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Autismo profondo, la definizione che potrebbe ridisegnare l’accesso a servizi e finanziamenti

Una ricerca spinge al miglioramento delle diagnosi di autismo nei primi mesi di vita, raccontiamo l'iniziativa di un'importante rivista scientifica e i suoi risultati.

Autismo profondo, la definizione che potrebbe ridisegnare l’accesso a servizi e finanziamenti

La rivista The Lancet ha commissionato uno studio dedicato all’autismo profondo e hanno partecipato esperti internazionali. L’autismo profondo è uno spettro fortemente invalidante, compromette ogni forma di linguaggio, anche tramite dispositivo di comunicazione, e il quoziente intellettivo, portandolo sotto i 50. La supervisione è necessaria sempre. Ci si accorge dell’autismo profondo dagli otto anni in su, quando le capacità cognitive e comunicative raggiungono una certa stabilità.

Secondo il nuovo studio, chi appartiene a questa categoria dà la possibilità di studiare al meglio le diagnosi infantili di autismo. Il 24% dei bambini analizzati soddisfaceva o era a rischio di soddisfare i criteri dell’AP. Lo studio rientra in un argomento che sta prendendo sempre più piede nel dibattito medico e scientifico: il ritardo delle diagnosi o la loro imprecisione iniziale.

Lo scopo di definire al meglio questa categoria di autismo serve a aiutare e spingere governi e fornitori di servizi ad agire e pianificare meglio i servizi di supporto. Le persone autistiche con i bisogni più elevati rischiano di essere trascurate insieme alle loro famiglie, spesso caregiver, e agli assistenti che seguono pazienti e nucleo.

autismo

I dati contrastanti tra la ricerca di The Lancet sull’autismo profondo e quelli raccolti in altri studi degli ultimi anni: tra percentuali, criteri diagnostici e caratteristiche dei bambini

La definizione di autismo profondo solleva comunque preoccupazioni. Chi non rientra in questa categoria rischia di essere percepito con meno bisogni. E ancora, la categoria valorizzata da The Lancet rischia di concentrarsi sulle sfide da affrontare invece che sulle capacità che possono avere le persone autistiche anche con più bisogni.

Numeri sull’autismo rivisti: lo studio che ribalta una convinzione radicata Numeri sull’autismo rivisti: lo studio che ribalta una convinzione radicata

Quello dell’autismo profondo rimane comunque una grande iniziativa, la prima in Australia. I suoi risultati possono essere applicati ai bambini che frequentano servizi diagnostici finanziati con fondi pubblici, rappresentando una coorte sperimentale pratica. I ricercatori si sono basati su un registro preciso, l’Australian Child Neurodevelopment. Sono stati esaminati i dati di 513 bambini valutati dal 2019 al 2024. Al momento della diagnosi, il 91% dei bambini aveva meno di otto anni, nel nuovo studio molti rientravano nella dicitura “a rischio di autismo profondo”.

Circa il 24%, la percentuale è simile alla proporzione di bambini a livello internazionale. Nell’elencare altre percentuali, l’articolo rilanciato da Down To Earth riporta sintomi tipici dell’autismo che aumentano nella condizione profonda: comportamenti a rischio per la sicurezza, tentativi di fuga, autolesionismo, aggressività verso sé stessi e gli altri. L’autismo profondo può essere diagnosticato molto prima dei 18 mesi, ma molti, fino a 16 anni, non rientrano in questa categoria pur avendone molte caratteristiche.

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