Netflix e Disney+ diventeranno presto più simili a TikTok
Netflix introdurrà video verticali nell’app mobile nel 2026 e, non contenta, punterà sempre di più anche sui podcast video. Disney+ non sta a guardare e farà altrettanto.

Netflix si prepara a cambiare ancora una volta il modo in cui promuove e distribuisce i contenuti sulla propria piattaforma. Dopo circa sei mesi di test, il colosso dello streaming introdurrà nel corso del 2026 una sezione di video verticali all’interno dell’app mobile, pensata per uno scorrimento rapido e continuo, molto vicino all’esperienza di TikTok o YouTube Shorts. Una scelta che conferma come la battaglia per l’attenzione degli utenti passi sempre più dallo smartphone e da formati brevi, immediati e altamente condivisibili.
Video verticali e podcast
Secondo quanto anticipato, i video verticali sono stati finora utilizzati soprattutto per clip promozionali di film e serie TV, ma l’ambizione è più ampia. Durante una recente call con gli investitori, il co-CEO Greg Peters ha spiegato che questo formato potrà diventare una vetrina per nuovi tipi di contenuti, inclusi i video podcast.
Netflix ha già iniziato a muoversi in questa direzione, lanciando i primi podcast originali video e ospitando produzioni esterne di grande richiamo, nel tentativo di ritagliarsi uno spazio in un territorio storicamente dominato da YouTube. Nel 2025 Netflix ha registrato ricavi per 45,2 miliardi di dollari, di cui 1,5 miliardi provenienti dalla pubblicità, chiudendo l’anno con 325 milioni di abbonati paganti nel mondo. Numeri solidi, per usare un eufemismo, e che consentono al gruppo di entrare in una fase di maggiore sperimentazione senza avere il fiato degli azionisti sul collo.
Anche Disney+ segue la stessa direzione
La strategia dei video verticali non è però un’esclusiva Netflix. Anche Disney+ starebbe lavorando a soluzioni simili per rafforzare l’engagement mobile, puntando su clip verticali legate ai suoi franchise più forti. Secondo indiscrezioni di settore, l’obiettivo sarebbe quello di intercettare il pubblico più giovane con contenuti brevi dedicati a Marvel, Star Wars e alle produzioni originali, sfruttando lo stesso linguaggio visivo ormai dominante sui social.
Per Disney, che già utilizza formati brevi su piattaforme esterne per il marketing, l’integrazione diretta nell’app potrebbe diventare uno strumento chiave per trattenere gli utenti e guidarli verso film, serie e, potenzialmente, nuovi formati ibridi di intrattenimento. Certo, resta da capire quale sarà la reazione del pubblico, che forse inizia – almeno a parole – ad essere un po’ stufa dell’omologazione di tutte le piattaforme verso i video brevi.