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Osservazione dei ghiacci, la NASA arruola un esperto della Tasmania

Nuovo ingresso nella costruzione di un futuro satellite per monitorare gli effetti del cambiamento climatico sull'Antartide e i continenti. Scopriamo qualcosa in più sullo scienziato australiano.

Osservazione dei ghiacci, la NASA arruola un esperto della Tasmania

Scimex riporta l’esperienza di uno scienziato della Tasmania arruolato dalla NASA per studiare il ghiaccio terrestre e comprendere così l’impatto del cambiamento climatico. Utilizzerà un sistema di laser spaziali per monitorare le grandi piattaforme ghiacciate e gli ecosistemi terrestri. Gli strumenti della NASA per osservare nel profondo il pianeta sono in evoluzione, così ogni tanto emerge anche la notizia dell’ingresso di ricercatori importanti e specializzati.

Il dottor Alex Fraser lavora presso l’Australian Antarctic Program Partnership (AAPP) dell’UTAS. Impegnato un programma dello Scripps Institution of Oceanography dell’Università della California (San Diego). Il suo ingresso alla NASA è stato annunciato insieme al proseguimento del programma satellitare Earth Dynamics Geodetic Explorer (EDGE).

Alex Fraser

A cosa servirà veramente EDGE? È l’unico sistema satellitare utilizzato per monitorare ghiaccio e oceani? La parola agli esperti in questa seconda parte del racconto

Il progetto copre il globo nello studio di terra, mare e ghiaccio. EDGE non verrà lanciato prima del 2030, perché gli scienziati lo stanno implementando con nuovi strumenti. La sua nuova tecnologia laser sarà in grado di scansionare strisce della superficie terrestre fino a 120 metri in tutto il mondo e dall’alto. Una copertura scientifica e satellitare mai ottenuta prima, con la capacità di produrre anche immagini ad alta risoluzione.

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Il mio lavoro consiste nel monitorare come la copertura di ghiaccio marino intorno all’Antartide cambia nel tempo a causa del riscaldamento globale, e questo satellite rivoluzionerà questa ricerca. Faccio parte di un team internazionale che utilizzerà il satellite EDGE per misurare l’altezza della superficie dinamica della Terra con incredibile dettaglio, dalle crepe sempre più profonde nei ghiacci antartici all’altezza della foresta pluviale amazzonica. Il satellite EDGE sarà in grado di misurare differenze verticali con una precisione inferiore a tre centimetri da un’orbita a 390 chilometri sopra la Terra. Con il supporto della NASA, siamo in grado di costruire uno strumento satellitare di nuova generazione con 40 raggi laser, rispetto ai sei raggi dell’attuale altimetro ICESat-2 della NASA“.

Questo è il racconto del dottor Fraser sul satellite EDGE, importante anche per salvare le coste. Il sistema laser servirà a comprendere quanto le onde oceaniche incidano sulla perdita di ghiaccio, sull’erosione e sull’allagamento di molte rive. Sarà costante il calcolo dello spessore e delle dimensioni dei banchi di ghiaccio marino. Il nuovo laser si unisce a quello operativo dal 2018 del satellite ICESat-2.

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