Artemis II testerà comunicazioni laser Terra-Luna: dati fino a 100 volte più veloci delle radio tradizionali
Artemis II testerà comunicazioni laser tra Terra e Luna, con velocità oltre 100 volte superiori alle radio tradizionali e video quasi in tempo reale dallo spazio profondo.

La comunicazione tra Terra e Luna viaggia alla velocità della luce, ma questo non significa che sia immediata o particolarmente efficiente. Anche le trasmissioni radio, che devono coprire circa 384.000 chilometri di distanza, soffrono di ritardi e limiti di banda che rendono complesso inviare video ad alta definizione o grandi quantità di dati. Con la missione Artemis II, NASA punta a cambiare radicalmente questo scenario introducendo un sistema di comunicazione basato su laser.
Comunicazioni in tempo reale dallo Spazio
Il cuore della sperimentazione sarà l’Orion Artemis II Optical Communication System, noto come O2O. La tecnologia utilizza luce infrarossa invece delle tradizionali onde radio per trasmettere voce, telemetria e video ad alta risoluzione verso la Terra. Sebbene le comunicazioni ottiche siano già state testate su diverse missioni senza equipaggio, Artemis II – recentemente posticipata a marzo – sarà la prima missione con astronauti a integrare questo sistema in un volo umano nello spazio profondo.
Secondo gli ingegneri NASA, il vantaggio principale riguarda la velocità di trasferimento dei dati. Il collegamento O2O può raggiungere prestazioni superiori di oltre cento volte rispetto alle reti radio convenzionali. Esperimenti precedenti, come il progetto Deep Space Optical Communications, hanno dimostrato che segnali laser possono restare stabili anche a distanze di milioni di chilometri, aprendo nuove prospettive per l’esplorazione interplanetaria.
La differenza tecnologica è sostanziale. Le onde radio utilizzano bande ampie ma relativamente limitate nella quantità di dati trasportabili, mentre i fasci laser sono molto più stretti e concentrati, permettendo di inviare enormi volumi di informazioni con maggiore efficienza.
Durante la missione di circa dieci giorni, la navetta Orion alternerà comunicazioni radio e ottiche collegandosi alla Deep Space Network e alla Near Space Network, entrambe supportate da grandi antenne situate in Stati Uniti, Spagna e Australia.
Se il sistema funzionerà come previsto, la Terra potrebbe ricevere immagini e video quasi in tempo reale dalla Luna, con una qualità mai raggiunta prima. Restano comunque limiti fisici inevitabili: quando la navetta passerà dietro il lato nascosto del satellite, le comunicazioni si interromperanno per circa 41 minuti, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata. In futuro, questo problema potrebbe essere risolto con satelliti relay in orbita lunare.