Coste del Golfo Persico: le mangrovie lottano contro sviluppo e inquinamento
Non solo alberi ma veri e propri custodi di biodiversità e cultura locale e artigianale. Scopri la straordinaria storia delle foreste di mangrovie e cosa si può fare per proteggerle.

Le mangrovie rosse e grigie vivono nella regione del Golfo Persico, i loro nomi scientifici sono Avicennia marina e Rhizophora mucronata. Nonostante gli sforzi per proteggerle e conservarle, sono a rischio di estinzione. Non soffrono le più crude difficoltà naturali ma proprio lo sviluppo urbano, le attività industriali, dragaggio e bonifica dei terreni. Le mangrovie sono in grado di sopravvivere alla salinità, al caldo estremo e alla siccità.
Sono alberi importantissimi per la biodiversità del pianeta; solo nel Golfo Persico rappresentano casa e fonte di cibo per fenicotteri, aironi, garzette e altri 60 uccelli. Le mangrovie sono una risposta naturale alla grave erosione delle coste, in più stabilizzano il suolo e contribuiscono alla resilienza climatica. Producono carbonio naturale. Le comunità locali convivono con le mangrovie e la fauna che accoglie.
I dati sulla riduzione delle mangrovie del Golfo Persico dal passato al futuro, il ripristino è possibile e richiede l’impegno di politica e decisori economici industriali
Gli alberi vengono utilizzati in maniera sostenibile per il legno. I rami caduti, ma anche le foglie, possono essere impiegati per edilizia, combustione e artigianato o industria locale, in una misura tale da permettere la rigenerazione delle foreste e dei cicli ecologici. Ci sono aree protette per le mangrovie che diventano risorsa anche per il turismo sostenibile, il birdwatching e la ricerca naturalistica.
Il ripristino delle mangrovie del Golfo è fattibile, lo dimostrano alcuni interventi che hanno avuto successo. Ma all’interesse della conservazione naturalistica negli Emirati Arabi Uniti si contrappone lo sviluppo umano senza controllo e la crescita di industrie e estrazione di petrolio. L’innalzamento del livello del mare è causa e conseguenza della morte delle mangrovie. Vediamo alcuni dati utili a studiare strategie future integrate.
Dal 1996 la copertura regionale delle mangrovie è diminuita del 14,3%, un dato strutturale importante da tenere in considerazione. Ci sono le previsioni: nei prossimi 50 anni la popolazione di alberi si ridurrà fino al 45%. La superficie delle mangrovie è scesa da 18,1 milioni di chilometri a 15 milioni. La loro diminuzione territoriale è dovuta alla conversione dei terreni per l’agricoltura e l’acquacoltura. Quali misure alternative pensano gli esperti? Vivai gestiti localmente, progetti di crediti di carbonio, ricerche fitochimiche che valorizzano anche per la salute l’importanza delle mangrovie.