Marte, nuovi indizi descrivono un clima diverso dalle teorie precedenti
Un professore studia il passato del pianeta rosso con un principio particolare, noto come "criterio di Knoll". Scopri chi fu l'astrobiologo che formulò questa regola particolare.

Nuove informazioni geologiche su Marte arrivano da The Conversation, che ha rilanciato le conoscenze di Gareth Dorrian. È un ricercatore post-dottorato in scienze spaziali dell’Università di Birmingham. Secondo lo studioso, Marte in passato potrebbe essere stato caldo e umido. Un tempo molto lontano da oggi, parliamo di miliardi di anni fa, quando anche la Terra aveva un clima diverso da quello attuale, forse anche inospitale. Dorrian applica il “criterio di Knoll” nell’articolo: secondo l’astrobiologo che ha formulato il concetto, affinché qualcosa possa essere considerata prova di vita, deve poter essere spiegata dalla biologia e allo stesso tempo risultare inspiegabile senza di essa.
Sulla base di nuove ricerche, contraddice alcune teorie che ipotizzavano il pianeta prevalentemente freddo e ghiacciato. Oggi più che mai si è alla ricerca di forme di vita primordiali estinte sul pianeta rosso. In più, non è da escludere la possibilità di progettare futuri laboratori di crescita organica, ma siamo lontani anche solo dalle prime esplorazioni umane.
L’epoca Noachiana anche sotto bombardamento tardivo era abitabile perché aveva sistemi idrici superficiali collegati tra loro, dalle tracce rocciose alla necessità di studi biochimici
C’è stata un’epoca del pianeta rosso chiamata Noachiana, che si colloca tra i 4,1 e i 3,7 miliardi di anni fa. La ricerca ha studiato in passato il Bombardamento Tardivo Intenso, LHB. Un periodo caratterizzato da impatti meteorici catastrofici, l’inizio di un pianeta prima di creare un’atmosfera protettiva, oppure di un sistema solare in formazione con i suoi pianeti, satelliti e orbite.
L’LHB marziano ha lasciato due cicatrici profonde sul pianeta, i bacini di Hellas e Argyre, entrambi con diametri molto ampi, equivalenti a due oceani simili al Mediterraneo. L’epoca Noachiana ha tracce di possibilità di vita primordiale, anche in mezzo a catastrofi cosmiche, per via dell’acqua. Marte era abitabile secondo il docente della Birmingham. Le tracce di questa condizione si trovano su alcuni suoli e rocce che mostrano segni di erosione idrica. Un tempo il pianeta rosso aveva valli fluviali, laghi, coste e delta fluviali, segno che le acque erano collegate.
Dovranno crescere i rover su Marte per avere nuovi dati e visitare più luoghi del pianeta, ormai quasi raggiungibile anche dall’uomo. Perseverance atterrò nel cratere Jezero nel lontano 2021. Ha analizzato ciottoli di argilla, la caolinite, alterati dall’acqua Noachiana. Le argille sono povere di ferro e magnesio, ma ricche di alluminio e titanio. Le piogge erano moderate ma continue e, in più, bollenti. Condizioni impossibili per noi, ma non per microrganismi, ad esempio.