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Ceramica antica: nuovi scavi mostrano un sistema produttivo sorprendentemente avanzato

Scoperta sui Monti Zagros una città antica composta da una rete di fabbriche di argilla e forni interconnessi. Racconta la storia produttiva di un'intera regione di comunità artigiane.

Ceramica antica: nuovi scavi mostrano un sistema produttivo sorprendentemente avanzato

La ceramica nell’antichità è stato un materiale importantissimo per creare oggetti di uso quotidiano, di arte e lusso, per il commercio. Una delle aree più interessanti da esplorare per questa produzione è il Kurdistan iracheno, dove è stato scoperto un ricco laboratorio risalente all’Età del Ferro. La ceramica, in questa zona desertica, si produceva già tremila anni fa.

L’insediamento Dinka, che occupava un’area di 60 ettari sui Monti Zagros, utilizzava due forni ben conservati, datati tra il 1200 e l’800 a.C. La produzione non era affidata soltanto agli artigiani; l’importanza di questo materiale impegnava tutta la società. Una fabbrica con divisione del lavoro e processi coordinati produceva stoviglie in grado di garantire lo stesso metodo di cottura, quindi pasti ben distribuiti, senza sprechi e conservabili.

I forni del Dinka sono simili ad altre aree del Vicino Oriente e della Mesopotamia del VII millennio a.C. La produzione della ceramica si conferma così importante per un’intera regione. Rispetto ad altre aree, il laboratorio produttivo scoperto permette di studiare meglio pratiche, modi di lavorare il materiale, la costruzione dei forni e la struttura sociale lavorativa.

vista panoramica dalla città alta del complesso insediativo Dinka verso il Basso Zab, che scorre attraverso il Kurdistan nei pressi del sito degli scavi

Una vita di ceramica, piatti e vasi nell’Età del Ferro: tradizione condivisa, forte identità produttiva collettiva, processi di lavoro organizzati e supervisione istituzionale sulle risorse

Silvia Amicone dell’Università di Tubinga, a capo del team, afferma: “Grazie al fatto che la bottega è così ben conservata, siamo stati in grado di combinare diverse tecniche e quindi ottenere un quadro completo di come i ceramisti di questa regione lavoravano effettivamente durante l’Età del Ferro. Questa uniformità nella produzione suggerisce una tradizione condivisa e una forte identità produttiva collettiva, processi di lavoro altamente organizzati e supervisione istituzionale nella gestione delle risorse, della manodopera e della conoscenza tecnologica. Non ci aspettavamo questo livello di complessità in questa regione in quel periodo”.

Elettricità sostenibile: la plastica autoestinguente sostituisce la ceramica Elettricità sostenibile: la plastica autoestinguente sostituisce la ceramica

Il team ha impiegato analisi chimiche e spettroscopiche per determinare tecniche di cottura e tutte le materie prime impiegate. L’argilla richiedeva temperature inferiori a 900°C per l’ossidazione, riscaldamento lento e brevi tempi di permanenza nei forni. La rete di officine era interconnessa e urbana, sfornava soprattutto vasi e piatti. Il team prevedealtri scavi sui Monti Zagros per scoprire ulteriori reperti e informazioni sulle civiltà del primo millennio.

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