Gli Anelli del Potere: l’analisi della quinta puntata

2 mesi fa

10 minuti

Gli Anelli del Potere, la serie tv più costosa della storia ispirata alle opere di Tolkien, è finalmente disponibile su Amazon Prime Video. Analizziamo la quinta puntata cercando come sempre di scovare anche qualche dettaglio che ci viene fornito dai testi di Tolkien.

Poteva lavorarsi come rame e lucidarsi come vetro; e i Nani sapevano trasformarlo in un metallo leggerissimo, ma ben più resistente del comune acciaio.

Così il professor Tolkien ci racconta uno dei metalli più preziosi e affascinanti della Terra di Mezzo, quel Mithril che nella trilogia cinematografica più volte salva la vita a Frodo Baggins e che, a quanto pare, nella serie Gli Anelli del Potere rappresenterà un punto cruciale dell’intera trama. Ma prima di arrivare al metallo che provocherà un eccessivo zelo nello scavare da parte dei nani, analizziamo anche altre parti della quinta puntata. Puntata che a detta di molti è il punto più basso di questa serie, quando invece la reputo fondamentale e molto buona soprattutto in vista delle prossime che saranno pregne di azione. In queste puntate, e cinque ore, abbiamo “addobbato” la tavola e inserito moltissime pedine, ora con i tempi giusti, classici di un opera tolkieniana (stiamo pur sempre parlando di un High Fantasy), stiamo spostando le pedine tutte verso un’unica direzione.

ALLERTA SPOILER
In questo approfondimento parleremo ampiamente dell’episodio citando scene e personaggi, quindi per coloro che non hanno visto ancora la puntata rimandiamo la lettura a post visione.

Le vicende di Numenor sono fondamentali per il proseguo della serie, difatti dopo la visione/incubo di Miriel, con l’onda che spazzava l’intera isola (presagio annunciato), la regina decide di ascoltare Galadriel (protagonista in questa puntata di un evoluzione lenta, ma molto interessante) e assecondarla nel suo viaggio verso la Terra di Mezzo. In questo timore per il futuro si può intravedere il carattere dei numenoriani che ad un certo punto della loro esistenza divennero sì orgogliosi, ma anche molto timorosi della morte e questo “tallone d’Achille”, descritto perfettamente da Tolkien, sarà il punto cruciale della loro rovina, difatti la divisione tra Miriel e Pharazon sono già un presagio di quello che accadrà in futuro tra loro.

Sugli scritti di Tolkien, il Re Ar-Pharazon cadde nel tranello tesogli da Sauron. Dopo che questi lo aveva sfidato, Ar-Pharazon condusse un grande esercito nella Terra di Mezzo, e costrinse Sauron alla resa, conducendolo poi a Numenor quale ostaggio, tutto ciò per divenire suo consigliere.
Che Halbrand sia un Sauron che vorrà raggirare Pharazon (ancora non divenuto Re?) in futuro?

La sacerdotessa di Morgoth, lo straniero e il nomadismo dei Pelopiedi…

Finalmente alla quinta puntata si affaccia uno dei personaggi più cliccati (e anche generatore di meme) di tutta la serie: questa famosa sacerdotessa che inizialmente fu scambiata proprio per l’Oscuro Signore. Contro tutti i pronostici questo personaggio è alla ricerca, o meglio, sta indagando sulla misteriosa meteora quindi una delle storyline più distaccate dal resto della trama, quella dei Pelopiedi e dello Straniero, piano piano si sta intrecciando con altri personaggi.

Ma perchè una sacerdotessa di Morgoth è così interessata a questa meteora?

