Leganerd.com
Menu

Cancro e immunità: un vecchio vaccino rivela un segreto inatteso dopo 20 anni

È possibile addestrare il sistema immunitario a far scomparire anche i tumori più gravi e a riconoscere subito recidive e metastasi? Raccontiamo la sfida dei ricercatori e di alcune donne coraggiose.

Cancro e immunità: un vecchio vaccino rivela un segreto inatteso dopo 20 anni

Vent’anni fa, alcune donne con carcinoma mammario, in fase avanzata e metastatico, si sono sottoposte volontariamente alla sperimentazione clinica di un nuovo vaccino. Queste venti donne sono ancora vive e sorprendono la scienza, i ricercatori della Duke Health hanno deciso di approfondire il caso con uno studio dedicato. Il team di ricerca è guidato dal Dott. Herbert Kim Lyerly, Professore di Immunologia George Barth Geller presso la Facoltà di Medicina.

Il vaccino secondo le ricerche ha prodotto potenti cellule immunitarie in grado di riconoscere ancora oggi il cancro. Il marcatore da studiare per capire questa resistenza è il CD27. Aiuta il sistema immunitario a ricordare le minacce passate e a reagire. Lo studio su CD27 è stato pubblicato su Science Immunology. L’inizio per lavorare sul vaccino di vent’anni fa e renderlo disponibile su larga scala e anche per altri tipi di tumore.

cancro al seno

Il vaccino sperimentale contro il tumore al seno di vent’anni viene unito ad altri trattamenti per creare un sistema immunitario potente, flessibile e reattivo. Dati e percentuali positive

Il team di ricerca ha deciso di condurre nuovi esperimenti sui topi. Hanno combinato il vaccino mirato Her2 con l’anticorpo attivatore del CD27, il 40% degli animali sottoposti al trattamento ha visto la scomparsa completa dei tumori. Altri topi trattati con un solo vaccino hanno ottenuto un risultato minore, solo il 6% è guarito quasi completamente.

Tumore al seno: messe a punto nuove metodologie di diagnosi Tumore al seno: messe a punto nuove metodologie di diagnosi

L’anticorpo CD27 si è dimostrato determinante per l’attivazione di una cellula immunitaria nota come T CD4+. Il dottor Hartman ha spiegato che queste cellule helper sono state sottovalutate nella ricerca oncologica. Tutti volevano utilizzare l’attacco diretto ai tumori con le cellule T Killer CD8+. Le cellule helper lavorano a grande raggio oltre che direttamente, stimolano nel lungo periodo la memoria immunitaria e la collaborazione tra cellule immunitarie.

Unendo T Helper e T Killer è diminuito nei topi il rigetto del tumore ed è salito a quasi il 90%, dimostrando che un vaccino può unire risposte immunitarie e reattive insieme. Il professor Hartman ha commentato così il risultato: “Questo studio cambia davvero il nostro modo di pensare. Dimostra che le cellule T CD4+ non sono solo attori di supporto; possono essere potenti combattenti contro il cancro a pieno titolo e sono probabilmente essenziali per risposte antitumorali veramente efficaci. Sappiamo da tempo che i vaccini possono essere efficaci contro il cancro, ma non hanno ancora raggiunto i risultati sperati. Questo potrebbe essere il tassello mancante del puzzle”.

Ti potrebbero interessare