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Perché la Francia ha silurato Zoom e Microsoft per puntare tutto su Visio

Francia abbandona Zoom e Microsoft: 200.000 dipendenti pubblici passeranno a Visio, piattaforma sovrana per videoconferenze made in Europe.

Perché la Francia ha silurato Zoom e Microsoft per puntare tutto su Visio

Il settore pubblico francese si prepara a una trasformazione digitale radicale con l’abbandono graduale delle piattaforme di videoconferenza americane, sostituite da un sistema sviluppato internamente per garantire che i dati rimangano all’interno dei confini europei.

Visio: la risposta francese

L’iniziativa, presentata da David Amiel, ministro delegato per la funzione pubblica e la riforma dello Stato, sulla carta è la manifestazione concreta della crescente spinta europea verso quella che Bruxelles definisce “sovranità tecnologica“. Il nuovo sistema, denominato Visio, nasce da un programma di sviluppo finanziato dal governo con l’obiettivo di garantire sicurezza e riservatezza nelle comunicazioni ufficiali.

Dopo una fase di test completata con successo l’anno scorso, la piattaforma sta venendo estesa a circa 200.000 dipendenti pubblici distribuiti in diversi dipartimenti governativi. Secondo le stime ufficiali, l’eliminazione delle licenze software straniere permetterà un risparmio annuale di circa un milione di euro ogni 100.000 utenti, riducendo la dipendenza dai costi ricorrenti delle licenze commerciali di aziende come Zoom e Microsoft.

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L’implementazione di Visio va ben oltre il semplice contenimento dei costi: si tratta di una questione di controllo e autonomia. La Francia non vuole dipendere da piattaforme straniere, a maggior ragione nell’attuale clima di crescente diffidenza verso la trasparenza dei colossi americani nella gestione di dati sensibili e riservati.

Verso la sovranità tecnologia

La scorsa settimana, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che esorta gli Stati membri a ridurre la loro dipendenza dai fornitori extra-UE per tecnologie che spaziano dai semiconduttori all’intelligenza artificiale, fino all’hosting cloud. Una dipendenza che rimane profonda: oltre l’80% dell’infrastruttura digitale e del software europeo proviene da fuori dall’Unione Europea, con Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud che controllano quasi il 70% del mercato cloud della regione.

I legislatori europei avvertono che questa situazione crea esposizioni sia strategiche che legali. Il riferimento principale è al CLOUD Act statunitense, che consente alle autorità americane di accedere ai dati archiviati da aziende con sede negli Stati Uniti anche quando i server si trovano all’estero. Un rischio troppo grande, alla luce della crescente ostilità del governo americano nei confronti dei partner europei e della NATO.

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