Proprio questo interessamento, da parte di una fazione non benevola, mi ha fatto riflettere di nuovo su chi potesse nascondersi sotto le vesta di quello strano stregone, così goffo sotto certi aspetti, ma anche molto inquietante. Dato per assodato che probabilmente dovrà essere uno degli istari, con una percentuale molto alta per Gandalf (amico degli hobbit in futuro), mi sento dopo questa quinta puntata di poter dare anche un’altra ipotesi. C’è una creatura nella storia di Arda, probabilmente un Maia, che aveva un rapporto molto stretto con la natura, e parlava tranquillamente con piante ed animali, una sorta di folletto silvano totalmente esente dai problemi del mondo circostante (l’unica creatura nella quale l’Unico Anello non avrà potere). Questa creatura nacque prima di tutto, venne creata anche prima di Arda ed è Tom Bombadil. So perfettamente che solo citare uno dei personaggi più bizzarri, per alcuni rappresentava lo stesso Tolkien, e affascinanti di Arda è un azzardo bello e grosso, perchè le caratteristiche di questo straniero lo portano più vicino ad un istar che ad una creatura leggendaria come Bombadil, ma la ricerca da parte di una sacerdotessa di Morgoth mi fanno pensare che dentro a quella meteora ci poteva stare o l’Oscuro Signore, che ha perso la memoria, oppure una creatura talmente potente che va in qualche modo domata.

Nulla è stato malvagio fin dal principio

Tuttavia le scene dello straniero che utilizza per la prima volta la magia ha un impatto visivo molto importante, per di più sembra che il braccio incriminato si colori di uno strano blu, un indizio per farci arrivare ad uno tra Alatar e Pallando? La cosa certa è che questo personaggio è il fulcro quasi dell’intera serie, un mistero che probabilmente non scoveremo in questa stagione, ma che ci porteremo ancora avanti.

Infine una menzione alla vicenda dei Pelopiedi che tutti reputano “debole”, anche fin troppo staccata dal resto della stagione e invece ci sta regalando uno spaccato perfetto di quello che saranno poi gli Hobbit della Terza Era, riflettendo anche su un tema importantissimo come la migrazione. Sì perché i nostri Pelopiedi sono un popolo che in origine doveva migrare due volte l’anno di nascosto, finché finalmente troverà un posto dove stanziarsi (La Contea) diventando sedentario. Ma qualcosa di nomade gli resta nel bagaglio ancestrale, ecco spiegata la “tookishness” che riemerge nelle famiglie hobbit. Infine l’esigenza di doversi spostare senza farsi vedere “dalla gente alta e dai pericoli oltre il fiume” spiega perché anche quando vivranno da sedentari La Contea, gli Hobbit delle Terza Era mantengono la capacità di “sparire” nel paesaggio costruendo addirittura case perfettamente integrate nei paesaggi collinari.

La cena nel Lindon e la scoperta della storia del Mithril

Considerando che alla forgiatura degli anelli manca ancora moltissimo tempo, all’interno del calendario dell’Arda, è forse questo il motivo che ha spinto gli showrunners a ipotizzare una storyline tra elfi e nani dedicata alla scoperta del Mithril e alla corsa all’approvvigionamento dello stesso. La scena della cena nel Lindon è tra le più rischiose e nello stesso tempo affascinanti della serie tv.

Chiariamo subito il concetto, tutto ciò che è stato detto riguardante il Mithril è frutto della fantasia degli showrunners della serie, cosa che ha fatto imbestialire (che novità) la solita parte del fandom più puro.

Che cosa sappiamo del Mithril dagli scritti del professore? Il suo significato letterale è “grigio luccicore” ed è un metallo prezioso, estratto solo dalle miniere di Khazad-dum ed è proprio nel momento più clou della ricerca di questo metallo che i nani di Moria liberarono il flagello di Durin, abbandonando poi le stesse miniere. All’epoca della guerra dell’Anello il Mithril aveva raggiunto un valore inestimabile tanto che lo stesso Gandalf ricordava a Bilbo che la sua cotta di maglia valeva più dell’intera Contea e di tutto ciò che si trova.

Tuttavia gli Elfi Noldor dell’Eregion (il luogo dove Celebrimbor sta innalzando la sua fucina) vi ricavarono l’Ithildin, una sostanza che aveva la particolarità di riflettere solo i raggi di luna e stelle, e di diventare visibile solo a chi pronunciasse particolari formule. Inoltre con lo stesso Mithril furono realizzate tantissime altre situazioni dagli elmi delle guardie della cittadella di Gondor, fino all’anello Nenya per poi passare ai nuovi cancelli di Minas Tirith, ed è giusto raccontarlo perchè questo è quello che ci scrive Tolkien.

