La nutrizione perfezionata dal Machine Learning

2 mesi fa

l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) sezione Napoli e la società di Ricerca e Sviluppo Antur srl, hanno creato un’accoppiata del tutto innovativa. Si tratta della gestione e applicazione di tecniche di analisi dati unite a tecniche di machine learning. Alla raccolta dei dati ha provveduto l’ANTUR, il machine learning è servito per studiare le caratteristiche di questi campioni per poterli poi suddividere in gruppi (chiamati generalmente “cluster”) che condividessero caratteristiche comuni con lo scopo di ricreare per ogni cluster un approccio nutrizionale specifico e dedicato. L’intelligenza artificiale utilizzata è una mappa di tipo Self Organizing Map (SOM), che si occupa dell’organizzazione di processi di informazione in rete analoghi alle reti neurali artificiali.

Caratteristica delle Self Organizing Map è che operano usando il cosiddetto apprendimento non supervisionatoovvero una tecnica di apprendimento automatico che permette al sistema informatico di lavorare su una serie di input (dati) che lui stesso riclassificherà ed organizzerà cercando da solo caratteristiche comuni in modo da effettuare ragionamenti e previsioni sugli input successivi.

Nutrizione intelligente?

Le caratteristiche della SOM sono state sfruttate per “individuare, nell’ambito della nutrizione, quali possono essere gli alimenti che possono fungere anche da strumento terapeutico per la cura delle singole patologie”, ha dichiarato Maria Luisa Conza, Project Manager e Direttrice di Ricerca ANTUR.

“Questo machine learning, l’ algoritmo così costruito, alimentandolo nel tempo con una quantità molto più consistente dei singoli dati ad oggi acquisiti attraverso uno strumento che si chiama Bioimpedenziometria o BIA che valuta la composizione corporea del singolo individuo, riuscirà a rendere intelligente una rete neurale al punto da poter predire, inserendo semplicemente parametri biomedici come peso, altezza e sesso del paziente, le caratteristiche di un’adeguata alimentazione atta risolvere il problema patologico del singolo individuo. Questo sistema potrà essere utilizzato da tutti gli operatori del comparto “salute”, biologi, nutrizionisti, medici generici e specialisti. Il mio prossimo obiettivo sarà quello di condividere e mettere in pratica questo progetto con un gruppo di esperti oncologi attivando uno studio trasversale anche con il INFN e gli studi del Cern di Ginevra”, queste le dichiarazioni della dottoressa Conza durante il workhshop tenutosi a Napoli in cui è stata presentato il progetto.