Mercoledì, la recensione della serie Netflix di Tim Burton

2 settimane fa

14 minuti

Wednesday Mercoledì Netflix

Finalmente, dopo la presentazione in anteprima mondiale avvenuao lo scorso 31 ottobre in quel di Lucca, posso parlavi di Mercoledì o Wednesday, a seconda di come preferite chiamarla. La nuova serie dedicata alla spettrale famiglia Addams è alle porte, il 23 novembre, infatti, debutterà su Netflix Mercoledì, show composto da 8 episodi e incentrato sulla giovane ragazzina ribelle dalle lunghe trecce nere. Impossibile restare indifferenti di fronte alla combo composta da: famiglia Addams e Tim Burton. Mercoledì è una di quelle serie che va vista, che siate amanti del genere o meno un’opportunità anche solo per comprendere meglio il personaggio deve essere concessa al nuovo prodotto di casa Netflix. 

Il nuovo show firmato Netflix sopperisce il vuoto originato dalla cancellazione di Le terrificanti avventure di Sabrina e allo stesso tempo amplia il target di riferimento. Mercoledì è una serie pensata per un pubblico giovane ma allo stesso tempo cerca di catturare le attenzioni sia dei fan della storica famiglia Addams degli anni ’90 che degli appassionati fan del regista di Edward mani di forbice. È perfetta? No, risulta però scorrevole, intrigante e piacevole. Sono certa che se Netflix avesse programmato il rilascio della serie per il mese di ottobre piuttosto che a novembre il risultato a livello di ascolti sarebbe stato ancora più consistente rispetto al buon livello di visualizzazioni che sono certa la serie riscuoterà già a partire dal giorno del debutto. 

Prima di addentrami nell’analisi e nella recensione di Mercoledì ecco a voi il trailer della serie. Ovviamente, ci tengo a precisare che la recensione sarà prima di spoiler. Potete proseguire tranquillamente la lettura dell’articolo senza temere di cadere preda di alcuna anticipazione succulenta.

Mercoledì, le aspettative verso la serie sono state soddisfatte? 

Tra le serie più attese dell’anno Mercoledì di Tim Burton figurava sicuramente tra quelle in cima alla lista di tantissimi spettatori. Il personaggio di Wednesday è iconico, incancellabile nella mente di chiunque si sia mai approcciato ai film anni 90 di Barry Sonnenfeld. La forza del personaggio risiede soprattutto nella immediata riconoscibilità visiva: i costumi di Mercoledì, la sua acconciatura e in generale il suo aspetto estetico sono entrati a far parte della cultura popolare. Chiunque conosce, anche solo per sentito dire, Mercoledì Addams. Chiunque è in grado di distinguerla tra la folla e di riconosce immediatamente i suoi cosplayer. Impossibile dunque che una serie con protagonista la giovane di casa Addams possa passare inosservata. 

Ad incrementare le aspettative e l’attesa verso lo show Netflix ha contribuito il coinvolgimento di Tim Burton. L’amatissimo regista di Edward mani di forbice, Batman del 1989 e La fabbrica di cioccolato da tempo non si sedava dietro la macchina da presa. I recenti insuccessi ricevuti con Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali e Dumbo non hanno giovato alla nuova fase della carriera di Burton, tanto che dal 2019 non ha più preso parte ad un progetto cinematografico. C’è chi lo reputa un regista superato e inadeguato ai tempi correnti e chi invece continua ad amarlo proprio per la sua visione peculiare, forse il personaggio di Mercoledì Addams è quello giusto per rilanciare Tim. Sono certa che i fan del regista saranno i primi a visionare la serie Netflix ma con essi anche tantissimi giovani spettatori che ancora non si sono mai approcciati ai film di Burton e potranno invece farlo una volta terminata la visione di Mercoledì, sempre che lo show riscuota successo ai loro occhi. 

Quel che è certo è che la combinazione tra un personaggio iconico ed un regista dallo sguardo unico possono solo che scaturire in un prodotto senza precedenti, o quasi. 

Ci tengo a precisare che Mercoledì è stata per molti considerata come la serie creata da Tim Burton ma purtroppo mi spiace deludere le vostre gloriose aspettative. La nuova serie teen di Netflix vede il regista coinvolto si come produttore esecutivo ma non come autore del soggetto. Inoltre Tim ha diretto solo quattro degli otto episodi di cui si compone la prima stagione della serie, non è quindi l’unico regista che ha contribuito a fornire la sua visione del personaggio. Certamente posso garantirvi che quando il capitolo in questione è diretto da Burton si percepisce: le inquadrature sono riconoscibile e lo stile è sicuramente quello del maestro. La differenza in sostanza si sente. Sicuramente il regista ha contribuito, come lui stesso ha dichiarato alla creazione dell’immaginario della serie, sua è l’idea che giace dietro l’estetica dello show e su questo io personalmente non avevo dubbi. Gli altri registi possono quindi essere definiti mestieranti con il compito di replicare nella maniera più fedele possibile il lavoro di Burton. 

