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Realtà virtuale e salute mentale: come gli ambienti naturali favoriscono l’apertura emotiva

Un ambiente creato da zero può cambiare profondamente il modo in cui ci sentiamo ascoltati, come dimostrano due studi importanti sulla realtà virtuale in psicoterapia.

Realtà virtuale e salute mentale: come gli ambienti naturali favoriscono l’apertura emotiva

L’ECU, Edith Cowan University, afferma che la salute mentale può trarre giovamento da terapie che sfruttano anche la realtà virtuale (VR). La progettazione dello spazio virtuale deve far sentire le persone a proprio agio, aiutarle a superare conflitti interiori o stati di malessere in uno stato di serenità.

Tra tanti scenari che si possono costruire, le ambientazioni naturali portano al raggiungimento di numerosi obiettivi. Sono veri e propri spazi di auto-rivelazione e di apertura. Un paziente ha dichiarato che l’ambiente virtuale realizzato per lui aveva un effetto calmante/rilassante. L’effetto “piacevole da vedere” ha creato un senso di fiducia che lo ha portato a condividere di più le esperienze, i terapeuti hanno così potuto interagire meglio sugli aspetti più vulnerabili da migliorare e quelli da valorizzare.

realtà virtuale e salute mentale

Due test diversi sulla realtà virtuale per generare calma, clima di condivisione e auto-rivelazione. Il 20% dei partecipanti ha scelto le VR e le ambientazioni naturali

Sulla realtà virtuale sono stati condotti due studi da un ricercatore di psicologia, il Dottor Shane Rogers. Avatar, anonimato e spazio hanno contribuito a generare l’effetto calmante. Il primo studio ha confrontato il lavoro tramite videochat, chat di testo e realtà virtuale. La videochat è stata l’opzione preferita dai partecipanti, la realtà virtuale ha invece eguagliato il video per la presenza e le sensazioni di calma. Il 20% dei partecipanti ha poi preferito la realtà virtuale anche per condividere esperienze personali.

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Il secondo studio si è concentrato solo sull’ambiente costruito e disegnato per la VR. I partecipanti hanno sperimentato come contesti il mare, il giardino, l’ufficio urbano e la fantascienza. Gli ambienti naturali hanno vinto nelle scelte, sono stati definiti più confortevoli anche per conversazione terapeutica.

Queste le affermazioni del Dottor Rogers: “Uno dei motivi per cui la realtà virtuale piace alle persone è che il senso di anonimato offerto dagli avatar può aiutarle a sentirsi più rilassate. Abbiamo scoperto che gli ambienti VR naturali, in particolare quelli costieri o nei giardini, aiutavano le persone a sentirsi più a loro agio quando parlavano di esperienze personali. Ciò ha implicazioni concrete per la progettazione di futuri strumenti per la salute mentale. Questi studi dimostrano che la realtà virtuale può offrire vantaggi unici, a metà strada tra una videochiamata e una sessione di persona. Con i continui miglioramenti nel realismo degli avatar e nella progettazione ambientale, la realtà virtuale potrebbe diventare una parte importante del kit di strumenti per la salute mentale”.

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