Piante autoctone a rischio estinzione: il contributo dei cittadini per documentare la biodiversità australiana

Migliaia di piante autoctone australiane non sono mai state fotografate in natura e i cittadini possono aiutare a colmare queste lacune, afferma uno studio dell’Università del Nuovo Galles del Sud e dell’Istituto Botanico Australiano. Secondo la loro ricerca, quasi il 20% delle 21.077 specie di piante native australiane non ha una fotografia che ne verifichi la presenza. La mancanza di foto dettagliate può avere conseguenze reali, poiché molte specie vegetali difficili da identificare in natura possono estinguersi se gli scienziati non possono identificarle correttamente con l’aiuto delle foto. I ricercatori sostengono che i cittadini possono diventare scienziati colmando queste lacune con le loro foto. La fotografia delle piante in natura è un’importante fonte di documentazione per botanici e tassonomisti, che hanno bisogno di conservare le caratteristiche come il colore dei fiori, le foglie e la corteccia per identificare le specie vegetali. Inoltre, le fotografie aggiungono un contesto ecologico alle piante, mostrando il loro habitat naturale e le altre specie che crescono accanto ad esse. Tuttavia, non tutti i gruppi di piante vengono fotografati allo stesso modo, e il “pregiudizio” verso le piante meno particolari significa che molte specie non vengono mai fotografate.

Gli autori dello studio hanno scoperto che i gruppi di piante più fotografati tendono ad essere arbusti o alberi con caratteristiche più evidenti o spettacolari, come i fiori colorati. Inoltre, la geografia ha influenzato la documentazione fotografica, poiché la maggior parte delle specie nelle regioni australiane sud-orientali ha registrato un’ampia documentazione, mentre l’Australia occidentale ha avuto il vuoto più grande, con il 52% di tutte le specie non fotografate che sono stanziali lì. Le foto dei cittadini possono aiutare i botanici e i tassonomisti a identificare correttamente le specie vegetali e a salvaguardare la loro esistenza. La ricerca dimostra che ogni contributo, anche piccolo, può fare la differenza nella conservazione della diversità della flora australiana.

 

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