Not Okay, la recensione: il nuovo dramedy senza perdono di Hulu

2 settimane fa

8 minuti

Not Okay Movie

Siamo ormai abituati al taglio irriverente dei prodotti Hulu, quindi non dovremmo stupirci di fronte alla comicità saccente e al drama che arriva all’improvviso di Not Okay. La pellicola Hulu approda sul territorio italiano in contemporanea con il rilascio americano grazie a Disney+ nell’apposita sezione per adulti di Star.

Come ormai da consuetudine la maggior parte dei prodotti Hulu (non tutti perché diversi sbarcano su Starz, piattaforma streaming associata a Amazon Prime Video) giungono a noi tramite Disney+, Pam & Tommy e Fresh ad esempio ed ora Not Okay, ad accumunare i prodotti live-action di Hulu è la scelta di impostare la narrazione con toni apparentemente comici lasciando il drama solo per le parti finali. La comicità è ciò che riveste il prodotto Hulu, il drama si cela dietro l’apparenza di film superficiale e quando arriva colpisce forte.

Not Okay rispecchia a pieno i canoni consolidati di Hulu. Il film diretto e sceneggiato da Quinn Shephard (Blame) racconta la storia di Danni (Zoey Deutch) giovane foto editor con l’ambizione di diventare scrittrice. Danni propone costantemente pezzi alla capo redattrice della rivista per cui lavora, purtroppo però non ha ancora ben chiaro come sviluppare al meglio le proprie argomentazioni e per questo le sue proposte vengono ripetutamente cassate. Danni trascorre il suo tempo sui social media, è letteralmente ossessionata dall’immagine social che la gente potrebbe avere di lei. Desidera essere riconosciuta, vorrebbe diventare popolare e amata dalle masse, si accontenterebbe anche di essere notata e apprezzata da Colin (Dylan O’Brien), famoso influencer che collabora con la stessa redazione di Danni. Quando improvvisamente si presenta l’occasione finge un viaggio a Parigi pur di attirare l’attenzione del ragazzo per cui prova una profonda attrazione. Danni non esista un istante. Mente, finge e costruisce per filo e per segno, seminando tutte le tracce sui social, il suo finto viaggio a Parigi con tanto di foto editate con Photoshop.

Peccato che la menziona le si ritorca contro quando nell’esatto momento in cui lei finge di essere sotto l’arco di trionfo di Parigi nella vera città francese scoppiano plurimi attentati. La soluzione più logica sarebbe stata quella di rivelare la bugia a tutti coloro che si stavano preoccupando per lei, invece Danni sceglie di proseguire la farsa date le tante attenzioni che stava ricevendo.

Essere amata a qualcuno costo, non importa le conseguenze. Questo è l’obbiettivo di Danni. Quando il velo di menzogne sarà rimosso ne sarà valsa la pena? Oppure l’attimo di popolarità vince su qualsiasi ripercussione?

Not Okay in una sola ora e 40 minuti, lo sottolineo perché ormai è una rarità, vi farà ridere, riflettere e commuovere. Se siete pronti a tuffarvi nell’arcobaleno di emozioni di Not Okay la pellicola ben scandita in 9 parti, quasi fossero i capitoli di un diario, vi aspetta su Disney+.

La critica sociale di Not Okay, essere popolari a qualunque costo

Come vi sottolineavo all’inizio della recensione di Not Okay, Hulu ha come tratto distintivo quello di rendere peculiari per toni e scelte di trama ogni suo prodotto. La comicità è la prima cosa che potete notare ma il drama è sempre presente, anche se celato dietro veli di grossolane e irriverenti battute.

Not Okay non fa eccezione.

Il film veniva presentato e promosso come una commedia pronta a scherzare sulle conseguenze del voler essere famosi sui social a qualunque costo. La popolarità sui social come unica fonte di felicità, di ricompensa sociale per l’amore che si pensa di diffondere e quindi si desidera ricevere in cambio. Le bugie che rendono possibile la fama vengono inizialmente viste dalla protagonista come il trampolino di lancio necessario e indispensabile. Danni non pensa alle ripercussioni che simili menzogne possono aver sugli altri. In particolare la protagonista non immagina le conseguenze che mentire sull’essere superstite di un attentato terroristico genera sulle reali vittime.

Se appunto Not Okay gioca sul concetto di fama e sulla finzione dei social, in realtà a più riprese si sofferma a criticare la società americana e la politica. Grazie al personaggio di Rowan (Mia Isaac) il film introduce la tematica delle armi a libero accesso e degli attentati nelle scuole. Not Okay critica, seppur con toni pertinenti al film in questione, la politica delle armi negli Stati Uniti considerandola la fonte principale delle sparatorie di massa. La piccola Rowan è diventata attivista celebre a New York per essere sopravvissuta ad una sparatoria nelle sua scuola. Ora si batte per ottenere maggiore sicurezza e diminuire la violenza generata dalle armi da fuoco, cerca di sensibilizzare i cittadini mediante campagne social e manifestazioni in piazza che purtroppo spesso sono punto di interesse per i suoi detrattori.

