I Mondiali di calcio in Qatar, l’evento più atteso di questo 2022, inizieranno il prossimo 20 novembre. Secondo i dati dichiarati da un ingegnere civile al lavoro dal 2007 negli stadi della nazione e riportati dal Guardian, l’evento avrà un enorme impatto ambientale. Questo perché ciascun campo da calcio, per essere irrigato, richiederà almeno 10’000 litri d’acqua al giorno.

Il Qatar basa la sua economia principalmente sul petrolio, il quale, però, è utilizzato anche per ottenere l’acqua potabile. L’accesso a questa fonte è molto difficile e per ottenerla si ricorre al processo di dissalazione.

Il ricorso a questo metodo si stima aumenterà nei prossimi 5 anni del 37% a causa della maggiore necessità di acqua nel Golfo Persico. Questo comporterà anche un aumento del consumo di petrolio e gas, che alimentano gli impianti di desalinizzazione. Il 43% dei processi di dissalazione avviene nei paesi del GCC (Gulf Cooperation Council) dove viene consumata la maggior quantità di acqua al mondo.

I Mondiali in Qatar hanno fatto già discutere molto per quanto riguarda la violazione dei diritti umani, ricaduta, anche secondo quanto detto da Amnesty International, ha colpito principalmente i lavoratori migranti che hanno preso parte all’organizzazione della manifestazione negli ultimi anni.

L’impatto dei grandi eventi come questo, seguiti da milioni di persone, andrebbero presi in considerazione, allo scopo di contribuire a orientare anche le scelte del singolo cittadino.