Tesla avvia i primi robotaxi senza supervisione ad Austin
Tesla avvia i primi robotaxi senza supervisione ad Austin e anticipa i piani sull’autonomia. Il divario con Waymo resta però ampio su sicurezza e flotta.

Tesla ha finalmente mostrato per la prima volta la guida senza supervisione umana a bordo dei suoi robotaxi, ad Austin, in Texas. A segnalarlo è stato un video pubblicato su X e rilanciato da Elon Musk, che ha celebrato il traguardo come un passo storico per il team di intelligenza artificiale dell’azienda. Dopo mesi di test con operatori di sicurezza a bordo, la casa californiana sembra aver anticipato di qualche settimana l’obiettivo dichiarato di eliminare la supervisione umana.
Le prime corse completamente auonome
Finora i robotaxi Tesla operativi ad Austin e San Francisco prevedevano sempre la presenza di un addetto pronto a intervenire tramite un interruttore di emergenza in caso di necessità. Una soluzione prudenziale che Musk ha più volte definito una scelta di eccessiva cautela, non un limite tecnologico. Ora, come spiegato su X da Ashok Elluswamy, l’azienda sta iniziando a inserire alcuni veicoli senza supervisione all’interno di una flotta più ampia che include ancora operatori di sicurezza, con l’intenzione di aumentare gradualmente la quota di mezzi completamente autonomi.
Il servizio resta comunque limitato. Tesla utilizza ancora una lista d’attesa e, secondo indiscrezioni, in Texas sarebbero operative soltanto poche decine di vetture. I dubbi non mancano, soprattutto alla luce dei dati sulla sicurezza: anche con operatori a bordo, i robotaxi Tesla avrebbero registrato circa otto incidenti in cinque mesi, secondo quanto riportato da Electrek. Per i sostenitori si tratta della prova di un progresso rapido, mentre i critici parlano di una dimostrazione costruita ad hoc per enfatizzare capacità non ancora mature.
Competizione serrata con Waymo
Il confronto più immediato è con Waymo, che ha seguito una strategia graduale simile nelle fasi iniziali, ma oggi può contare su oltre 100 milioni di miglia percorse da veicoli completamente autonomi. Tesla, dal canto suo, cita 7,4 miliardi di miglia accumulate dai clienti con Full Self-Driving, un sistema di livello 2 che richiede la supervisione costante del conducente e che quindi non è direttamente confrontabile con un servizio autonomo commerciale.
Nel frattempo Waymo continua ad ampliare il proprio vantaggio, con oltre 14 milioni di corse a pagamento nel solo 2025 e piani di espansione in una ventina di nuove città nel corso del prossimo anno. Musk insiste sul fatto che Tesla avrebbe un vantaggio strutturale grazie alla vasta flotta di clienti, destinata a diventare autonoma tramite aggiornamenti software. Una visione che però trascura un elemento chiave: la maggior parte delle Tesla oggi in circolazione non dispone dell’hardware necessario per la guida completamente autonoma.