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Prevenire l’Alzheimer: un dettaglio potrebbe rivelare il rischio prima dei sintomi

Controlli di routine e prevenzione dell'Alzheimer sono importanti, uno studio dimostra che bastano lievi segni di declino cognitivo per scoprire se la malattia è in corso.

Prevenire l’Alzheimer: un dettaglio potrebbe rivelare il rischio prima dei sintomi

Le comuni risonanze magnetiche potrebbero aiutare a individuare i casi di Alzheimer prima della comparsa dei sintomi. Lo dice una ricerca a Singapore della Nanyang Technological University, nel team anche uno studente di quinto anno primo autore dello studio. Alcune persone mostrano prime alterazioni del sistema di drenaggio cerebrale, un importante fattore di Alzheimer o perdita cognitiva.

Il drenaggio cerebrale è responsabile dell’eliminazione delle scorie tossiche nel cervello. Quando gli spazi perivascolari risultano dilatati o ostruiti il cervello non smaltisce le proteine beta-amiloide e tau. Da qui si arriva al declino cognitivo e alla perdita di memoria, primo segnale importante della malattia cronica.

Alzheimer

Drenaggio cerebrale e marcatori Alzheimer, il confronto su diverse etnie asiatiche da ampliare ad altre coorti di pazienti per arrivare a cure e prevenzione su larga scala

A Singapore, lo studio ha coinvolto mille partecipanti di diverse etnie asiatiche. Il gruppo di volontari includeva soggetti sani e soggetti con lieve deterioramento cognitivo e primi accenni di demenza. Gli spazi perivascolari dilatati o ostruiti erano più frequenti nei pazienti non sani anche se le difficoltà cognitive erano solo iniziali. La risonanza magnetica per produrre risultati ha coinvolto sia i pazienti non sani che quelli sani.

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I ricercatori hanno anche confrontato le anomalie con i marcatori biologici dell’Alzheimer presenti nel sangue. L’ostruzione dei drenaggi cerebrali risultava associata a diversi biomarcatori chiave. I medici considerano con probabilità la presenza di placche amiloidi accumulate, grovigli di proteina tau e danni alle cellule cerebrali. Nei soggetti con lieve deterioramento cognitivo è stato riscontrato il legame tra biomarcatori e spazi perivascolari dilatati, il dettaglio che può aiutare a diagnosticare precocemente l’Alzheimer. Il danno alla sostanza bianca e al drenaggio cerebrale possono essere individuati con gli esami di routine.

La ricerca mira quindi a migliorare le strategie di diagnosi permettendo sia interventi anticipati che terapie per rallentare la progressione di malattie che causano danni cerebrali irreversibili. I partecipanti stanno ancora partecipando allo studio. Il monitoraggio nel tempo chiarirà se i segnali sul drenaggio cerebrale siano sufficienti per diventare uno strumento predittivo affidabile e applicabile a livello clinico. I test dovranno essere fatti su più popolazioni e coorti di pazienti per arrivare a una pianificazione di cure su larga scala ma anche personalizzate.

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