Pertosse, perché i contagi hanno raggiunto livelli storici
Che cosa c'entra il Covid con l'aumento di casi di una malattia respiratoria comune e con vaccinazione immunologica da molto più tempo dei coronavirus? Ecco alcune risposte e dati.

La pertosse è un’infezione batterica nota tra i bambini, può essere presa anche da adulti. Ammalarsi una volta, può tenere lontana la malattia per molto tempo ma non è escluso totalmente il ritorno. La pertosse è nelle cronache per un nuovo picco di casi. L’Australia è tra i paesi che vedono l’aumento della malattia negli ultimi 35 anni, ma la risalita peggiore è tra il 2024 e il 2025, con più di 80.000 casi registrati. Il numero è il più alto dal 1991, anno in cui è iniziato un monitoraggio specifico sulla tosse dei 100 giorni.
La pertosse è una malattia respiratoria grave e fastidiosa, può diventare anche fatale se non curata bene. I neonati sono i soggetti più a rischio, la malattia è contagiosa, quindi in casa bisogna usare le mascherine e igienizzare tutto quello che tocca la persona ammalata. Il batterio che provoca l’infezione si chiama Bordetella pertussis, si trasmette con tosse, starnuti e contatto ravvicinato.
I primi sintomi della pertosse possono essere scambiati con un comune raffreddore, è successo anche con il COVID 19. Da qui la risposta scientifica sull’aumento dei casi dopo il 2022
I primi sintomi sono mal di gola e naso che cola, la fase catarrale viene poi seguita da tossi acute, la respirazione produce suoni acuti definiti urli. La pertosse dura dalle sei alle dieci settimane, il fisico è debilitato. Non è raro, nei bambini e negli studenti più giovani, veder seguire la pertosse con altre malattie contagiose ed epidemiche come varicella, rosolia, morbillo, orecchioni.
Perché la pertosse è aumentata negli ultimi anni? Perché è una malattia difficile da controllare. Tutti pensano che la prima immunità naturale o quella acquisita con vaccinazione sia infinita, in realtà diminuisce nel tempo. La pertosse può essere diagnosticata in tempo con un test PCR su tampone faringeo.
Nel 2024, l’Australia ha registrato 57.257 casi di pertosse, la causa è collegata al Covid. Tra restrizioni sanitarie e nuovi protocolli sanitari si è interrotto il normale ciclo di rinforzo immunitario e di prevenzione contro la pertosse. Nel 2025 i casi rispetto all’anno precedente sono stati la metà. 25.000 casi sono comunque un dato importante da considerare.