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Malattia di Carolì: patologia rischiosa per il fegato

Il fegato deve funzionare bene, è fondamentale per il nostro corpo. Ci sono patologie però che lo mettono a rischio, fra cui la malattia di Carolì.

Malattia di Carolì: patologia rischiosa per il fegato

Il fegato può essere colpito da una patologia congenita rara, la malattia di Carolì, con gravi conseguenze per l’intestino. Si manifesta con la dilatazione dei dotti biliari e mette a rischio maggiormente gli uomini rispetto alle donne. L’allargamento dei dotti biliari permette così il ristagno della bile con successive infezioni. I dotti biliari sono canali che raggiungono cistifellea e intestino mettendo in circolazione la bile. 

Le conseguenze sul fegato sono la formazione di dilatazioni anomale che portano alla fibrosi epatica. La malattia di Carolì è un’alterazione del Dna e del gene PKHD1. La parte danneggiata è quella che produce la proteina dal nome fibrocistina. Essa è utile a produrre la bile controllando la crescita delle cellule del fegato. Ecco i sintomi della malattia di Carolì:

  • dolori addominali
  • ingrandimento del fegato
  • febbre causata dalla colangite
  • ittero

La diagnosi di questa patologia emerge da ecografia e analisi del sangue. Altri esami di approfondimento sono una tomografia computerizzata e una colangiopancreatografia retrograda endoscopica, risonanza magnetica e biopsia dei tessuti. La possibile cura per la colangite e il drenaggio è a base di antibiotici. In caso di fibrosi epatica si prevede la somministrazione di beta-bloccanti e diuretici per l’ascite. Per la sconfitta completa della malattia c’è il trapianto di fegato, quando si presentano carenze epatiche, scompensi cardiaci o il corpo non risponde alle terapie.

 

 

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