Tsunami catturato dallo spazio: il satellite NASA rivela qualcosa di inatteso
Perché uno tsunami interessa tutta la comunità scientifica? Il ruolo inatteso di una sonda satellitare lanciata nel 2022 e le nuove prospettive aperte dall’osservazione spazio-Terra.

Un satellite della NASA ha osservato per la prima volta uno tsunami gigante nel Pacifico. L’evento è stato registrato a fine luglio, a scatenare una serie di grandi onde anomale un terremoto potente vicino alla penisola russa della Kamchatka. I ricercatori hanno raccontato quanto visto su The Seismic Record. La sonda spaziale si chiama SWOT, ovvero Surface Water Ocean Topography. È la prima volta che si registra dallo spazio uno tsunami di grandi dimensioni grazie a una tecnologia ad alta risoluzione.
Dal satellite sono stati ricevuti dati che indicavano delle onde che si disperdevano nel bacino e a forza crescente. Gli scienziati sperano di poter ricostruire la nascita dello tsunami partendo dalle prime onde sismiche del terremoto di magnitudo 8. Si potrebbe costruire così un modello preventivo e predittivo per altri tsunami marini a seguito di grandi sismi. Il team di ricerca è guidato da Angel Ruiz Angulo, dell’Università d’Islanda.
Quello che non sappiamo ancora sul sisma del 29 luglio, il sesto più potente del secolo: la ricerca sugli tsunami punta all’integrazione tra satelliti e strumenti in profondità
Il sisma del 29 luglio è stato registrato come il sesto terremoto mai registrato a livello mondiale dal 1900. Gli scienziati stanno combinando anche le misurazioni DART, Deep Ocean Assessment and Reporting of Tsunamis. Il futuro della ricerca sismologica in mare vede la combinazione di satelliti e sensori oceanici profondi da inviare con sonde.
“Considero i dati SWOT come un nuovo paio di occhiali. Prima, con i satelliti DART potevamo vedere lo tsunami solo in punti specifici nella vastità dell’oceano. In precedenza c’erano stati altri satelliti, ma nel migliore dei casi riuscivano a vedere solo una sottile linea che attraversava lo tsunami. Ora, con SWOT, possiamo catturare una fascia larga fino a circa 120 chilometri, con dati ad alta risoluzione senza precedenti della superficie marina”, queste le parole di Ruiz Angulo.
SWOT fu lanciato nel 2022 da NASA e ASI-CNES, l’agenzia spaziale francese. “I dati SWOT relativi a questo evento hanno messo in discussione l’idea che i grandi tsunami siano non dispersivi. L’impatto principale di questa osservazione per i modellisti di tsunami è che ci sfugge qualcosa nei modelli che abbiamo utilizzato. Questa variabilità ‘extra’ potrebbe indicare che l’onda principale potrebbe essere modulata dalle onde di coda mentre si avvicina a una costa. Dovremmo quantificare questo eccesso di energia dispersiva e valutare se abbia un impatto non considerato in precedenza”.