OpenAI e Nvidia, il maxi-accordo da 100 miliardi è saltato? Ecco cosa sta succedendo
Il maxi-accordo Nvidia-OpenAI da 100 miliardi si ridimensiona. OpenAI valuta chip alternativi per l’inferenza, mentre Nvidia chiarisce che non c’era alcun impegno vincolante.

Quando, a settembre 2025, Nvidia e OpenAI avevano annunciato una lettera d’intenti che evocava un investimento fino a 100 miliardi di dollari nell’infrastruttura AI, il messaggio era apparso inequivocabile: una delle alleanze più ambiziose della storia tecnologica era pronta a decollare. Cinque mesi dopo, però, lo scenario è cambiato. L’accordo non si è ancora concretizzato, il numero simbolo è stato ridimensionato e, secondo Reuters, OpenAI avrebbe iniziato da tempo a esplorare soluzioni alternative ai chip Nvidia.
L’insofferenza di Jensen Huang
Il nodo principale riguarda le prestazioni in inferenza, ovvero la fase in cui un modello già addestrato genera risposte alle richieste degli utenti. Fonti citate da Reuters sostengono che OpenAI non sia pienamente soddisfatta della velocità di alcune GPU Nvidia in questo ambito. Le criticità sarebbero emerse in modo evidente con Codex, lo strumento di generazione di codice dell’azienda, dove parte dei limiti prestazionali sarebbe stata attribuita proprio all’hardware basato su GPU.
Dopo la pubblicazione dell’indiscrezione e il conseguente calo del titolo Nvidia, entrambe le società hanno cercato di raffreddare il clima. Il CEO di OpenAI Sam Altman ha ribadito pubblicamente la solidità del rapporto, definendo Nvidia il miglior produttore di chip per l’intelligenza artificiale e respingendo l’idea di una rottura imminente. Toni simili sono arrivati anche dal fronte Nvidia, ma con una significativa precisazione sul famigerato importo.
Il piano originario parlava di 10 gigawatt di sistemi Nvidia, una potenza paragonabile a quella di dieci centrali nucleari, e di un progetto che avrebbe eguagliato l’intera capacità produttiva annua del gruppo. Tuttavia, il CEO Jensen Huang ha recentemente chiarito che i 100 miliardi “non sono mai stati un impegno”, ma solo un tetto massimo teorico. L’investimento, ha spiegato, avverrà per gradi e sarà comunque il più grande mai realizzato da Nvidia, ma lontano da quella cifra.
E intanto OpenAI guarda altrove
Sul rapporto pesano anche valutazioni strategiche. Un’inchiesta del Wall Street Journal ha parlato di dubbi interni a Nvidia sulla disciplina finanziaria di OpenAI e sulla crescente concorrenza di attori come Google e Anthropic, ricostruzione che Huang ha liquidato come infondata. Resta il fatto che il titolo Nvidia ha risentito delle incertezze, segno che il mercato guarda con attenzione a ogni segnale di frizione.
Nel frattempo, OpenAI sta chiaramente diversificando. A gennaio ha annunciato un accordo da 10 miliardi di dollari con Cerebras per aggiungere 750 megawatt di capacità dedicata all’inferenza a bassa latenza fino al 2028. In precedenza aveva siglato un’intesa con AMD per sei gigawatt di GPU e avviato una collaborazione con Broadcom per sviluppare un chip AI personalizzato.