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In questa quinta puntata gli showrunners decidono di intraprendere una via, per alcuni molto rischiosa, ma sempre diciamo in linea con il senso di questo show: riempire i buchi lasciati dallo stesso Tolkien. La storia del Mithril qui è a quanto pare fondamentale per il futuro di tutta la razza elfica. Lo stesso Gil-Galad racconta ad Elrond una leggenda apocrifa (e con questo termine si sono “salvati” letteralmente), quindi non propriamente accertata, secondo la quale un guerriero elfico dal cuore puro avrebbe difeso l’ultimo Silmaril rimasto al mondo, incastonato in un albero dalla furia di un Balrog che lo voleva distruggere.

Mithril realizzato con un Silmaril? Non c’è scritto da nessuno parte…

Di “tolkieniano”, nella storia della Terra di Mezzo, c’è che il Silmaril di Maedhros piombò nelle viscere della terra e non se ne seppe più nulla, e qui con tutta evidenza non si sta parlando di una verità, ma di una speranza e una leggenda a cui gli Elfi vogliono credere. Quindi tornando alla serie tv, la ricerca del Mithril in questo caso è fondamentale per la salvezza degli stessi elfi e nonostante una parte del fandom si stia indignando veramente più del normale (ricordo sempre che stiamo parlando di un media diverso rispetto ai libri) io la vedo come un espediente comunque di base tolkieniano: per evitare il decadimento del popolo elfico, gli stessi elfi sperano che all’interno del Mithril ci sia luce dei Silmaril.

Si tratta di una speranza loro basata su una leggenda elfica comunque non accertata perchè apocrifa.

Durin IV ha capito perfettamente il senso di questa speranza e probabilmente giocherà, in futuro, su questo argomento (meraviglioso tra l’altro il ruolo di Elrond che non demorde nemmeno di fronte alle richieste dell’Alto Re Gil-Galad) che riguarda comunque il lento decadimento degli elfi che li porterà all’abbandono della Terra di Mezzo alla fine della seconda Era. Tra l’altro è proprio Celebrimbor che vuole instillare in Gil-Galad questa speranza, perchè ricordiamo che lo stesso fabbro elfico vorrà superare Feanor (suo nonno) quindi è tutto riassunto in questo punto di vista della storia. Questa è un’interpretazione molto rischiosa, ma se presa con le dovute “molle” non la trovo così rivoluzionaria, proprio perchè si tratta di una flebile speranza, che poi potrebbe anche risultare non reale, quindi un consiglio a tutti i fan che hanno gridato al complotto, magari aspettiamo ancora qualche avvenimento futuro per capire se quello che stanno scrivendo è così fuori luogo.

Adar, il giuramento e le prossime battaglie

Uno dei personaggi più affascinanti di questa serie è senza dubbio l’elfo caduto (o rinnegato) a capo di tutti gli orchi delle terre dell’Est. Le truppe di Adar difatti ormai sono in marcia per la torre, ma prima possiamo godere di un momento molto commovente nel quale lo stesso Adar rimpiange la luce del sole che sta abbandonando il suo corpo di Elfo corrotto. Ma ormai è tardi per lui, e subito dopo mostra la sua brutalità quando gli Uomini guidati da Waldreg si presentano a lui, dopo aver abbandonato i rifugiati comandati da Bronwyn e Arondir ed è qui che Waldreg crede che Adar sia Sauron, ma lo sguardo dell’Elfo gli fa capire che si è sbagliato. Questo è un piccolo rimando ai giuramenti degli uomini che durante la Battaglia delle Innumerevoli Lacrime segratemente decisero di dedicare la loro vita a Morgoth (tra l’altro anche molto vicini ai classici giuramenti norreni).

Le pedine si stanno muovendo in una scacchiera un pò lenta per alcuni, forse.

Infine, che farà Theo? Non ci resta che attendere per scoprirlo, ma il ragazzo sembra entrato in una drammatica spirale, e le vicende attorno a lui, Bronwyn e Arondir si stanno macchiando di tragedia. Comunque sia, nelle Southlands si prospetta uno scontro mentre i Nùmenoreani iniziano i preparativi di guerra facendo partire le due navi rimaste (dopo l’esplosione di una da parte del figlio di Pharazon): due storyline stanno per incrociarsi, e la trama comincia a scorrere in modo molto più fluido e probabilmente ora la storia comincia davvero, e il viaggio verso i grandi eventi della Seconda Era si è messo in moto.

Il viaggio anche oggi è terminato

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