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Trump ha reso più semplice (e meno sicuro?) costruire nuove centrali nucleari

Dopo le AI, è il turno dell'energia nucleare. L'amministrazione Trump prosegue nella sua strategia di forte deregolamentazione: le nuove linee riducono la burocrazia per la costruzione di nuove centrali nucleari.

Trump ha reso più semplice (e meno sicuro?) costruire nuove centrali nucleari

Negli ultimi mesi le startup nucleari statunitensi (come Terra Power di Bill Gates) hanno raccolto finanziamenti per oltre un miliardo di dollari, intercettando l’interesse di investitori e grandi gruppi tecnologici. Come avrete già intuito, questa smania per nuove fonti di energia è quasi interamente guidata dalla corsa ai data center (e quindi da cloud e AI).

Ma dietro l’accelerazione del settore si profila anche un altro fattore, meno visibile e potenzialmente più controverso: un cambiamento profondo nelle politiche federali statunitensi sulla sicurezza nucleare. Tradotto: le nuove centrali servono adesso, non tra 15 o 20 anni. E per accelerare la costruzione di nuovi impianti, Trump è ben disposto ad allentare la normativa sulla sicurezza.

La deregolamentazione del nucleare

Secondo un’inchiesta di NPR, l’amministrazione Donald Trump ha modificato in modo sostanziale le regole con cui il Department of Energy supervisiona la sicurezza e la protezione degli impianti nucleari costruiti su terreni di sua proprietà. Circa un terzo del corpus normativo è stato eliminato, mentre numerose sezioni sono state riscritte in forma molto più permissiva. Requisiti che in precedenza imponevano limiti stringenti sulla contaminazione ambientale e delle falde acquifere sono stati declassati a semplici raccomandazioni, e le soglie di esposizione alle radiazioni per i lavoratori risultano ora più elevate.

Una startup vuole portare la fusione nucleare sulle navi commerciali Una startup vuole portare la fusione nucleare sulle navi commerciali

Un altro punto critico riguarda la sicurezza degli impianti. Le nuove linee guida demandano in larga parte alle aziende stesse la definizione dei protocolli di protezione, riducendo il controllo diretto da parte dell’autorità federale. Un approccio che, secondo i critici, rischia di privilegiare la rapidità di sviluppo e i costi ridotti rispetto alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

Vale solo per i terreni del DoE

Sempre secondo NPR, le modifiche sarebbero state introdotte senza consultazione pubblica né preavviso, un elemento insolito per un settore tradizionalmente caratterizzato da iter regolatori lunghi e trasparenti. Le nuove disposizioni si applicano esclusivamente ai reattori costruiti su proprietà del Dipartimento dell’Energia. Questo significa che gli impianti realizzati altrove, in qualsiasi altra proprietà pubblica o privata, restano soggetti alla vigilanza della Nuclear Regulatory Commission, che mantiene standard più rigorosi.

Non è un dettaglio marginale. Diverse startup stanno sviluppando reattori dimostrativi proprio su terreni del DOE, puntando a rispettare una scadenza politica fissata simbolicamente al 4 luglio 2026. L’obiettivo è mostrare rapidamente che una nuova generazione di reattori, spesso di piccole dimensioni e presentati come più flessibili, può entrare in funzione in tempi record per alimentare infrastrutture critiche come i data center.

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