Praterie di fanerogame marine: cosa rivela la nuova ricerca sulla loro resilienza al caldo estremo
In Australia, coralli e piante a fiore importantissime resistono al cambiamento climatico e proteggono l'habitat marino. Ecco lo studio che tenta di preservare tutte le specie di fanerogame marine.

Una singola pianta in grado di resistere al caldo estremo può dare risposte importanti per salvare tutte le altre? Raccontiamo il caso studio delle praterie di fanerogame marine, importanti tanto nei fondali quanto per le coste. Una ricerca a loro dedicata è della Edith Cowan University, che da anni si dedica a strategie di conservazione e ripristino delle praterie sottomarine. Sono importanti per la sopravvivenza della fauna acquatica, come elemento di resilienza termica e come risposta all’erosione costiera e corallina. Il loro studio è stato condotto in Australia interessata all’ultimo fenomeno indicato, lungo le coste occidentali e orientali.
Le praterie di fanerogame marine sono ecosistemi costituiti da piante da fiore sommerse, hanno capacità adattive alle fluttuazioni termiche ma questo non vuol dire che ne siano immuni. Anche se sono fiori resistenti soffrono i cambiamenti climatici e necessitano anche loro di una strategia di conservazione, pur dando delle informazioni globali importanti. Le praterie sono state studiate da Marnie Campbell, docente e preside esecutivo della Facoltà di Scienze dell’Ecu. È specializzata sull’ecologia delle piante marine e ne testa le soglie fisiologiche e i meccanismi di sopravvivenza.
Lo studio degli optimum termici e delle capacità di adattamento di alcune specie di fanerogame marine, le alte temperature di alcune aree tropicali hanno prodotto un cambiamento genetico difensivo
L’Australia ha un clima caldo ma il cambiamento globale lo sta rendendo più estremo anche nei fondali dove vivono le fanerogame marine. Le praterie vengono messe alla prova anche nella loro capacità di assorbire il carbonio che in eccesso altera l’intero habitat. Si aggiungono alle conoscenze di Campbell i nuovi dati della ricerca guidata dalla dottoranda Nicole Said. Ha misurato con precisione gli optimum termici e le capacità di adattamento su diverse scale geografiche.
Esistono più specie di fanerogame marine nelle aree tropicali e tutte sono esposte a ondate di calore diverse dai decenni passati. Ci sono però differenze significative, anche di chilometri, tra le loro capacità difensive e di resilienza. Le piante che più tollerano le temperature più elevate si sono adattate anche geneticamente o con fenotipi locali. Per salvare tutte le popolazioni di fanerogame marine bisogna selezionare le varianti più resistenti per fornire alle altre supporto ecologico.
Le piante più sensibili al caldo vanno comunque conservate nelle loro caratteristiche naturali. Si possono studiare dei microhabitat rifugio con condizioni termiche sono più favorevoli. Tutte e sei le specie studiate in Australia sono risultate importanti. Forniscono nutrienti, assorbono carbonio e favoriscono la sopravvivenza della biodiversità e delle coste.