Apple, l’UE mette nel mirino una nuova app: rischia regole stringenti
L’Unione Europea valuta se includere Apple Maps e Apple Ads tra i servizi che rientrano nelle regole ferree del Digital Markets Act. Ma Apple non ci sta.

Apple potrebbe presto trovarsi a gestire nuove restrizioni nel mercato europeo. La Commissione europea ha confermato di aver ricevuto una notifica ufficiale dall’azienda in cui vengono riconosciuti i requisiti minimi per due servizi finora esclusi dal Digital Markets Act: Apple Maps e Apple Ads. Questo passaggio avvia un processo formale di verifica che durerà quarantacinque giorni e che potrebbe portare entrambi i prodotti ad essere classificati come “gatekeeper”, una categoria riservata ai servizi considerati strutturalmente dominanti nel mercato digitale.
Maps e pubblicità nel mirino
Il DMA stabilisce criteri molto precisi per definire un gatekeeper. Tra questi, almeno quarantacinque milioni di utenti attivi mensili nell’Unione Europea e diecimila utilizzatori business annuali nel corso degli ultimi tre esercizi finanziari. La designazione implica un regime normativo più severo, regolato dall’obiettivo di evitare pratiche anticoncorrenziali e favorire una maggiore apertura delle piattaforme digitali ai concorrenti. Apple è già nella lista con Safari, App Store, iOS e iPadOS, per i quali deve garantire maggiore interoperabilità ed evitare condizioni che favoriscano i propri prodotti rispetto a soluzioni alternative.
L’eventuale aggiunta di Apple Maps e Apple Ads allargherebbe ulteriormente il perimetro dei servizi di Apple sottoposti a questo regime speciale di controllo e eventuali sanzioni. Tuttavia, la società di Cupertino ha già presentato una contestazione formale.
Apple non ci sta
Nel documento depositato, Apple sostiene che Maps abbia un utilizzo marginale in Europa rispetto ai concorrenti, con Google Maps nettamente dominante nel settore. Quanto ad Apple Ads, l’azienda afferma che la quota di mercato sia estremamente ridotta e non comparabile con quella delle grandi piattaforme pubblicitarie digitali, da Meta a TikTok fino a sistemi meno estesi come quello di X.
La posizione dell’azienda è chiara: l’inclusione sarebbe ingiustificata e sproporzionata rispetto al ruolo effettivo dei due servizi nello spazio digitale europeo. L’Unione Europea, dal canto suo, considera questi passaggi un naturale sviluppo del nuovo quadro normativo, pensato per impedire che pochi gruppi globali controllino accesso e innovazione nei mercati digitali. La decisione arriverà nelle prossime settimane e potrebbe estendere ulteriormente l’impatto regolatorio del DMA sul modello di business di Apple.