Animali, a New York potrebbe arrivare il divieto di vendita nei negozi

2 mesi fa

cane

New York potrebbe introdurre l’istituzione di divieto di vendita di cuccioli di gatto, cane e coniglio nei negozi di animali. Chi vuole comprare un cucciolo deve rivolgersi a rifugi e strutture che ospitano cani in cerca di casa e padrone. A decidere se firmare la proposta di legge bipartisan “Puppy Mill Pipeline” sarà la governatrice Kathy Hochul. La proposta è stata approvata da Senato e Assemblea.

Lo scopo è frenare gli allevamenti di conigli, cani e gatti con il solo fine di generare profitto senza considerare il benessere degli animali. Questi ultimi sono costretti a vivere in pessime condizioni di degrado e sopravvivenza. I negozi di animali sono uno dei cardini di tale processo. Gli allevatori intensivi vi si appoggiano per cercare di rendere meno sporca la forma di maltrattamento verso gli animali.

 

Gli animali nelle puppy mills subiscono gravi crudeltà e negligenza. Affollate in gabbie piccole e sporche e private della compagnia e dell’amore, le madri sono costrette ad avere diverse cucciolate ogni anno, finché non sono troppo mature per riprodursi. Quando non sono più redditizi, i cani vengono solitamente uccisi o abbandonati. Scarse condizioni igienico-sanitarie, poche o nessuna assistenza veterinaria e cibo inadeguato e avariato sono i segni distintivi delle puppy mill.

Animal Legal Defense Fund, una delle tante associazioni che lotta per eliminare tale sfruttamento

 

 

Le puppy mill sono gestite da persone che usano e maltrattano gli animali per sfornare animali domestici da mettere in vendita. Animali che sono spesso attanagliati da malattie congenite, che costano a consumatori ignari centinaia o migliaia di dollari in fatture veterinarie e uno stress emotivo incalcolabile.

Linda B. Rosenthal, una dei membri dell’Assemblea che ha proposta la legge

 

 

La governatrice Hochul sta per decidere se apporre la firma o meno a tale proposta di legge. Se avvenisse la firma, New York si aggiungerebbe alla California, il primo Stato ad aver firmato nel 2017. Spagna e Francia hanno avviato l’iter e alcune serie di procedure sono già attive o lo saranno in futuro. In Italia, purtroppo, non c’è ancora nessuna sembianza di questa legge.

 

 

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