nodo in gola”, “mi tremano le mani”, eccetera. Questo fa prendere consapevolezza degli effetti fisici di un momento di disagio o difficoltà.
- Attenzione a sensi di colpa, voce interiore troppo critica e pre-immagini costruite su modelli ideali più che sulla realtà. È giusto avere modelli e ambizioni, ma si raggiungono giorno dopo giorno e non senza difficoltà. Sbaglio e fallimento fanno parte del cammino, del cambiamento, e il senso di colpa è il sentimento più di tutti da ascoltare, riconoscere ma non seguire.
- Le emozioni non possiamo ignorarle, nessuna: dal pianto al riso, dalla felicità alla tristezza, dalla soddisfazione al senso di sconfitta. Immagini ed emozioni devono crescere insieme, disegnandole, riconoscendole, facendole camminare in un progetto ben definito e consapevole.