Mercoledì Netflix

Ora è giunto il momento di rispondere alla domanda posta in partenza: le grandi aspettative che circondavano lo show hanno trovato riscontro e sono state soddisfatte? Ni, in parte si ed in parte no. Per alcuni aspetti la serie ha confermato le mie aspettative iniziali, sotto altri punti di vista posso ritenermi piacevolmente sorpresa mentre sotto altri ancora sono rimasta delusa. 

Per quanto riguarda il lato estetico e tecnico non posso lamentarmi, l’impronta di Burton è percepibile e il suo desiderio di riemerge si afferma con prepotenza. Il maestro ritorna a lasciare la sua impronta e questo mi ha reso davvero felice, sono una grande fan delle sue opere più apprezzate. I costumi e la colonna sonora sono a dir poco magnifici. 

La trama e la sceneggiatura mi hanno sorpresa: se da un lato pensavo inzialmente che lo show avrebbe esplorato il personaggio di Mercoledì sotto la lente dell’aspetto psicologico e poco rispetto a quella delle relazioni, posso dire di essermi sbagliata. Mercoledì si relaziona tanto con gli altri e in questo suo avvicinarsi a persone diverse da lei e coetanee la serie sceglie di analizzare il personaggio. Quello che purtroppo non mi ha entusiasmato sono i tempi della narrazione. Mercoledì ha davvero tanti momenti trascurabili, servono si a costruire le razioni tra i personaggi ma allungano eccessivamente la trama portandola in direzioni che non hanno alcuna vera importanza nel quadro complessivo. Sulla questione target ci addenteremo tra pochissimo. 

Mercoledì, il giusto mix tra rispetto verso l’originale e innovazione

Lo show di Tim Burton rappresenta il perfetto punto di incontro tra due generazioni: coloro che sono cresciuti negli anni 90 con l’icona di Mercoledì in fase di creazione e i millennials che invece conoscono il personaggio poiché già insito nella cultura pop. Come vi ho già ribadito Mercoledì è stata pensata per coinvolgere attivamente un pubblico giovane ma attirerà sicuramente anche coloro che da sempre sono legati al personaggio. L’obiettivo della serie? Conquistare più pubblico possibile, scelta davvero logica avendo a disposizione un simile personaggio. 

Wednesday, La Famiglia Addams

Se scendiamo nei dettagli della storia e della trama della serie in particolare ci accorgeremo che lo show Netflix per come è stato raccontato è destinato ad un pubblico di giovanissimi. Mercoledì è un giovane ragazza liceale alle prese con difficili rapporti con i genitori. La fanciulla è si dotata di poteri magici ed è certamente bizzarra e complicata ma resta pur sempre un’adolescente alle prese con le problematiche che tutti affrontano in quel delicato periodo di vita. Lo show Netflix non fa altro che adeguare le tematiche classiche delle storie di formazione ad un personaggio stratificato, unico e inimitabile. Per queste ragioni la storia propone argomenti tipici dei teen drama contemporanei e non dovrete stupirvi se vi troverete di fronte a scene che avrete già visto in tantissime serie Netflix, fa parte del pacchetto. 

Mercoledì è una ribelle e dotata ragazzina del liceo che per difendere chi ama e se stessa commette atti criminali, alcuni dei quali decisamente condannabili. La famiglia la costringe così a frequentare la Nevermore Academy, una scuola speciale destinata alla rieducazione di ragazzi dotati di poteri magici o apparenti a peculiari gruppi (come sirene e licantropi). Ovviamente come potrete immaginare, l’unico obbiettivo di Mercoledì è quello di fuggire dalla scuola e scappare quanto più lontano possibile dalla sua famiglia, peccato che la ragazzina non abbia messo in conto i sentimenti che, per quanto glaciale e impassibile possa essere o meglio sembrare, finiranno per affiorare e scalfire il suo cuore di ghiaccio. Mercoledì nel corso della prima stagione dello show Netflix comprenderà il vero significato della parola amicizia. La sua tenera e solare compagna di stanza, Enid Sinclair (Emma Myers), è l’emblema della purezza, l’esatto opposto di Mercoledì. La piccola di casa Addams è il nero mentre Enid è il bianco, lo yin e lo yang, non a caso infatti si completano. L’amicizia tra le due sboccia pian piano e senza forzature. Enid apprezza Mercoledì per come è sceglie come sua amica proprio per questo, allo stesso tempo Mercoledì riconosce i pregi della compagna e sa che la sua energia positiva può solo che aiutarla. Mercoledì in fondo non ha nulla di malvagio. Mai come prima lo show Netflix insegna al suo pubblico, mediante il personaggio di Mercoledì, a superare i pregiudizi e le apparenze.

