Una nuova strategia punta a intercettare il cancro decenni prima che si manifesti
Nuovi test del sangue, nuovi percorsi preventivi nelle malattie oncologiche per migliorare la probabilità di sopravvivenza nei primi stadi e in quelli avanzati. Ecco i dettagli dello studio condotto.

Gli scienziati vogliono intercettare il cancro dieci anni prima dei sintomi. Andare contro uno schema che si segue da anni, invertire la rotta. Questo processo lo sintetizziamo così: il cancro genera dei sintomi, vengono riconosciuti dai medici, anche grazie ai test, e si diagnostica la malattia, inizia il trattamento. Con i tumori maligni, però, si affronta spesso questa situazione, compaiono in maniera silente e spesso i sintomi si manifestano solo quando il loro stato è in fase di crescita.
Gli scienziati vogliono partire dai processi biologici che causano le malattie oncologiche, trovare lì segnali di allarme, di mutazioni genetiche e cellule che mettono a rischio le difese immunitarie. La ricerca riflette sull’avanzare dell’età, una fase vulnerabile perché il corpo umano potrebbe contenere già gruppi di cellule mutate, dei cloni silenziosi. Avviene soprattutto nel sangue e da lì si possono ricavare dei primi test preventivi, così come dai tessuti. Le cellule cloni portano allo sviluppo di tumori e leucemie, segnalano anche mutazioni genetiche, infiammazioni profonde e fattori ambientali che influenzano la salute.
Come funziona il MCED, test di diagnosi precoce multi-cancro, e il ruolo del DNA nello sviluppo delle alterazioni cancerose e precancerose individuabili anni prima dei sintomi
7000 donne sono state seguite in uno studio di 16 anni, si è scoperto il funzionamento delle mutazioni. Contribuiscono alla moltiplicazione veloce dei cloni, il resto delle cellule diventa vulnerabile alle infiammazioni. Questo modello identificato contiene spiegazioni sulle possibilità di sviluppo del cancro. Le malattie oncologiche si confermano non un evento improvviso ma graduale.
Le differenze si trovano nelle velocità, ci sono tumori maligni che si espandono e si aggravano velocemente, altri no e danno il tempo di sviluppare cure e terapie. Proprio nel lungo percorso si trovano segnali d’allarme rilevabili e soprattutto bersagli da colpire con le cure. Gli scienziati stanno sviluppando degli esami del sangue per rilevare subito questi segnali e i potenziali sintomi.
L’esame prende il nome di MCED, test di diagnosi precoce multi-cancro. Cerca nel sangue anche frammenti di DNA tumorale circolante o di cellule cancerose o precancerose. Proprio nelle tracce di DNA nel sangue si trovano segnali di malattie oncologiche prima dei sintomi. Il 92% dei pazienti con cancro al colon retto al primo stadio ha allungato la probabilità di sopravvivenza a 5 anni grazie ai test MCED. Il 18% al quarto stadio ha migliorato il numero probabile di anni di sopravvivenza.