Rimanere nella propria fila: l’ordine nascosto nella folla caotica

Una nuova teoria sviluppata dai matematici dell’Università di Bath, nel Regno Unito, spiega come le folle di pedoni si organizzino in corsie senza che ci sia un pensiero cosciente o una discussione tra i partecipanti. La teoria, pubblicata sulla rivista Science, è stata testata in un’arena sperimentale che simulava diversi layout e ha rivelato che le corsie possono essere sia curve che rettilinee, a seconda della disposizione dello spazio. La teoria unifica i punti di vista contrastanti sull’origine della formazione delle corsie e rivela una nuova classe di strutture che nella vita quotidiana possono passare inosservate. La scoperta costituisce un importante progresso nella scienza interdisciplinare della “materia attiva” – lo studio dei comportamenti di gruppo in popolazioni interagenti che vanno dai batteri alle mandrie di animali.

Finora, gli scienziati hanno fornito diverse spiegazioni sul perché le folle umane e altri sistemi attivi si auto-organizzino naturalmente in corsie, ma nessuna di queste teorie è stata verificata. Il team di Bath ha utilizzato un nuovo approccio analitico ispirato alla teoria del moto browniano di Albert Einstein, che fa previsioni che possono essere verificate. I ricercatori hanno collaborato con lo sperimentatore dell’Accademia di Educazione Fisica di Katowice, in Polonia, per condurre una serie di esperimenti utilizzando folle umane. I partecipanti non erano consapevoli di essersi disposti in curve matematiche ben definite, ma l’ordine emergeva spontaneamente quando due gruppi, con obiettivi diversi, si incrociavano in uno spazio affollato e cercavano di evitare di scontrarsi. I ricercatori hanno anche testato gli effetti di regole del traffico imposte dall’esterno, ovvero hanno chiesto ai partecipanti di sorpassare gli altri a destra. In accordo con la previsione teorica, l’aggiunta di questa regola ha modificato la struttura delle corsie, che finivano per inclinarsi e rallentare le persone. In sintesi, la teoria sviluppata dai matematici dell’Università di Bath offre una nuova comprensione di come le folle di pedoni si organizzino in corsie senza una discussione consapevole, e potrebbe avere implicazioni per una serie di discipline scientifiche, in particolare nei campi della fisica e della biologia.

 

 

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