Non mancano nemmeno le ship. La nuova serie Netflix, come ogni buon teen drama che si rispetti, propone diverse coppie, dovrete solo scegliere per quale patteggiare.

La serie propone due grandi filoni narrativi: la storia di formazione e il teen drama mystery, non manca anche il genere fantasy horror. Mercoledì grazie proprio alle peculiarità del personaggio protagonista riesce ad imbastire una trama che in soli otto episodi tratta l’evoluzione emotiva della protagonista e la risoluzione di un mistero fantascientifico. Secondo me in diversi saranno giunti a questo punto ad una conclusione: Mercoledì sopperisce al vuoto lasciato dalla cancellazione di Le terrificanti avventure di Sabrina, altra serie Netflix conclusasi anticipatamente lo scorso anno. In sostanza per protagonista, scelte di trama, genere e target di riferimento la due serie combaciano. Netflix ha ben pensato di sopperire alla mancanza di Sabrina con Mercoledì, un personaggio ancora più iconico ma sempre appartenete al medesimo filone narrativo della protagonista dai capelli ghiaccio. Io in futuro non escluderei eventuali crossover, anche se attualmente Sabrina sembra più vicina ai teen drama di casa CW piuttosto che a quelli di mamma Netflix ma mai dire mai nel mondo dell’intrattenimento. 

Mercoledì rispetta senza dubbio alcuno il folclore e la mitologia legate al personaggio anni ’90, al tempo stesso però la serie adegua la storia ai tempi correnti inserendo tutti gli stilemi narrativi tipici dei teen drama moderni. Il nuovo prodotto firmato Netflix è rispettoso dell’originale ma inserisce anche un notevole tocco di originalità.

La Mercoledì Addams di Jenna Ortega

Jenna Ortega, Christina Ricci, Mercoledì

Il volto storico di Mercoledì è per tutti noi quello di Christina Ricci, storica interprete del personaggio nei film dei primi anni ’90 di Barry Sonnenfeld. Grazie alla Ricci Mercoledì è diventa l’inquietante iconica gotica che è oggi, simbolo di anticonformismo e letta femminista. Mercoledì è anticonvenzionale, fuori dagli schemi. La ragazzina in bianco e nero è il simbolo della diversità e dell’accettare se stessi per come davvero si è. Mercoledì non desidera sentirsi parte di un gruppo, preferisce mantenere la sua identità intatta piuttosto che conformarsi alle masse. È intelligente, brillante, sagace e autoironica. Non sorride mai, nemmeno per scherzo. Ama le scienze e la solitudine, trova conforto quando è sola e dedita ai suoi pensieri. Grazie al personaggio di Mercoledì il cinema ha sdoganato tanti preconcetti che purtroppo ancora oggi sono luoghi comuni e motivo di sfregio. 

Christina Ricci, benché non sia l’unica interprete del personaggio, è per tutti la vera Mercoledì Addams. Non sorprendetevi se per renderle omaggio Netflix ha scelto di scritturarla per una breve parte proprio nella nuova serie dedicata al suo storico personaggio. Per Jenna Ortega vestire i panni della bizzarra e scontrosa ragazzina è stata una vera sfida. Posso però assicurarvi che la Ortega ha portato a casa più che egregiamente il risultato. Jenna ha il volto perfetto per Mercoledì e le abilità interpretative giuste per risultare inflessibile, scontrosa e tetra senza sembrare irrealistica. Jenna Ortega è credibile come Mercoledì Addams dal minuto uno fino alla conclusione dello show. Non ha deluso le mie aspettative e mi ha piacevolmente sorpresa. La Ortega non cerca di emulare le interpreti precedenti, fornisce la sua versione di Mercoledì, una variante adeguata ai tempi attuali, contemporanea ma che conserva quel alone vintage che non guasta mai. Ottima sia l’interpretazione dell’attrice nelle scene più intimiste che in quelle action e di maggiore tensione. Devo confessarvi che in diverse seguente l’interpretazione di Jenna mi ha ricordato quella di Mia Goth in Pearl. Forse la giovane Jenna desidera seguire le orme della brillante Mia Goth? Probabile, io glielo auguro. 

