Neve: la resistenza del manto nevoso e l’influenza sul microclima

manto nevoso

L’inverno è una stagione caratterizzata da temperature più basse e da neve, che può essere influenzata dalla durata del manto nevoso. La durata di quest’ultimo può variare a seconda della regione geografica in cui si trova. Il modo in cui la presenza del manto nevoso influenza il microclima di un luogo dipende da diversi fattori come le ore di sole, la temperatura dell’aria, l’umidità relativa, le condizioni atmosferiche e altri ancora. Una copertura costante di neve aumenta l’albedo, riducendo così l’irraggiamento solare e raffreddando le temperature della superficie terrestre. Al contrario, la mancanza di neve causa un riscaldamento globale.

Inoltre, il fenomeno può incidere sugli alberi in modalità diverse: se la durata del manto è sufficientemente lunga per evitare i periodi di gelate profonde senza estendere troppo il periodo vegetativo primaverile, gli alberi trarranno beneficio dallo spessore maggiore della copertura muscosa sottostante. Dall’altro lato, nelle aree dove non viene generalmente raggiunto questo equilibrio gli alberi possono risentire negativamente degli effetti prodotti dagli eventi meteorologici più estremi (come ondate di calore o gelate). Di conseguenza, studieremo i vari fattori che influenzano la durata della coltre di neve e come essa condiziona il clima.

Come la durata del manto nevoso orienta il microclima

La presenza di un manto nevoso ha un impatto significativo sul microclima. Una delle principali ragioni è che esso cambia la quantità di energia solare che viene riflessa dal terreno. A causa della sua albedo più alta, la neve riflette più del 75% dell’energia solare incidente, riducendo significativamente l’irradianza di superficie. Ciò può avere conseguenze importanti per il clima superficiale in generale. Inoltre, lo strato di neve sul terreno può influire sulle temperature poiché assorbe alcune onde a corto e medio raggio, impedendo così all’energia solare di essere convertita in calore.

E ancora, il manto trattiene anche l’umidità evapotraspirata durante la notte impedendola di evaporare nel giorno seguente. Pertanto, grazie alla sua capacità di conservazione dell’umidità, contribuisce a mantenere livelli piuttosto bassi di umidità ed evapotraspirazione durante i periodi secchi. Infine, le coperture nevose possono ridurre le temperature massime estive poiché assorbono parte dell’energia prodotta dai rayleigh (raggi infrarossi lunghi) provenienti dalla superficie terrestre in modo da prevenire eccessivo surriscaldamento durante l’estate.

I fattori condizionanti

La durata del manto nevoso è influenzata da una combinazione di fattori atmosferici e climatici. Essa dipende da molti elementi come:

  • la quantità e intensità dell’arrivo di nuova neve;
  • la forza del vento;
  • l’umidità dell’aria;
  • la temperatura dell’aria e del suolo;
  • la presenza di inversioni termiche (una condizione in cui le temperature aumentano man mano che si sale in quota);
  • l’esposizione al sole;
  • le precipitazioni (piogge o grandinate);
  • il tipo di terreno. 

Inoltre, la maggiore o minore copertura nevosa può anche essere modificata dall’utilizzo umano del territorio. L’esposizione al sole è un importante fattore che influenza la durata della neve poiché provoca lo scioglimento della stessa. L’irraggiamento solare può essere ridotto a causa di fenomeni meteorologici come, ad esempio, nubi poco dense o bassa pressione atmosferica, mentre quando l’irraggiamento solare è elevato o viene prolungato nel tempo si ha solitamente lo scioglimento rapido del manto nevoso. Nel caso non vi siano precipitazioni successive alla formazione iniziale del manto nevoso esso tendenzialmente andrà incontro all’erosione dovuta ad agenti atmosferici quali venti intense o grandine. Entrambi i fenomeni possono contribuire al rapido scioglimento della coltre neve.

Caratteristiche del terreno

Il terreno che circonda un’area nevosa è fondamentale per monitorare la durata e la consistenza del manto nevoso. Spesso, le persone non pensano a come il terreno possa avere un impatto sulla persistenza della neve, ma in realtà ha molto a che fare con questo. Il tipo di terreno può influenzare la temperatura superficiale del suolo, la quantità di luce ricevuta e la conservazione dell’umidità, tutte le quali sono fattori importanti per comprendere come si forma e quanto dura il manto nevoso. La topografia del terreno può anche influenzare quante zone sono suscettibili all’accumulo di neve ed erosione causata dall’acqua o dal vento. Conoscere tutte le caratteristiche del terreno intorno ad una zona montana è essenziale per prevedere l’entità e la durata della presenza di neve in quella regione.

Il limite inferiore della nevicata

Il limite inferiore della nevicata è un altro degli importanti fattori che determinano la durata e l’influenza del manto nevoso sui parametri riguardanti la temperatura. Di solito, il limite inferiore della nevicata si abbassa durante le fasi di precipitazione più intensa, causando così un aumento dell’accumulo di neve.

Tuttavia, questo limite non è fisso in tutte le situazioni meteorologiche. In alcuni casi il limite può essere influenzato da altri processi come, ad esempio, le correnti ascensionali prodotte dal vento o dalla convezione termica, che provocano l’evaporazione della neve prima che raggiunga il suolo. La temperatura delle superfici intorno all’area influisce anche sulla durata della coltre nevosa: infatti, maggiore è la quantità di calore disponibile in quell’area e minore sarà la tendenza alla formazione di ghiaccio al suolo. 

 

 

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