Il multilinguismo può essere un valido aiuto per i bambini con autismo
Parlare più lingue può essere molto utile ai bambini autistici. Uno studio piuttosto recente ci spiega il perché.
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Un gruppo di ricercatori per la prima volta ha fatto luce sugli effetti benefici del multilinguismo sui sintomi dell’autismo nei bambini. L’autismo è una condizione neuroevolutiva caratterizzata da sintomi che portano alla difficoltà nella socializzazione e nella comunicazione, comportamenti che si ripetono in modo ossessivo come il dondolarsi o sbattere le braccia.
Sembra che gli effetti siano abbastanza benefici, con tanto di miglioramento delle funzioni esecutive, ovvero un insieme di abilità cognitive. Queste ultime vengono utilizzare in varie attività che vengono messe in atto nel quotidiano come la memorizzazione di informazioni, la pianificazione, la risoluzione dei problemi e l’adattamento a nuove situazioni. A portare avanti lo studio un gruppo di ricercatori con a capo Celia Romero, dell’Università di Miami nonché autrice dello studio, in collaborazione con i ricercatori dell’Università della California di Los Angeles.
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L’influenza del multilinguismo sui bambini con autismo: uno studio comparativo
I ricercatori in questione hanno studiato 112 bambini autistici e con sviluppo tipico di età compresa tra i 7 ed i 12 anni. Di questi, poco meno della metà era autistica e di questi circa il 40% parlava più di una lingua. I genitori hanno compilato dei questionari per dare modo ai ricercatori di misurare il grado di sintomi autistici manifestati dai figli.
I genitori hanno anche compilato dei questionari progettati ad hoc per misurare la capacità di funzionamento esecutivo dei figli. Sono stati confrontati così i sintomi autistici tra bambini autistici monolingui e multilingue ed eseguito un’analisi statistica chiamata analisi di mediazione. “Un punto di forza di questo approccio è che ci aiuta a capire come il multilinguismo potrebbe essere associato all’autismo, piuttosto che semplicemente identificare che esiste una relazione“. Queste le parole di Celia Romero.
È emerso come i bambini autistici e con sviluppo tipico che possono parlare più di una lingua tendevano ad essere in grado di praticare l’inibizione, spostare l’attenzione e comprendere la prospettiva degli altri meglio rispetto a quelli che parlavano solo una lingua.
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