La salute mentale, il grande tema di Mercoledì 

La salute mentale è attualmente la protagonista di tantissime serie tv Netflix e non solo. La recente 1899 utilizza la salute mentale e lo studio psichiatrico della mente umana come appiglio per imbastire una trama mystery e fantasy di tutto rispetto, complessa e stratificata. 

Nel caso di specie è impossibile parlare di Mercoledì Addams senza fare riferimento alla condizione mentale della ragazzina. La piccola Mercoledì è cresciuta in un contesto decisamente lontano da quella che viene comunemente considerata una sana educazione famigliare. I genitori di Mercoledì sono bizzarri, tetri e completamente diversi dalla classica connotazione di genitori modello. La morte e i crimini hanno da sempre fatto parte della vita della bambina, non c’è da stupirsi che Mercoledì sia così incline a commettere atti contrari alle regole se i primi che le hanno insegnato a comportarsi fuori dagli schemi erano proprio i suoi genitori. La giovane di casa Addams è dedita alla solitudine e ha difficoltà a relazionarsi con gli altri, in particolare con i suoi coetanei. La serie tv Netflix, più che sottolineare ed analizzare le ragioni e le motivazioni degli usi e costumi di Mercoledì, cerca di sviluppare la sua difficoltà a rapportarsi con terzi. La giovanissima è ostile, scontrosa e sempre sospettosa verso il prossimo anche quando la persona in causa non ha alcun doppio fine se non quello di aiutarla. Mercoledì, come Eleven in Stranger Things, ha vere e proprie mancanze nelle relazioni con gli altri, non sa come comportarsi, cosa dire e come dirlo. È sempre stata una giovane ribelle solitaria per nulla desiderosa del supporto o dell’amicizia altrui. Durante il corso degli otto episodi le emozioni di Mercoledì verranno scombussolate. Mercoledì per la prima volta si sentirà compresa, capita ed amata così com’è e non per quello che potrebbe essere. 

La serie presta in generale la dovuta importanza alla salute mentale, non mancano infatti gli incontri con la psicologa e le giuste dosi di raccomandazioni che servono quando ci si approccia ad un prodotto simile. Quello che però mi ha piacevolmente stupita dello show Netflix è il focus relazionale, si sottolinea si la peculiarità di Mercoledì e le probabili problematiche psicologiche che affliggono la ragazzina ma il personaggio viene per la prima volta messo sotto una luce differente. Ciò che interessa ai registi dello show è come Mercoledì cresce e migliora sotto il profilo delle relazioni sociali. Scelta coraggiosa ma anche assolutamente riuscita. 

Non mi resta che fare i complimenti per la decisione di ambientare la serie all’interno della Nevermore Academy, il liceo destinato a persone dotate di speciali capacità. Mercoledì inizialmente appare come la più strana tra gli strani, colei che anche all’interno di un gruppo di persone bizzarre e anticonvenzionali spicca per ulteriori peculiarità. Non è un caso se l’unica divisa priva di colori è proprio quella di Mercoledì. L’aspetto più interessante è che la serie sceglie di soffermarsi su questo concetto solo per una connotazione estetica e se vogliamo iniziale ma poi perde questo focus a favore di altro. Mercoledì è si l’allieva più particolare delle scuola ma non è soltanto questo. 

La serie dopo otto episodi ha raccontato davvero tanto e forse persino troppo (alcune scene e alcune linee narrative potevano tranquillamente essere rimosse dal montaggio finale senza privare lo show di nulla d’importante o decisivo) ma sono certa che il potenziale per altre stagioni sia ancora molto. Inoltre, lo stesso Tim Burton a Lucca ha dichiarato che ha già diverse idee su come potrebbe proseguire la storia della ragazzina in black and white più famosa della tv. Ora non ci resta che attendere e sperare in un pronto annuncio da parte di Netflix circa il rinnovo della serie. Se lo show avrà il successo ipotizzato non penso che tarderà ad arrivare. Incrociate le dita.

73
Mercoledì
Recensione di Chiara Giovannini
ME GUSTA
  • Jenna è la perfetta Mercoledì
  • Esteticamente è il frutto della mente di Burton e questo si nota
  • Ottimo mix tra tradizione ed innovazione
  • Copre il vuoto lasciato da Le terrificanti avventure di Sabrina
FAIL
  • Diverse scene potevano essere tagliate senza cambiare le sorti della storia
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