Onoterapia: cos’è e a chi può essere utile

2 mesi fa

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onoterapia

L’onoterapia è una forma di pet therapy che negli ultimi tempi sta avendo una grande diffusione in Italia. Si tratta di una tecnica terapeutica che si basa sul contatto e sul rapporto tra l’essere umano e l’asino. Questi ultimi vengono utilizzati per aiutare le persone nella riabilitazione motoria, nella socializzazione e nello sviluppo dell’autosufficienza. Gli asini possono essere particolarmente utili per le persone che soffrono di problemi motori, poiché sono animali molto docili e pazienti. Inoltre, grazie al loro carattere allegro e gioioso, sono in grado di stimolare la socializzazione delle persone e di aiutarle a recuperare fiducia in se stesse. 

Gli asini hanno un temperamento calmo e rilassato, che può aiutare le persone ad abbassare lo stress e la tensione. Gli asini sono anche molto affettuosi e si legheranno facilmente alle persone, creando un rapporto speciale che può essere benefico per entrambe le parti.

Vantaggi onoterapia

L’onoterapia ha diversi vantaggi rispetto alle altre terapie. Innanzitutto, questa tecnica è indicata per tutte quelle persone che non riescono a muoversi a causa di un trauma o di una malattia. Inoltre, l’onoterapia è particolarmente efficace nella rieducazione motoria e nella cura dell’autismo. Gli asini sono infatti in grado di stimolare i bambini a interagire e comunicare con gli altri.

È particolarmente indicata per i bambini: il contatto con gli asinelli stimola infatti la socializzazione e favorisce lo sviluppo emotivo. Questa terapia può essere utilizzata anche nel trattamento degli adulti che soffrono di disturbi pervasivi dello spettro autistico (ASD) o altri problemi del neurosviluppo quali l’ansia sociale o il disturbo bipolare.

Benefici onoterapia

Come si può ben immaginare, l’onoterapia ha numerosi benefici. Innanzitutto permette di migliorare il rapporto tra terapeuta e paziente. Quest’ultimo infatti si trova a interagire con un essere vivente e sensibile, che lo aiuterà a rilassarsi e ad abbandonarsi alle cure. Inoltre, l’onoterapia è un ottimo strumento per stimolare i bambini affetti da deficit d’attenzione o da autismo.

Gli asini sono molto pazienti e hanno una grande capacità di concentrazione. Questo li rende ideali per questo tipo di terapie. Infine, l’onoterapia può essere utile anche nella riabilitazione delle persone che hanno subito traumi fisici o psicologiciL’efficacia di queste terapie è stata dimostrata da diversi studi scientifici. Inoltre, sono sempre più numerosi i pazienti che scelgono di affidarsi a queste cure alternative per trattare i propri disturbi.

L’asino è generoso. Non ha pregiudizi. Per tutti coloro che per un handicap, un incidente, una qualsiasi timidezza non sono in grado di padroneggiare tutti i loro sensi o i loro movimenti, la presenza dell’asino ha un effetto distensivo. Dopo un attimo di osservazione, come con tutti quelli che incontra, di qualsiasi specie, l’asino capisce e si lascia avvicinare. Il suo silenzio è un invito. Non possiede un a priori, nessuno schema mentale né sistema di credenze. Siamo tutti uguali davanti all’asino, e tutti i nostri sensi si equivalgono.

A chi può essere utile la terapia

La terapia con gli asini può avere vantaggi nei seguenti casi:

  • Disabilità fisica e sensoriale
  • Sindrome di Down
  • Varie forme di ritardo mentale
  • Autismo e Asperger
  • cardiopatici ed ipertesi 
  • Disturbi dell’umore
  • Disturbi della personalità
  • Deficit dell’attenzione (ADHD)
  • Problemi e disturbi alimentari
  • Disturbi dell’apprendimento (DSA)
  • audiolesi e non vedenti

Come si svolge la terapia

Le fasi iniziali della terapia vengono svolte evitando di cavalcare l’asino e si concentrano principalmente sull’avvicinamento all’animale e la cura dell’asino. Cosi facendo i pazienti sono stimolati dal punto di vista cognitivo e motorio. Avendo cura dell’animale, devono infatti concentrarsi per ricordare e coordinare le proprie azioni.

Allo stesso tempo, questa fase svolge una funzione importante nell’accrescimento dell’autostima dei pazienti, che iniziano a sentirsi importanti ed utili comprendendo l’importanza del compito che gli è stato assegnato. 

In una seconda fase, le attività si iniziano a svolgere a dorso d’asino, possibilmente a pelo per favorire un contatto diretto con l’animale. Questa è la fase più intensa, nella quale si stimolano le emozioni e si lavora sulla corporeità e la propriocezione.

Il confronto con gli altri animali

Spesso si tende a collegare la pet terapy al cavallo, ma l’asino infatti ha un collo meno lungo di quello del cavallo, una testa più rotonda e pesante, e gambe più corte. In questo modo l’asino, essendo più piccolo del cavallo ma, allo stesso tempo, molto più grande di altri pet come cani e gatti, è in grado di accogliere al meglio le persone, offrendo loro sicurezza e protezione.

Inoltre, grazie alle sue dimensioni, l’asino consente tutta una serie di modalità attraverso cui può avvenire il contatto fisico: può essere semplicemente accarezzato o abbracciato da terra, oppure può essere montato in diversi modi. Fra questi, ci si può appoggiare sul dorso di pancia stendendo le braccia in avanti, sia con le gambe a terra che stendendosi e tenendo le gambe rialzate, seguendo la conformazione del corpo dell’animale. 

Oppure si può salire a cavalcioni dell’asino portando in avanti il proprio corpo e abbracciando il collo dell’animale oppure, al contrario, stendendosi con la schiena sul suo dorso. Questo tipo di approccio permette di provare un’interazione profonda con l’animale che provoca un forte senso di rilassamento, inoltre permette di sentire il calore dell’animale sul proprio corpo e di percepire il ritmo respiratorio regolare dell’asino.

 

 

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