Lotta biologica: lo studio raccomanda i biopesticidi ai pesticidi chimici

Un nuovo studio condotto dal CABI, e pubblicato sul Journal of Pest Science, afferma che biopesticidi son più sicuri e rispettosi dell’ambiente e sono da preferire per combattere il tarlo dell’autunno (Spodoptera frugiperda) rispetto a più dannosi pesticidi chimici. In particolare, i ricercatori hanno condotto esperimenti sia in stazione a Wa e Nyankpala (Ghana), sia in azienda, durante la stagione delle piogge 2020 per testare l’effetto dei biopesticidi comunemente usati sull’ armyworm nel nord del Ghana.  Laphygma frugiperda (in inglese fall armyworm) è un lepidottero nottuide molto dannoso per diverse specie di piante erbacee selvatiche e coltivate. La sua recente diffusione a livello globale sta causando seri danni alle produzioni agricole e rischi per la sicurezza alimentare. È un parassita altamente distruttivo dei cereali e negli ultimi sei anni ha invaso l’Africa, alcune parti dell’Asia e l’Australia, minacciando la sicurezza alimentare e il reddito di milioni di piccoli agricoltori, molti dei quali si affidano al mais come coltura di base. Sebbene l’epidemia di questo parassita in Africa abbia portato a diverse linee guida sull’uso di insetticidi, compresi i biopesticidi, gli effetti di questi prodotti sull’ambiente – in particolare sui parassitoidi – non sono stati valutati in condizioni di campo.

Tra gli ingredienti del biopesticida in oggetto, vi sono l’olio di neem (3% di azadiractina), la maltodestrina (282g/l), il 55% di Bacillus thuringienis (Bt) combinato con il 45% di Monosultap e un virus della granulosa di Pieris rapae (cavolaia minore o rapaiola (Pieris rapae ), è un lepidottero appartenente alla famiglia Pieridae ) combinato con il 5% di Bt. Per fare il confronto è stato utilizzato un insetticida chimico a base di emamectina benzoato e acetamiprid e porzioni coltivate di mais senza nessun trattamentio. Il dottor Lakpo Koku Agboyi, Project Manager – Invasive Species Management presso il CABI e autore principale del lavoro, ha dichiarato: “Il mais non trattate hanno mostrato la più alta densità larvale e i danni alle piante, i danni più elevati alle pannocchie e hanno generato le rese più basse. Gli altri due trattamenti (biopesticida e pesticida) non hanno mostrato quasi alcuna differenza nei danni alle pannocchie e nelle rese, suggerendo che i biopesticidi dovrebbero essere preferiti ai pesticidi chimici per il controllo della diabrotica autunnale”. Visto che nei risultati non ci sono differenze nette tra pesticidi e biopesticidi, quest’ultimi dovrebbero essere preferiti per minimizzare gli effetti negativi sulla salute umana, sul controllo naturale e sull’ambiente in generale

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