Steam Machine è morta sul nascere? Il prezzo rischia di esplodere
L’aumento dei costi di RAM e storage spinge Valve a rivedere il prezzo della Steam Machine. Le stime parlano di rincari importanti, con il rischio di limitare l’espansione del pubblico.

L’idea di una Steam Machine dal prezzo aggressivo, capace di portare il PC gaming di fascia alta in salotto senza le complessità di un assemblaggio tradizionale, sembra oggi meno solida di quanto apparisse solo pochi mesi fa. A riaprire il dibattito è stata Valve stessa, che in un recente intervento ufficiale ha ammesso come l’aumento dei costi di componenti chiave, in particolare RAM e storage, stia imponendo una revisione sia delle tempistiche di lancio sia del posizionamento economico della nuova Steam Machine.
Un prezzo eccessivo rischia di ucciderla sul nascere
Secondo diversi analisti, il quadro è rapidamente peggiorato rispetto alle stime di novembre. Le previsioni più ottimistiche parlano ora di un prezzo di partenza compreso tra 600 e 630 dollari per il modello da 512GB, con la variante da 2TB che potrebbe spingersi fino a 850–900 dollari. Altri osservatori del settore ipotizzano scenari ancora più severi, con cifre che si avvicinano o addirittura superano i 1.000 dollari, soprattutto per le configurazioni di fascia alta. Una soglia psicologica che, secondo alcuni, rischierebbe di frenare drasticamente le vendite.
Il problema, per Valve, non è solo l’aumento in sé dei costi industriali, ma la posizione che l’azienda occupa nella filiera. A differenza dei grandi produttori di console come Sony e Microsoft, in grado di negoziare forniture su decine di milioni di unità, la Steam Machine resta un prodotto di nicchia. Questo limita il potere contrattuale sui prezzi di DRAM, SSD e altri componenti, proprio mentre il mercato delle memorie attraversa una fase di forte tensione.
Esistono tuttavia alcuni elementi che potrebbero concedere a Valve un minimo di margine. Le dimensioni compatte del sistema riducono i costi logistici e la vendita diretta tramite Steam consente di evitare i ricarichi tipici della distribuzione retail. Resta però il nodo strategico: accettare margini più bassi per crescere oltre la base degli appassionati o alzare il prezzo, puntando su un pubblico disposto a spendere di più pur di entrare nell’ecosistema PC da salotto.