Not Okay tratta in maniera sapiente il trauma da stress post-traumatico, sia mediante la presentazione e le sedute di un gruppo di sostegno per superstiti da attentati che tramite l’introduzione degli attacchi di panico. Grazie al personaggio di Rowan prima e di Danni poi Not Okay mostra tutte fasi della sindrome da stress post-traumatico: negazione, accettazione, richiesta di aiuto e percorso verso il superamento del trauma.

Il film non si limita a proporre i temi appena esposti ma sceglie di rendere comprensibile a tutti la ragione per cui Danni mette in moto la sua ruota di bugie. Fondamentalmente la protagonista è sola. Non ha amici né famigliari che sono pronti a dimostrarle affetto, i suoi parenti e le sue conoscenze si accorgono di lei solo nel momento in cui si trovava in pericolo di vita. Tutte le menzione che Danni ha architettato avevano come vero scopo quello di ricevere l’amore e le cure che tanto sognava, essere popolare era parte del pacchetto.

Zoey Deutch: un’attrice troppo poco considerata?

La protagonista di Not Okay è interpretata da Zoey Deutch, attrice che ha ricoperto ruoli in diverse commedie romantiche ma che forse conoscete tutti per la parte di Infinity nella serie Netflix The Politician.

La Deutch per quanto stia lavorando negli ultimi anni, forse non ha ancora ricevuto la notorietà che merita. L’interprete di Zombieland – Doppio colpo e Come far perdere la testa al capo è in grado di passare da ruoli cominci a sfumature drammatiche senza la minima esitazione. Ha preso parte a pellicole prevalentemente commerciali ed è ancora in attesa del ruolo in grado di svoltarle la carriera. Chissà che le prossime pellicole in arrivo non siano in grado di ampliare il pubblico della Deutch.

Tra i prossimi lavori di Zoey Deutch figura Something from Tiffany’s, commedia romantica che la vede affiancata da Ray Nicholson (Panic). Il film racconta di una giovane donna la cui vita viene sconvolta quando un anello di fidanzamento destinato a qualcun altro la porta dalla persona con cui dovrebbe stare. La pellicola è già stata girata ed è in fase di montaggio. Diverse invece sono le sorti di Most Dangerous Game e Hound, entrambi in fase di pre-produzione. Il primo vede la Deutch nuovamente al fianco di Glen Powell in una nuova commedia romantica, il secondo invece resta ancora avvolto nel mistero.

Se Zoey Deutch non ha ancora spiccato il volo tra l’Hollywood che conta lo stesso può dirsi anche per Dylan O’Brien, attore amato dal pubblico per il ruolo di Stiles nella serie fantasy drama Teen Wolf e per la parte di Thomas in Maze Runner.

Purtroppo la carriera di O’Brien è sempre rimasta ancorata a pellicole di basso profilo. Dopo la trilogia di Maze Runner l’attore ha preso parte a diversi film quasi tutti fallimentari sia per la critica che per il riscontro al botteghino, ed esempio: Infinite e Flashback. Apprezzato invece è stato il survival movie di Netflix Love and Monsters, peccato che non si sia più parlato di film sequel o spin-off. Da tempo viene rumoreggiato Dylan O’Brien nelle vesti di un giovane Robin al fianco di Robert Pattinson nei prossimi film di The Batman. Ancora nulla è ufficiale. Se il rumor dovesse trovare conferma e concretizzarsi in un annuncio da parte di DC questo sarebbe il primo importante ruolo di O’Brien all’interno di un franchise. Non ci resta che attendere.

Sicuramente quello che possiamo constare ad oggi è che la sua presenza, tanto chiacchierata e promossa, in Not Okay è si importante per gli eventi della storia ma molto marginale a schermo. L’attore ha un ruolo davvero risicato per quanto interessante e inusuale per la carriera dell’attore. Solitamente all’attore di Teen Wolf vengono affidati ruoli da bravo e diligente ragazzo, invece in Not Okay è il bad boy che si lascia alle spalle scie di ragazze. Peccato che il suo personaggio sia stato utilizzato tanto per promuovere il film e poco nella sceneggiatura dello stesso.

70
Not Okay
Recensione di Chiara Giovannini

Se apprezzate le pellicole Hulu, il taglio comico che però nasconde il dramma e la critica sociale tipica dei prodotti della piattaforma streaming, adorerete anche Not Okay.

ME GUSTA
  • critica sociale e tanti temi politicamente importanti negli Stati Uniti
  • Divertente e con un ottimo ritmo
  • Zoey Deutch è perfetta nel ruolo
FAIL
  • Dylan O’Brien ha poco stazioni, molto promosso nella fase di marketing ma poco sfruttato nella sceneggiatura del film
  • Non eccessivamente innovativo
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